Un alveare per proteggere i bancomat

1 Apr 2019

Cosa si fa quando si vuole implementare nuove tecnologie di protezione? È necessario capire la minaccia per poi creare una soluzione affidabile che deve essere approvata da chi gestisce il budget. E per ottenere questo consenso, di solito bisogna spiegare quali conseguenze questa innovazione avrà sul vostro business, soprattutto in termini di benefici economici. Per questo abbiamo deciso di lanciare una nuova soluzione di sicurezza per la protezione dei bancomat dai risvolti economici più che positivi ed evidenti a tutti.

Il problema

In che modo i cybercriminali di solito ottengono il denaro dai bancomat? Per gli attacchi Cutlet Maker e WinPot, i cybercriminali hanno dovuto aprire lo sportello del bancomat e collegare il computer alla porta USB. In alcuni casi, i cybercriminali hanno dovuto trapanare il bancomat per collegare i propri dispositivi a un connettore bus tecnologico o per connettere i loro sistemi di hackeraggio. Infine, i cybercriminali possono persino rubare fisicamente il bancomat per poi dedicarsi a scassinarlo in un luogo sicuro.

Questi metodi hanno in comune la necessità di avere accesso diretto ai meccanismi meno visibili di questo sistema. Per questo motivo, abbiamo deciso di aggiungere un livello extra alle soluzioni di sicurezza, da toccare con mano.

La soluzione

Come possiamo proteggere un bancomat, da un punto di vista più fisico e concreto? Si potrebbe rendere la loro struttura più massiccia: i cybercriminali impiegherebbero più tempo nel portare a termine i loro piani e i meno navigati potrebbero spaventarsi. Ma non è la soluzione più idonea, ci vuole qualcosa che faccia letteralmente scappare tutti i cybercriminali che si avvicinano a un bancomat, qualcosa che non si aspettano di trovare e che li lasci di stucco. Ed è qui che entra in gioco la nostra nuova soluzione, il motore Bee-Hive-oristic o “comport-api-ntale”.

Si tratta di una nuova tecnologia basata sull’apicoltura e dal successo immediato. Avete mai visto qualcuno intento a rubare un alveare; di solito, da un alveare si scappa a gambe levate. Grazie al nostro motore Bee-Hive-oristic (che potremmo tradurlo come motore “comport-api-ntale”), i meccanismi interni del bancomat e un nido d’ape si uniscono per creare un unico sistema ingegnoso. Per raggiungere i collegamenti interni del bancomat o per prendere il denaro, i cybercriminali prima devono togliere via l’alveare, e sicuramente le api avranno qualcosa da dire al riguardo.

I vantaggi

Non è così semplice, naturalmente. Per utilizzare con successo la nostra tecnologia comport-api-ntale, è necessario ricorrere a personale qualificato per le operazioni di manutenzione e per il trasporto delle banconote. Ecco perché, in contemporanea al lancio di questa nuova tecnologia, inizieranno anche dei corsi online per apicoltori specializzati in sicurezza informatica, probabilmente sulla nostra piattaforma ASAP. Formare i dipendenti della banca avrà i suoi costi, ma a cambio si avranno tanti altri benefici, come miele, propoli e cera d’api.

Potrete vendere il miele al dettaglio oppure raccoglierlo in contenitori con il logo della vostra banca da offrire ai clienti per attirarli “come api al miele” e convincerli ad acquistare nuovi servizi. Il propoli è una componente molto importante in molte ricette medicinali tradizionali, mentre la cera d’api serve per creare candele da utilizzare in ufficio, risparmiando così sulla bolletta della luce.

Pensate anche ai benefici che otterrete a livello di reputazione; ospitare gli alveari all’interno dei bancomat verrà considerata una tecnologia amica della natura, il che ha un grande valore al giorno d’oggi.

Se combinerete questa tecnologia con il nostro già efficace sistema Kaspersky Embedded Systems Security, i bancomat saranno ben protetti sia dal punto di vista fisico, sia da quello informatico.