Secondo i dati raccolti tramite il Kaspersky Security Network (KSN), nel corso del terzo trimestre del 2012 le soluzioni anti-malware di Kaspersky Lab hanno rilevato e neutralizzato 1.347.231.728 oggetti nocivi
Jurij Namestnikov
Sommario
- Il trimestre in cifre
- Il quadro della situazione
- Le statistiche
Il trimestre in cifre
- Secondo i dati raccolti tramite il Kaspersky Security Network (KSN), nel corso del terzo trimestre del 2012 le soluzioni anti-malware di Kaspersky Lab hanno rilevato e neutralizzato 1.347.231.728 oggetti nocivi.
- Il 28% dei dispositivi mobile sottoposti ad attacco informatico è risultato essere dotato di sistema operativo Android versione 2.3.6 (rilasciata nel mese di settembre 2011).
- Il 56% degli exploit individuati e respinti durante il trimestre esaminato nel presente report ha sfruttato vulnerabilità insite nella piattaforma Java.
- E' stata rilevata la distribuzione di programmi malware da oltre 91,9 milioni di URL, con un incremento del 3% rispetto all’analogo valore riscontrato nel secondo trimestre del 2012.
Il quadro della situazione
Malware e sistemi operativi mobile
Fonte: http://developer.android.com/about/dashboards/index.html
Paragoniamo adesso i dati sopra menzionati con i dati statistici da noi raccolti relativamente allo stesso identico periodo di tempo:

Come si può vedere, i grafici sopra riportati presentano significative differenze tra loro: nel 48% dei casi sono risultati essere vittima di tentativi di attacchi cybercriminali gli utenti della versione Gingerbread di Android, attualmente installata sul 55% dei dispositivi mobili. E’ inferiore di solo qualche punto percentuale (43%) la quota ascrivibile ai software nocivi specificamente rivolti agli utenti di Ice Cream Sandwich, l’ultimissima versione dell’OS Android, installata sul 23,7% dei dispositivi.
Naturalmente, gli apparecchi mobili sui quali risultano presenti le ultime versioni del sistema operativo mobile in questione, si dimostrano nettamente più adeguati per utilizzare attivamente la Rete. Il fatto è che navigare in Internet per un maggior numero di ore, spesso conduce inevitabilmente gli utenti verso siti che hanno contenuti nocivi.
Per poter comprendere al meglio quali siano i programmi malware che attaccano più di frequente i dispositivi Android di proprietà degli utenti, andremo ad esaminare, qui di seguito, i dati statistici ottenuti grazie al Kaspersky Security Network, inerenti alle attività del malware nella sfera dei dispositivi mobili.

Ripartizione dei programmi malware per Android OS, rilevati nel terzo trimestre del 2012*, sulla base dei vari comportamenti
Oltre la metà dei software nocivi rilevati negli smartphone degli utenti della piattaforma Android è rappresentata dai cosiddetti Trojan-SMS. Si tratta di programmi nocivi appositamente elaborati dai virus writer per sottrarre illecitamente cospicue somme di denaro dagli account telefonici degli utenti-vittima, tramite l’invio di SMS verso costosi numeri a pagamento, a totale insaputa dei proprietari dei dispositivi mobili.

Ripartizione per famiglie di malware dei programmi nocivi per Android OS rilevati nel terzo trimestre del 2012*
* Si tratta, più specificamente, dei programmi malware rilevati grazie al sofisticato modulo di controllo dei file implementato in Kaspersky Mobile Security. Le informazioni sono state ricevute tramite gli utenti dei prodotti Kaspersky Lab che hanno previamente fornito l'assenso per effettuare la trasmissione di dati statistici ai nostri analisti.
Nel corso del trimestre oggetto del presente report, la famiglia di malware mobili più diffusa in assoluto - tra tutti i programmi nocivi “dedicati” al sistema operativo Android - è risultata essere OpFake, con una quota pari al 38,3%. In genere, i software nocivi riconducibili a tale famiglia (si tratta di malware polimorfici) si nascondono all’interno del web browser Opera Mini (ovviamente in una versione compromessa del noto programma di navigazione per telefoni cellulari). La terza posizione della speciale graduatoria da noi elaborata risulta occupata dalla famiglia denominata FakeInst (17%); i malware mobili che appartengono ad essa sono soliti mascherarsi sotto forma di installer di applicazioni particolarmente popolari presso il pubblico degli utenti. La principale fonte di diffusione dei software nocivi - per smartphone, tablet ed altri apparecchi mobili - riconducibili alle due suddette tipologie è rappresentata dai cosiddetti app store alternativi, creati dagli stessi cybercriminali.
