Passa al contenuto principale

Kaspersky: in Italia il 25% dei responsabili aziendali non comprende il valore strategico della cybersecurity

3 novembre 2025

• Il 30% degli intervistati in Italia afferma che monitorare le minacce è un lavoro a tempo pieno, il che segnala un sovraccarico operativo e un rallentamento dovuto al continuo stato di allerta. • Il 42% dispone di un team dedicato alla cybersecurity, mentre il 22% si affida al proprio reparto IT generico per combattere le minacce informatiche.

Il nuovo report di Kaspersky “Real talk on cybersecurity: cosa preoccupa, cosa manca e cosa è davvero utile?[1]” rivela che il 25% dei responsabili IT in Italia ritiene che i propri colleghi C-level non comprendano pienamente l'importanza della cybersecurity per il business, evidenziando una discrepanza strutturale tra le priorità dei vertici aziendali e la protezione delle PMI italiane. Un terzo (30%) dei decision maker responsabili della cybersecurity in Italia afferma che monitorare le potenziali minacce rappresenta un lavoro a tempo pieno, mentre il 33% dichiara di essere sommerso dagli avvisi e il 10% sostiene di dedicare più tempo alla risoluzione dei problemi legati ai software di sicurezza che alla difesa dalle minacce reali. Inoltre, il 12% segnala che le soluzioni di sicurezza rallentano i flussi di lavoro o la produzione: questi ostacoli operativi si stanno già traducendo in rischi concreti per il business.

Il quadro è chiaro: lo sforzo è elevato, ma l’impatto resta limitato. A complicare ulteriormente la situazione, alcuni decision maker nel campo della cybersecurity segnalano che le stesse soluzioni di sicurezza possono persino rallentare i processi operativi.

Le minacce sono reali, così come lo è la lotta con i C-Level

Il problema è reale, poiché le minacce mettono in evidenza le sfide ancora da affrontare. In alcuni contesti PMI europei, backdoor (24%), trojan (17%) e “not-a-virus:Downloader” (16%) risultano tra le minacce più diffuse.

Le carenze in termini di competenze e leadership aumentano l'esposizione alle minacce, evidenziando una discrepanza tra le priorità dei dirigenti e le procedure di sicurezza applicate in prima linea. In Italia, il 25% dei responsabili IT afferma che i colleghi C-Level non comprendono appieno l'importanza della cybersecurity per l'azienda, limitando così il raggiungimento degli obiettivi e lo slancio verso il cambiamento. Il 17% segnala una carenza di specialisti qualificati, quindi la maggior parte delle PMI si affida a team IT generici (22%) o a specialisti di sicurezza informatica integrati all’interno di questi team (25%). Solo il 42% delle aziende italiane dispone di un team dedicato esclusivamente alla sicurezza informatica, mentre appena il 12% si affida unicamente a partner esterni per la progettazione e la gestione della cybersecurity. Paradossalmente, il livello di soddisfazione interna risulta molto elevato: il 93% dichiara di essere soddisfatto degli esperti di sicurezza informatica interni, il 77% dei reparti IT in generale e l’80% dei team interni dedicati alla sicurezza. Questo suggerisce un divario significativo tra la percezione delle prestazioni e l’effettiva esposizione ai rischi.

“Quello che emerge non è una carenza di strumenti, ma una mancanza di coerenza. I segnali arrivano più velocemente delle decisioni, quindi i processi di controllo e i flussi di lavoro si scontrano tra loro e non è più chiaro a chi spetti la responsabilità proprio nel momento in cui sarebbero necessari passaggi chiari dal rilevamento all’azione. In molte PMI, la sicurezza quotidiana è affidata a team IT generalisti o a singoli specialisti; solo il 42% delle aziende dispone di un team dedicato alla cybersecurity e questa fragilità è evidente in ogni fase e in ogni processo di escalation. La conseguenza è un’esposizione silenziosa: il triage rallenta, il contesto si perde e i problemi che sembrano tattici si accumulano fino a diventare rischi strategici. I decision-maker devono agire subito e fornire ai team di sicurezza strumenti, soluzioni personali adeguati. Soprattutto, devono comprendere la rilevanza della cybersecurity per il business e colmare il divario strutturale tra le priorità del board e la protezione sul campo”, ha affermato Cesare D’Angelo, General Manager Italy, Mediterranean & France di Kaspersky.

