E-sport: giochiamo pulito

I trucchi nei giochi multiplayer equivalgono ai malware, e il loro uso nelle gare equivale al cybercrimine.

Quando i videogiochi erano solo intrattenimento domestico, a nessuno importava se i giocatori imbrogliassero. Anche quando le modalità multiplayer sono diventate di gran moda, in pochi se ne sono accorti, ma con l’arrivo degli e-sport è cambiato tutto. Ora, barare è un problema importante non solo per i giocatori, ma anche per gli organizzatori delle competizioni, gli sponsor e milioni di spettatori, per non parlare del settore delle scommesse. Dopotutto, potrebbero esserci in ballo grandi somme in denaro.

Cosa potrebbe andare storto?

La maggior parte dei giochi sono memorizzati su server o servizi su cloud, quindi si potrebbe pensare che i trucchi siano ormai in disuso. Come al solito però, non è così semplice. In molti giochi, il programma client riceve molte più informazioni di quelle che il giocatore può visualizzare. Ad esempio, il programma sa esattamente dove si trovano tutti gli avversari. Ovviamente, i più astuti hanno scoperto come usare questi dati per poter barare nel gioco.

Con l’aiuto dei trucchi, i giocatori possono vedere gli avversari attraverso le pareti o altri scenari, potendo così evitare possibili imboscate. Se il programma conosce le coordinate esatte dell’avversario, non sarà difficile creare una funzione automatica che miri direttamente alla testa dell’avversario. Inoltre, in questo modo è possibile rispondere prontamente a qualsiasi evento di gioco molto più rapidamente di qualsiasi essere umano.

Trucchi nel torneo

Per fortuna, è complicato barare durante gli eventi. Prima di tutto perché il gioco si svolge di solito con i computer degli organizzatori. In secondo luogo, ci sono degli osservatori che si occupano di monitorare il comportamento dei giocatori. In terzo luogo, ci sono molti spettatori esperti in questo campo che riescono a rilevare il gioco sleale. Tuttavia, ci sono giocatori disonesti che riescono comunque a imbrogliare.

Per cominciare, molti eventi iniziano con gare di qualificazione in cui i giocatori utilizzano il proprio computer di casa. Anche se in questa fase hanno meno da guadagnare, i giocatori hanno anche maggiori opportunità di imbrogliare. Battere una squadra forte nei turni di qualificazione può aumentare considerevolmente le loro chance di vincere durante la competizione.

I siti dei fan pubblicano continuamente liste di cheater beccati ed esclusi dalla competizione. Qui per esempio, c’è un elenco di giocatori banditi dai tornei Counter-Strike: Global Offensive. Come potete vedere, la stragrande maggioranza è stata esclusa per l’uso di trucchi.

Perché ne parliamo?

Imbrogliare negli e-sport professionali è fondamentalmente un altro tipo di minaccia informatica, e i software dei trucchi non sono così diversi dai malware. Inoltre, molti dipendenti Kaspersky sono grandi fan del gaming professionale e si sono presto resi conto che le nostre tecnologie per il rilevamento dei cyberattacchi potrebbero essere modificate per smascherare comportamenti scorretti in eventi e-sport professionali.

Il passo successivo è stato lo sviluppo di un sistema per gli organizzatori di e-sport per scovare gli imbrogli. La nostra soluzione su cloud monitora in tempo reale i tentativi di imbroglio durante la competizione, fornendo ai giudici la conferma tecnica dell’uso di trucchi. Anche se il verdetto finale proviene da un giudice umano, il sistema rende più facile determinare se un giocatore ha barato o meno e, cosa molto importante, il nostro sistema non ha alcun impatto sulle prestazioni o sul gameplay; tutti i calcoli vengono realizzati sui server cloud, non sui computer dei giocatori.

Attualmente, la soluzione specifica di Kaspersky riguarda due delle competizioni e-sport più popolari: Counter-Strike: Global Offensive e PlayerUnknown’s Battlegrounds, ma stiamo ampliando la lista. Per saperne di più, cliccate qui.

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