Il 20% - ovvero la quinta parte dei programmi nocivi rilevati - è costituito da Trojan multifunzionali di vario tipo, la maggior parte dei quali è direttamente riconducibile alla famiglia di malware denominata Plangton. Una volta installati, i suddetti Trojan provvedono a carpire tutta una serie di informazioni relative allo smartphone-vittima; i dati sottratti vengono così inviati verso appositi server di controllo predisposti dai malintenzionati. I malware in questione rimangono poi in attesa dei nuovi comandi che saranno impartiti dai malfattori. In particolare, i software nocivi che fanno parte della suddetta famiglia sono in grado di modificare furtivamente le impostazioni e la pagina iniziale del browser.
5% dei programmi dannosi rivolti al sistema operativo Android, individuati e neutralizzati nel corso del terzo trimestre del 2012, è risultato appartenere alla famiglia curiosamente denominata <not-a-virus:RiskTool.AndroidOS.SMSreg>; si tratta di insidiosi malware che provvedono ad inviare un certo numero di costosi messaggi SMS, richiesti per effettuare la sottoscrizione di servizi di vario genere da parte dell’utente-vittima. I programmi nocivi riconducibili alla suddetta famiglia sono destinati in particolar modo agli utenti di dispositivi Android ubicati in determinati paesi, quali Stati Uniti, Olanda, Gran Bretagna e Malaysia. Maggiori informazioni su tali software nocivi sono disponibili all’interno del nostro blog.
Una quota pari al 4% è invece attribuibile alla famiglia <Exploit.AndroidOS.Lotoor>. Nella circostanza, per poter assumere il controllo del telefono-vittima i malintenzionati debbono prima necessariamente eseguire l’operazione di jailbreak (elusione dei meccanismi di protezione implementati nel dispositivo mobile, allo scopo di ottenere il pieno accesso al file system). I programmi malware facenti parte della suddetta famiglia vengono utilizzati dai cybercriminali al fine di conseguire i privilegi di root, i quali, in pratica, consentono possibilità pressoché illimitate per ciò che riguarda la manipolazione del sistema.
Un’identica quota (4%) è infine andata ad appannaggio di vari programmi AdWare; la famiglia di programmi “pubblicitari” che ha ottenuto i maggiori livelli di diffusione sugli apparati mobili degli utenti Android è risultata essere Hamob. I software riconducibili a tale famiglia prevedono la tradizionale apparizione di messaggi pubblicitari sullo schermo del dispositivo mobile; le réclame in questione sono in sostanza “incorporate” all’interno dell’applicazione.
Riassumendo - per ciò che riguarda il sistema operativo Android - ribadiamo come, nel corso del terzo trimestre del 2012, gli attacchi informatici portati dal malware mobile dispiegato dai malintenzionati abbiano prevalentemente interessato le versioni 2.3.6 (Gingerbread) e 4.0.4 (Ice Cream Sandwich) del suddetto OS. Servendosi in primo luogo di collaudati metodi di ingegneria sociale, i cybercriminali riescono spesso ad eludere le limitazioni previste al fine di evitare l’installazione nel dispositivo mobile di software provenienti da fonti non attendibili. Attualmente, i software nocivi più diffusi «in-the-wild» sono programmi Trojan di vario tipo, appositamente elaborati dai virus writer per sottrarre illecitamente - in un modo o nell’altro - cospicue somme di denaro dagli account telefonici degli utenti-vittima. E’ importante rimarcare, tuttavia, come i Trojan sopra menzionati vengano gradualmente rimpiazzati, sulla scena del malware mobile, da più sofisticati e complessi Trojan multifunzionali.
Exploit: le vulnerabilità Java utilizzate in più della metà degli attacchi
Nel terzo trimestre dell’anno in corso sono state individuate alcune nuove vulnerabilità Java, che i malintenzionati della Rete hanno rapidamente iniziato a sfruttare per i loro loschi fini. La vulnerabilità CVE-2012-1723, scoperta nel mese di luglio, è di per se stessa rappresentata da un errore nel componente HotSpot; utilizzandola, i cybercriminali possono eseguire la propria classe, allo scopo di eludere la sandbox della Virtual Machine di Java. Una seconda falla, classificata come CVE-2012-4681, è stata poi rilevata alla fine del mese di agosto. Gli exploit appositamente sviluppati dai virus writer per sfruttare tale vulnerabilità sono stati inizialmente utilizzati nel corso di attacchi informatici mirati, per poi essere inseriti, piuttosto rapidamente, nella composizione di alcuni kit di exploit ampiamente diffusi. Le soluzioni anti-malware di Kaspersky Lab hanno rilevato e neutralizzato tali insidiosi exploit con l’ausilio dell’avanzata tecnologia denominata “Advanced Exploit Protection”. Maggiori informazioni riguardo all’argomento in questione sono disponibili all’interno del nostro blog.
