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In Europa una donna su dieci ha già subito violenze informatiche all’età di 15 anni , sette donne su dieci sono state attaccate attraverso cyberstalking e hanno subìto almeno una forma di violenza fisica o sessuale da parte di un partner intimo: sono alcuni dei dati raccolti dall’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (European Institute for Gender Equality). Inoltre il 71% degli autori di violenza domestica controlla il computer della partner e il 54% ne traccia i cellulari con software appositi.

Combattere queste forme di violenza di genere on-line è l’obiettivo del progetto “DeStalk” che riunisce cinque partner europei - European Network for the Work with Perpetrators of DomesticViolence, Fundación Blanquerna, Kaspersky, “Una Casa per l’Uomo” di Treviso e Regione del Veneto - in collaborazione con Coalition Against Stalkerware, che ha avviato in Italia una campagna di formazione, informazione e sensibilizzazione coinvolgendo la rete dei centri antiviolenza D.i.Re. e la rete dei centri per uomini autori di violenza Relive.

“Nell’azione di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne, conoscere la dimensione digitale attraverso la quale può esprimersi, violando la libertà e la sicurezza delle donne e inficiando i loro diritti fondamentali, rappresenta un dovere di ciascuno e ciascuna di noi” - ci tiene a ricordare Manuela Lanzarin, Assessore Sanità, Servizi sociali, Programmazione socio-sanitaria Regione del Veneto - “In particolare, è compito delle Istituzioni sostenere questa attività di formazione/informazione trasversale rivolta ai servizi dedicati e alle stesse donne affinché abbiano le competenze adeguate per riconoscere queste forme di violenza e adottare le soluzioni più adeguate. È altresì compito delle istituzioni promuovere e sostenere la rete tra tutti i soggetti che entrano in contatto con questo fenomeno affinché, ognuno nella specificità del suo ruolo, contribuisca a rendere efficaci gli interventi di contrasto alla violenza contro le donne e ad assicurare loro il godimento dei diritti umani fondamentali in un ambiente, fisico e virtuale, per loro sicuro".

Il progetto ha infatti realizzato una importante azione trasversale di formazione, con un corso e-learning rivolto a oltre 300 professioniste e professionisti dei servizi antiviolenza e 6 workshop online a cui hanno partecipato operatrici dei centri antiviolenza, operatrici e operatori dei centri per uomini autori di violenza, forze dell’ordine e altre istituzioni interessate al tema.

“La violenza online rappresenta negli ultimi anni una nuova complessità per il lavoro dei Centri antiviolenza, e fin da subito le operatrici hanno dovuto formarsi per approfondire le competenze tecniche rispetto alle modalità in cui tale forma di violenza si manifesta” - ha dichiarato Mariangela Zanni, Consigliera nazionale D.i.Re Donne in Rete contro la violenza - “Il Progetto DeStalk ha fornito una formazione specifica a cui hanno partecipato 120 operatrici. Le sfide che ci troviamo ad affrontare rispetto alla violenza agita online riguarda prima di tutto la messa in sicurezza delle donne e dei minori, se presenti, anche attraverso delle informazioni pratiche rispetto ad esempio al cambio della password nei social, alla disattivazione del gps nei telefonini e così via. La complessità riguarda anche la velocità con cui nascono sempre nuove modalità per controllare e agire violenza sulle donne online, per questo è importante che ci sia un aggiornamento continuo delle operatrici”.

Rivolgersi ai centri antiviolenza, contattando il 1522 o cercando il centro più vicino sul sito di D.i.Re, è la prima azione da compiere se si subisce violenza digitale o cyberstalking, come raccomanda il video reel che sarà diffuso dal 25 novembre attraverso le reti delle associazione dei centri antiviolenza in tutta Italia. Per riconoscere i segnali di queste violenze, il progetto rende disponibile una guida pratica per donne e ragazze consultabile su www.work-with-perpetrators.eu/destalk-it/campaign

Tra le diverse forme di violenza digitale e nello specifico di cyberstalking, è emerso negli ultimi anni lo stalkerware. Il report Lo stato dello stalkerware 2021 di Kaspersky ha rilevato che nel 2021 in Italia sono state 611 le persone, utenti dei sistemi di sicurezza IT dell'azienda, che sono state spiate o controllate senza il loro consenso. Dati della Coalition against Stalkerware stimano che la cifra potrebbe essere almeno di 30 volte più alta.

“Gli stalkerware sono una forma di cyber violenza ampiamente diffusa e l’Italia si macchia dell’onta di essere il secondo paese europeo per numero di persone che la subiscono. Per riconoscere questo abuso, è importante che le vittime siano attente ad alcuni segnali dei propri device come un consumo eccessivo di dati o batteria, così come un rallentamento dei processi e la presenza di app sconosciute - ha spiegato Amedeo D’Arcangelo, Enterprise Project Technical Coordinator Kaspersky - "Da anni Kaspersky è impegnata attivamente nella lotta contro questo fenomeno ed è tra i fondatori della Coalition Against Stalkerware, iniziativa che unisce le organizzazioni che combattono la violenza domestica e la comunità che si occupa di sicurezza informatica. Imparare a riconoscere i segnali è il primo passo che deve portare a rivolgersi immediatamente alle associazioni al fine di ricevere il supporto adeguato”.

Cartella Stampa completa di dati, video e schede di approfondimento consultabile a questo link.

Stalkerware e violenza digitale contro le donne. I risultati del progetto europeo DeStalk

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