Per affrontare la mancanza di know-how e di strategia, Kaspersky consiglia ai leader aziendali e alle imprese di adottare le seguenti misure:

·  Trasformare i piani di sicurezza informatica in una protezione concreta: Kaspersky Next per le PMI integra una protezione avanzata degli endpoint con le funzioni EDR ed XDR, offrendo visibilità in tempo reale, risposta alle minacce e la trasparenza necessaria per rendere operativa la strategia di sicurezza. Per le PMI con un'infrastruttura IT consolidata, Kaspersky Next XDR Optimum estende l’integrazione e la telemetria per una risposta basata su playbook.

·  Garantire protezione anche con risorse IT limitate: Kaspersky Small Office Security offre una sicurezza semplice da implementare e professionale, prevenendo perdite finanziarie, furti di dati e ransomware senza la necessità di competenze interne.

·  Investire in awareness e formazione: Kaspersky Automated Security Awareness supporta le PMI con moduli di apprendimento scalabili e specifici per ruolo, al fine di ridurre al minimo i rischi quotidiani.

·  Integrare e promuovere la resilienza informatica: adottare un approccio incentrato sulla sicurezza che integri responsabilità, processi e controlli nelle operazioni quotidiane.

 



[1] “Real talk on cybersecurity” – Per questo report Kaspersky ha commissionato Arlington Research di condurre un sondaggio online auto-compilabile con i decision-maker il cui ruolo coinvolge in modo significativo la sicurezza informatica, che lavorano per aziende con meno di 500 dipendenti in Europa nei mesi di agosto e settembre 2025. Arlington ha condotto un totale di 820 interviste (Europa: 600; 60 interviste ciascuno: Germania, Austria, Svizzera, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna, Grecia, Romania, Serbia)

Kaspersky: in Italia il 25% dei responsabili aziendali non comprende il valore strategico della cybersecurity

• Il 30% degli intervistati in Italia afferma che monitorare le minacce è un lavoro a tempo pieno, il che segnala un sovraccarico operativo e un rallentamento dovuto al continuo stato di allerta. • Il 42% dispone di un team dedicato alla cybersecurity, mentre il 22% si affida al proprio reparto IT generico per combattere le minacce informatiche.
Kaspersky logo

Informazioni su Kaspersky

Kaspersky è un'azienda globale di sicurezza informatica e privacy digitale fondata nel 1997. Innovando il settore con un approccio di Cyber Immunity, Kaspersky protegge consumatori, aziende, infrastrutture critiche e governi dalle minacce informatiche, contando oltre un miliardo di dispositivi protetti fino ad oggi.

Kaspersky garantisce Cybersecurity True to Business, concentrandosi sulla fornitura di risultati chiari, sulla protezione dei ricavi, sull'alleggerimento dei carichi di lavoro e sulla prevenzione dei tempi di inattività. La profonda esperienza di Kaspersky nella threat intelligence e nella sicurezza si trasforma costantemente in soluzioni e servizi innovativi per le organizzazioni di ogni dimensione, dalle piccole alle grandi imprese, unendo tecnologie di protezione basate sull'IA comprovate con una gestione semplice e il supporto di esperti.

Riconosciuta in test indipendenti e considerata attendibile da milioni di persone in tutto il mondo e da quasi 200.000 organizzazioni, Kaspersky aiuta a rilevare le minacce prima, rispondere più velocemente e operare con maggiore fiducia e libertà, proteggendo ciò che conta di più per i clienti. Ulteriori informazioni sul sito Web www.kaspersky.it.

Articolo correlato Comunicati Stampa