La seconda posizione della speciale graduatoria da noi elaborata risulta occupata dagli attacchi condotti attraverso Adobe Reader, i quali, nel trimestre qui esaminato, hanno da soli rappresentato un quarto del volume complessivo degli assalti informatici respinti. Occorre ad ogni caso sottolineare come il livello di diffusione degli exploit esplicitamente rivolti ad Adobe Reader stia progressivamente regredendo; ciò è dovuto sia alla semplicità dei meccanismi utilizzati per effettuarne il rilevamento, sia all’implementazione della modalità di aggiornamento automatico, introdotta nelle ultime versioni della suddetta applicazione.
Il 3% degli attacchi individuati e neutralizzati ha infine riguardato una serie di exploit “dedicati” allo sfruttamento di specifiche vulnerabilità evidenziate all’interno di Windows Help and Support Center, così come all’utilizzo di altre falle rilevate nel browser Internet Explorer. In particolare, nel terzo trimestre del 2012, nel popolare programma di navigazione sopra menzionato, è stata identificata la vulnerabilità CVE-2012-1876, la quale è andata ad interessare le versioni 6-9 del noto browser. E’ emerso, nella circostanza, come tali versioni di IE non riuscissero a gestire correttamente gli oggetti presenti in memoria; ciò forniva ai malintenzionati l’opportunità di potersi rivolgere ad un oggetto inesistente, generando in tal modo un “heap-overflow”. E’ singolare osservare come si sia fatto uso della suddetta vulnerabilità in occasione della nota competizione tra hacker denominata “Pwn2Own”, svoltasi nel quadro di CanSecWest 2012, la conferenza mondiale sulla sicurezza informatica che ha avuto luogo a Vancouver, in Canada, nello scorso mese di marzo.
Cogliamo l’occasione per raccomandare una volta di più, a tutti gli utenti, di effettuare costantemente gli aggiornamenti dei programmi installati sul proprio computer e, al tempo stesso, di avvalersi dei più avanzati strumenti di protezione nei confronti dei pericolosi exploit, attualmente in circolazione, mentre ad aziende, enti ed organizzazioni consigliamo l’utilizzo delle tecnologie Patch Management.
Cyber-spionaggio: Gauss, Madi e gli altri
Il sofisticato attack-toolkit denominato Gauss è stato recentemente scoperto nel quadro delle febbrili attività intraprese dall'International Telecommunication Union (ITU) a seguito dell'individuazione del malware Flame. Di fatto, Gauss è una nuova temibile cyber-minaccia sponsorizzata a livello di stati nazionali, specificamente rivolta agli utenti della Rete ubicati nell'area medio-orientale. Dotato di specifiche funzionalità Trojan, Gauss prende in particolar modo di mira gli utenti del banking online; esso è stato progettato e sviluppato per realizzare il furto di dati sensibili, con una particolare predilezione per le password dei browser, le credenziali relative agli account di banking online, i cookies e le configurazioni dei computer Windows da esso infettati. Oltre a ciò, il malware in questione è provvisto di ulteriori funzionalità nocive, il cui codice risulta ancora criptato; per il momento, quindi, resta ancora sconosciuta la “destinazione” di tali funzionalità nascoste. Gauss si attiva esclusivamente all’interno di sistemi informatici dotati di una specifica configurazione; sostanzialmente, esso è basato sulla piattaforma di Flame e, non a caso, possiede alcuni elementi in comune con quest’ultimo, quali, ad esempio, i sottoprogrammi utilizzati per infettare i supporti di memoria USB. Inoltre Gauss presenta, rispetto a Flame, analoghe strutture dei moduli e delle basi dei codici, così come modalità di comunicazione similari con i server di comando e controllo (C&C).
I nostri esperti sono ugualmente riusciti a raccogliere nuove informazioni riguardo ai server di comando del malware Flame. L’indagine da noi condotta in collaborazione con vari partner - Symantec, ITU-IMPACT e CERT-Bund/BSI - ci ha consentito di trarre una serie di importanti conclusioni. E’ stato in primo luogo appurato che l’elaborazione del codice inerente ai server di comando e controllo operanti nel quadro di tale piattaforma ha avuto già inizio nel mese di dicembre del 2006; sulla base dei commenti inseriti nel codice sorgente, poi, è stato possibile dedurre che abbiano lavorato a tale progetto perlomeno quattro diversi programmatori. Il codice riguardante i server C&C supporta fino a tre protocolli di trasmissione dei dati. La cosa più interessante, tuttavia, è che esso è in grado di elaborare le richieste di quattro diversi programmi malware, indicati dagli autori con le sigle SP, SPE, FL e IP.
Al momento attuale, ci risultano noti solo due dei quattro software nocivi sopra menzionati, ovvero Flame e SPE (miniFlame).
Sulla base dei dati da noi raccolti ed elaborati, possiamo a ragion veduta affermare che, nell’imminente futuro si registreranno, inevitabilmente, nuovi episodi di spionaggio informatico. L’obiettivo che si prefiggono gli esperti di Kaspersky Lab in relazione a tale specifica problematica di sicurezza IT consiste nell’ottenere la riduzione dei rischi collegati alla recente comparsa di temibili cyber-armi, particolarmente complesse e sofisticate.
Le statistiche
Le minacce in Internet
Oggetti infetti rilevati in Internet
TOP-20 relativa agli oggetti infetti rilevati in Internet
| Posizione | Denominazione* | % sul totale complessivo degli attacchi** |
| 1 | Malicious URL | 90,70% |
| 2 | Trojan.Script.Generic | 2,30% |
| 3 | Trojan.Script.Iframer | 1,60% |
| 4 | Trojan-Downloader.SWF.Voleydaytor.h | 0,40% |
| 5 | Trojan.Win32.Generic | 0,40% |
| 6 | Exploit.Script.Blocker | 0,30% |
| 7 | AdWare.Win32.IBryte.x | 0,20% |
| 8 | Trojan-Downloader.JS.Iframe.cyq | 0,20% |
| 9 | Exploit.Script.Generic | 0,20% |
| 10 | Trojan-Downloader.JS.Agent.gsv | 0,20% |
| 11 | Trojan-Downloader.JS.JScript.bp | 0,20% |
| 12 | Hoax.HTML.FraudLoad.i | 0,20% |
| 13 | Trojan-Downloader.Script.Generic | 0,10% |
| 14 | Trojan.HTML.Redirector.am | 0,10% |
| 15 | Trojan-Downloader.Win32.Generic | 0,10% |
| 16 | Trojan-Downloader.JS.Iframe.czo | 0,10% |
| 17 | AdWare.Win32.ScreenSaver.e | 0,10% |
| 18 | Backdoor.MSIL.Agent.gtx | 0,10% |
| 19 | Trojan.JS.Popupper.aw | 0,10% |
| 20 | Exploit.Java.CVE-2012-4681.gen | 0,10% |
*Oggetti infetti neutralizzati sulla base dei rilevamenti effettuati dal componente anti-virus web; le informazioni sono state ricevute tramite gli utenti dei prodotti Kaspersky Lab che hanno previamente fornito l'assenso per effettuare la trasmissione di dati statistici ai nostri analisti.
**Quota percentuale sul totale complessivo degli attacchi web rilevati sui computer di utenti unici..
Come si evince dalla tabella sopra riportata, al primo posto della speciale classifica dedicata agli oggetti nocivi rilevati in Internet figurano ancora una volta gli URL nocivi - ovverosia quei link che conducono a programmi malware di vario tipo - con una quota pari al 90,7% del volume complessivo dei rilevamenti eseguiti dal modulo anti-virus web (+ 5% rispetto all'analogo valore riscontrato nel secondo trimestre del 2012). Desideriamo evidenziare, nella circostanza, come l’utilizzo delle sofisticate tecnologie di protezione IT che prevedono aggiornamenti istantanei attraverso la «nuvola telematica» abbia consentito di bloccare il 4% dei link dannosi. In precedenza, tali oggetti infetti venivano da noi identificati con la denominazione generica “Blocked”. Si tratta, in sostanza, di indirizzi Internet inseriti nella nostra blacklist, relativi ad un consistente numero di siti nocivi verso i quali vengono reindirizzati gli ignari utenti-vittima; in genere, tali pagine web contengono kit di exploit, bot, trojan “estorsori”, etc. Nella maggior parte dei casi, gli utenti giungono sui siti web nocivi dopo aver visitato con il proprio browser risorse Internet del tutto legittime - ma violate dai cybercriminali - all'interno delle quali i malintenzionati hanno provveduto ad iniettare pericolosi codici dannosi, spesso sotto forma di script nocivi (tale tipologia di attacco informatico viene definita dagli esperti di sicurezza IT con l'appellativo di “drive-by download”). Al tempo stesso, esiste in Rete un ragguardevole numero di siti web nocivi creati espressamente dai malfattori per lanciare pericolosi attacchi nei confronti dei computer-vittima. E’ facile quindi comprendere come risulti di fondamentale importanza poter disporre, sul proprio computer, di un’efficace soluzione anti-malware. Oltre a ciò, le infezioni informatiche possono prodursi anche quando gli utenti cliccano in maniera volontaria su collegamenti ipertestuali potenzialmente pericolosi, ad esempio nel momento in cui essi procedono alla ricerca sul web dei più svariati contenuti pirata.
La terza posizione della classifica esaminata nel presente capitolo del report trimestrale sulle attività del malware risulta occupata da Trojan-Downloader.SWF.Voleydaytor.h, software nocivo che può essere individuato all’interno di numerosi siti web appartenenti alla categoria «18+». Nella fattispecie, il Trojan in questione provvede a convogliare sui computer degli utenti-vittima vari programmi nocivi, mascherati sotto forma di un aggiornamento fasullo per la visualizzazione di filmati web.
Al settimo posto della speciale graduatoria da noi stilata si è insediato il programma AdWare classificato come AdWare.Win32.IBryte.x, il quale viene diffuso come downloader di software gratuiti particolarmente popolari presso il pubblico della Rete. Una volta avviato, il suddetto AdWare provvede ad effettuare il download del software richiesto dall’utente e, al tempo stesso, installa il modulo pubblicitario previsto. Naturalmente, il programma desiderato può essere ugualmente scaricato dal sito ufficiale; si evita, in tal modo, l’installazione indesiderata del modulo di advertising. Una breve indagine sda noi condotta ha evidenziato come siano principalmente gli utenti di Internet Explorer ad imbattersi nel programma sopra menzionato durante la quotidiana navigazione in Rete.
Di particolare interesse è inoltre il malware denominato Hoax.HTML.FraudLoad.i, collocatosi al 12° posto del rating qui sopra riportato. Si tratta di un’insidiosa minaccia informatica con la quale si trovano ad avere a che fare soprattutto coloro che si dilettano a scaricare gratuitamente da Internet ogni genere di film e software. Il suddetto programma nocivo si presenta sotto forma di allettanti pagine web che “promettono” agli utenti di poter agevolmente realizzare il download di numerosi contenuti; per raggiungere lo scopo, tuttavia, è prima richiesto l’invio di un messaggio SMS a pagamento. Una volta inviato tale messaggio, anziché ottenere l’agognato file, l’utente riceverà sul proprio computer un file txt contenente istruzioni generiche per l’utilizzo dei motori di ricerca, oppure un vero e proprio programma nocivo.
L’ultima posizione della TOP 20 relativa al terzo trimestre del 2012 è occupata dal malware classificato come Exploit.Java.CVE-2012-4681.gen; si tratta di un exploit rilevato alla fine dello scorso mese di agosto, appositamente elaborato dai virus writer per sfruttare due vulnerabilità individuate in Java. Ricordiamo, con l’occasione, come gli exploit rivolti alla piattaforma Java godano attualmente di notevole popolarità presso le folte schiere dei malintenzionati; non a caso, esistono al mondo più di tre miliardi di dispositivi su cui risulta installata la Virtual Machine in questione. L’exploit sopra menzionato riveste particolare interesse per il fatto che esso è stato utilizzato sia per condurre attacchi informatici di natura mirata (APT - Advanced Persistent Threat), sia per la composizione di kit di exploit volti a realizzare infezioni di massa.
Ben 12 posizioni della classifica qui analizzata risultano occupate da programmi malware - e loro componenti - la cui funzionalità principale è quella di convogliare pericolosi programmi Trojan verso i computer-vittima degli ignari utenti della Rete, servendosi, nella circostanza, del “prezioso” e decisivo “contributo” nocivo fornito dagli exploit.
Paesi nelle cui risorse web si celano maggiormente i programmi malware
Paesi i cui utenti sono risultati sottoposti ai maggiori rischi di infezioni informatiche diffuse attraverso Internet
- Gruppo a massimo rischio. Esso comprende quei paesi in cui oltre il 60% degli utenti della Rete - almeno una volta - si è imbattuto negli insidiosi malware circolanti in Internet. Rileviamo come nel terzo trimestre del 2012 sia tuttavia entrato a far parte di questa “nuova” ed ancor più critica categoria (ancora non presente nell’analoga graduatoria relativa al secondo trimestre dell’anno) un solo paese, il Tajikistan (61,1%), il quale ha scalzato la Russia (58%) dalla posizione di leader del rating in questione.
- Gruppo ad alto rischio. Sono entrati a far parte di tale gruppo - contraddistinto da quote che vanno dal 41% al 60% - esattamente 10 dei 20 paesi che compongono la Top-20, ovvero 8 paesi in meno rispetto al trimestre precedente. Evidenziamo come, oltre alla Russia (58%), si trovino nel gruppo “ad alto rischio” Kazakhstan (54,9%), Bielorussia (49,6%) e Ukraina (46,1%)
- Gruppo a rischio. Esso è relativo agli indici percentuali che spaziano nel range 21% - 40%. Complessivamente, sono entrati a far parte di questo secondo gruppo ben 99 paesi, tra cui India (38,4%), Spagna (37,4%), Italia (36,5%), Lituania (33,5%), Cina (33,4%), Turchia (33,3%), USA (32,4%), Brasile (32,9%), Gran Bretagna (30,2%), Belgio (28,3%) e Francia (28,2%).
- Gruppo dei paesi nei quali la navigazione in Internet risulta più sicura. Per ciò che riguarda il terzo trimestre del 2012 figurano in tale gruppo 27 paesi, i quali presentano quote percentuali comprese nella forchetta 10,6-21%).
Minacce informatiche locali
Oggetti nocivi rilevati nei computer degli utenti
Oggetti nocivi rilevati nei computer degli utenti: TOP-20
| Posizione | Denominazione | % di utenti unici sottoposti ad attacco* |
| 1 | Trojan.Win32.Generic | 17,1% |
| 2 | DangerousObject.Multi.Generic | 15,6% |
| 3 | Trojan.Win32.AutoRun.gen | 14,5% |
| 4 | Trojan.Win32.Starter.yy | 7,6% |
| 5 | Virus.Win32.Virut.ce | 5,5% |
| 6 | Net-Worm.Win32.Kido.ih | 4,8% |
| 7 | Virus.Win32.Sality.aa | 3,9% |
| 8 | HiddenObject.Multi.Generic | 3,9% |
| 9 | Virus.Win32.Generic | 3,7% |
| 10 | Virus.Win32.Nimnul.a | 3,2% |
| 11 | Trojan.WinLNK.Runner.bl | 2,5% |
| 12 | Worm.Win32.AutoRun.hxw | 1,8% |
| 13 | Virus.Win32.Sality.ag | 1,5% |
| 14 | Trojan.Win32.Patched.dj | 0,7% |
| 15 | Email-Worm.Win32.Runouce.b | 0,5% |
| 16 | AdWare.Win32.BHO.awvu | 0,4% |
| 17 | Trojan-Dropper.Script.Generic | 0,4% |
| 18 | AdWare.Win32.GoonSearch.b | 0,4% |
| 19 | Backdoor.Win64.Generic | 0,3% |
| 20 | AdWare.Win32.RelevantKnowledge.a | 0,3% |
I dati statistici sopra indicati sono stati elaborati sulla base dei rilevamenti effettuati dai moduli anti-virus OAS (scanner on-access) e ODS (scanner on-demand). Le informazioni sono state ricevute tramite gli utenti dei prodotti Kaspersky Lab che hanno previamente fornito l'assenso per effettuare la trasmissione di dati statistici ai nostri analisti.
* Quote percentuali relative agli utenti unici sui computer dei quali l'anti-virus ha rilevato l'oggetto nocivo. Le quote indicate si riferiscono al totale complessivo degli utenti unici dei prodotti Kaspersky Lab, presso i quali sono stati eseguiti rilevamenti da parte dell'anti-virus.
Rispetto al trimestre precedente, i programmi malware rilevati con l'ausilio delle nuove ed avanzate tecnologie «in-the-cloud» (DangerousObject.Multi.Generic) sono passati dalla terza alla seconda posizione della speciale TOP 20 da noi stilata, facendo registrare una quota pari al 15,6%. Tali tecnologie intervengono proprio quando non esiste ancora, all'interno di un database anti-virus, la firma di un determinato software nocivo, né risulta possibile l'applicazione del metodo di rilevamento euristico, mentre la società produttrice di soluzioni anti-malware dispone già, nella propria «nuvola telematica», delle informazioni relative all'oggetto nocivo in questione. In tal caso, all'oggetto individuato e neutralizzato viene assegnata la denominazione di DangerousObject.Multi.Generic. Di fatto, al giorno d’oggi, i programmi nocivi di più recente apparizione sulla scena del malware vengono in primo luogo rilevati tramite le sofisticate tecnologie «in-the-cloud».
Il sedicesimo, diciottesimo e ventesimo posto della graduatoria risultano occupati da programmi AdWare; sottolineiamo in particolar modo la comparsa in classifica della famiglia di software “pubblicitari” denominata AdWare.Win32.RelevantKnowledge (0,3%), “new entry” assoluta nel rating qui esaminato. I programmi riconducibili a tale famiglia rappresentano in sostanza delle estensioni (add-on) del browser; periodicamente, essi si manifestano sullo schermo del “computer-vittima”, creando una propria finestra di “dialogo” con gli utenti.
Paesi nei quali i computer degli utenti sono risultati sottoposti al rischio più elevato di infezioni informatiche locali
- Massimo livello di rischio di infezione informatica. Tale gruppo, che si contraddistingue per un indice di rischio di «contaminazione» informatica superiore al 60% di utenti unici, è diminuito di ben 9 unità. In esso figurano 11 paesi, ubicati nella macro-regione asiatica (India, Vietnam, Nepal ed altri paesi), in Medio Oriente (Afghanistan) e nel continente africano (Sudan, Mali, Tanzania ed altri).
- High level of local infection (41-60%): 39 countries, including Indonesia (53.5%), Egypt (46%), Thailand (42.3%), China (41.4%) and the Philippines (44.3%).
- Elevato livello di rischio di infezione informatica. Di questo secondo raggruppamento, la cui forbice percentuale spazia dal 41 al 60%, fanno parte ben 39 paesi, tra cui Indonesia (53,5%), Egitto (46%), Thailandia (42,3%), Cina (41,4%) e Filippine (44,3%).
- 3. Medio livello di rischio di infezione informatica. Il terzo gruppo (21 - 40%) annovera invece 56 nazioni, tra cui Turchia, Messico, Israele, Portogallo, Italia, Russia, Spagna.
| Posizione | Paese | % di utenti unici |
| 1 | Danimarca | 10,5 |
| 2 | Giappone | 10,6 |
| 3 | Lussemburgo | 13,8 |
| 4 | Svizzera | 14,3 |
| 5 | Svezia | 14,7 |
| 6 | Germania | 15 |
| 7 | Finlandia | 15,1 |
| 8 | Paesi Bassi | 15,1 |
| 9 | Repubblica Ceca | 15,2 |
| 10 | Irlanda | 15,5 |
Nel trimestre oggetto del presente report è entrato a far parte del rating in questione un nuovo paese - l’Eire - collocatosi al decimo posto della graduatoria. Nel 15,5% dei computer ubicati nella Repubblica d’Irlanda sono stati quindi individuati e bloccati con successo file dannosi residenti nell’hard disk o in supporti rimovibili di vario tipo collegati ai computer degli utenti.
Vulnerabilità
| № | Secunia ID, unico identificatore di vulnerabilità | Denominazione della vulnerabilità e link alla relativa descrizione | Possibilità consentite ai cybercriminali dallo sfruttamento della vulnerabilità | Percentuale di utenti presso i quali è stata individuata la vulnerabilità* | Ultima modifica | Livello di pericolosità della vulnerabilità |
| 1 | SA 49472 | Oracle Java Multiple Vulnerabilities | Attacco DoS (Denial of Service).
Accesso al sistema ed esecuzione del codice spontaneo con privilegi di utente locale. Cross-Site Scripting. Accesso ai dati confidenziali custoditi nel sistema. Manipolazione dati. | 35,00% | 20.08.2012 | Altamente Critico |
| 2 | SA 50133 | Oracle Java Three Vulnerabilities | Accesso al sistema ed esecuzione del codice spontaneo con privilegi di utente locale. | 21,70% | 31.08.2012 | Estremamente Critico |
| 3 | SA 50354 | Adobe Flash Player Multiple Vulnerabilities | Accesso al sistema ed esecuzione del codice spontaneo con privilegi di utente locale.
Accesso ai dati confidenziali custoditi nel sistema. | 19,00% | 25.09.2012 | Altamente Critico |
| 4 | SA 49388 | Adobe Flash Player Multiple Vulnerabilities | Accesso al sistema ed esecuzione del codice spontaneo con privilegi di utente locale.
Elusione del sistema di protezione. | 18,80% | 18.06.2012 | Altamente Critico |
| 5 | SA 47133 | Adobe Reader/Acrobat Multiple Vulnerabilities | Accesso al sistema ed esecuzione del codice spontaneo con privilegi di utente locale. | 14,70% | 11.01.2012 | Estremamente Critico |
| 6 | SA 47447 | Apple QuickTime Multiple Vulnerabilities | Accesso al sistema ed esecuzione del codice spontaneo con privilegi di utente locale. | 13,80% | 23.08.2012 | Altamente Critico |
| 7 | SA 49489 | Apple iTunes Multiple Vulnerabilities | Accesso al sistema ed esecuzione del codice spontaneo con privilegi di utente locale. | 11,70% | 10.07.2012 | Altamente Critico |
| 8 | SA 46624 | Winamp AVI / IT File Processing Vulnerabilities | Accesso al sistema ed esecuzione del codice spontaneo con privilegi di utente locale. | 10,90% | 03.08.2012 | Altamente Critico |
| 9 | SA 50283 | Adobe Shockwave Player Multiple Vulnerabilities | Accesso al sistema ed esecuzione del codice spontaneo con privilegi di utente locale. | 10,80% | 14.08.2012 | Altamente Critico |
| 10 | SA 41917 | Adobe Flash Player Multiple Vulnerabilities | Accesso al sistema ed esecuzione del codice spontaneo con privilegi di utente locale.
Elusione del sistema di protezione. Accesso ai dati confidenziali custoditi nel sistema. | 9,70% | 09.11.2010 | Estremamente Critico |
*Nello stilare la Top-10 sono stati presi in considerazione tutti gli utenti nei computer dei quali sia stata rilevata perlomeno una vulnerabilità
Le prime due posizioni della graduatoria che riassume il quadro delle vulnerabilità maggiormente diffuse e sfruttate dai malintenzionati nel periodo analizzato nel presente report, sono andate ad appannaggio di specifiche vulnerabilità individuate in Java, la nota piattaforma di Oracle. Tali falle di sicurezza sono state rilevate rispettivamente nel 35% e nel 21,7% dei computer rivelatisi vulnerabili.
Così come in precedenza, cinque posizioni della Top-10 da noi elaborata risultano occupate da prodotti sviluppati da Adobe: si tratta di Flash Reader e Shockwave, al pari della diffusissima applicazione utilizzata per la lettura dei documenti in formato .pdf, ovverosia Acrobat Reader. Rileviamo come nel corso di questi ultimi anni siano state create decine di exploit specificamente dedicati a tali popolari programmi; la maggior parte di essi, tra l'altro, risulta di pubblico accesso. Viste le circostanze, riteniamo sia quantomai doveroso, per gli utenti, procedere al tempestivo aggiornamento dei suddetti prodotti software sui propri computer.
Sono ugualmente entrati a far parte del rating analizzato nel presente capitolo del nostro consueto report trimestrale dedicato all’evoluzione del malware, due programmi sviluppati da Apple - il player QuickTime ed iTunes - e Winamp, il noto player multimediale realizzato da Nullsoft.

Ripartizione delle vulnerabilità presenti nella TOP-10 secondo i vari produttori di software. Terzo trimestre del 2012
Tutte le vulnerabilità presenti nella TOP 10 in questione possono avere effetti nefasti sulla sicurezza del computer, in quanto esse consentono al malintenzionato - tramite l'utilizzo da parte di quest'ultimo di appositi exploit - di ottenere il pieno controllo sul sistema informatico sottoposto a contagio. Così come nel precedente trimestre, delle dieci vulnerabilità elencate nel rating riportato nella parte iniziale del capitolo, ben tre offrono ai cybercriminali l'opportunità di accedere ai dati confidenziali custoditi nel sistema. Entrambe le vulnerabilità individuate in Flash Player consentono poi di eludere i meccanismi di protezione implementati in tale applicazione. Oltre a ciò, sono entrate a far parte della TOP 10 inserita nel presente capitolo del report trimestrale alcune vulnerabilità che permettono ai malfattori di poter effettuare la manipolazione dei dati e condurre attacchi di tipo DDoS (Distributed Denial of Service) e XSS (Cross-site scripting).

Ripartizione delle vulnerabilità presenti nella TOP-10 secondo l'impatto prodotto sul sistema - Terzo trimestre del 2012
E’ di particolare interesse rilevare come, nel terzo trimestre dell’anno in corso, dalla TOP-10 relativa alle vulnerabilità più diffuse nei computer degli utenti, siano scomparsi i prodotti sviluppati da Microsoft. Ciò è indiscutibilmente dovuto al fatto che il meccanismo degli Aggiornamenti Automatici implementato nelle ultime versioni del sistema operativo Windows, si è rivelato particolarmente solido ed efficace a livello di sicurezza IT.







