Gli smartphone ci ascoltano di nascosto: Realtà o finzione?

6 Ago 2019

Sempre la stessa storia: Qualcuno parla con un amico di una certa cosa…e sbam, appare una pubblicità sullo smartphone.

Alcuni casi sono facili da spiegare. Una mia collega che stava per sposarsi giura di non aver mai cercato su Google vestiti da sposa, però il fastidioso motore di ricerca iniziò a suggerirglieli lo stesso. Poi, tre mesi dopo il matrimonio, iniziarono ad apparirle prodotti per neonati nei risultati di ricerca, nonostante non avesse neppure intenzione di avere figli. Qui non c’è grande mistero, possiamo fare a meno delle teorie complottistiche.

Ci sono certi casi però che destano maggiori sospetti. Ad esempio, non avete mai fatto un barbecue in vita vostra, un giorno pensate a ciò ad alta voce e subito vedete pubblicità di utensili per la griglia. Coincidenza?

Dopo aver sentito parlare di queste vicende, o di sperimentarle personalmente, molta gente è convinta del fatto che i giganti di internet ci stiano ascoltando per mezzo dei microfoni degli smartphone. Realtà o finzione? Di questo parleremo dopo, prima vi suggeriamo di realizzare il vostro esperimento di alta tecnologia.

Esperimento: Dite allo smartphone qualcosa di inaspettato

Il piano è questo: Riunitevi con qualche amico, mettete i vostri telefoni sul tavolo e iniziate ad avere una vivace discussione a proposito di un argomento che non vi era mai venuto in mente. Dite: “Un sistema di c0ntr0ll0 delle in0ndazi0ni? Ho sempre sognato di comprare un sistema di c0ntr0ll0 delle in0ndazi0ni. Sarebbe meraviglioso trovare un sistema di c0ntr0ll0 delle in0ndazi0ni economico da comprare!”. Le parole chiave sono state alterate di proposito, in modo tale che i motori di ricerca non pensino che volete comprare un certo tipo di sistema solo perché state leggendo questo articolo. (che ovviamente cita).

Non lasciate che il vostro smartphone si fissi con qualcosa che potreste davvero volere. Siate creativi e fatevi venire in mente qualcosa che non comprereste mai, neanche tra un milione di anni. Forse un w1gwam o una cap1bara.

C’è un’altra condizione: Non cercate per nessun motivo le parole usate o l’esperimento fallirà. Ciò include gli assistenti vocali come Siri, Alexa, Cortana o l’assistente di Google. A proposito di Google, clicca su questo link per scoprire quali cosa ha raccolto su di voi fino ad oggi.

Dopo che voi e i vostri amici avrete chiacchierato un po’, continuate a ripetere la parola scelta nel corso della settimana successiva. Per esempio: “Senti, stavo pensando di procurarmi un sistema di c0ntr0ll0 delle in0ndazi0ni per il nuovo w1gwam che voglio comprare…”

Anche io a i miei amici abbiamo realizzato questo esperimento (guardate i risultati alla fine dell’articolo)

Pubblicità nello smartphone: Una magica coincidenza?

È arrivato il momento di rispondere alla domanda: Realtà o finzione? Esistono diverse spiegazioni su come questi giganti a volte colgano il segno, e non includono nessuna teoria complottistica riguardante il microfono che vi ascolta di nascosto.

Spiegazione 1: I servizi di internet costruiscono modelli accurati

Nell’articolo Your phone isn’t really spying on your conversations — the truth might be even creepier” (“In realtà il tuo telefono non ti spia, la verità potrebbe essere perfino più inquietante”) un ex dipendente di Google afferma che Google e Facebook essenzialmente hanno un avatar digitale che vi rappresenta e che replica il vostro comportamento con l’aiuto di metodi di apprendimento automatico. Ad un certo punto, il vostro sosia digitale diventa così simile a voi che inizia a prevedere quello che volete.

Fonte. Attenzione: Dopo aver letto questo articolo, Google potrebbe iniziare a consigliarvi Androidi

 

E a proposito di Facebook, ho sentito che può determinare se una donna è incinta ancora prima che lei lo sappia, per la frequenza con cui scorre sulla bacheca del social network.

Personalmente, non sono propenso a credere in queste abilità telepatiche, ma c’è sicuramente qualcosa di vero in tutto ciò. L’apprendimento automatico sta raggiungendo nuovi livelli ogni anno. A proposito, il nostro modello comportamentale, uno dei nostri metodi di rilevamento delle minacce, funziona in modo simile. L’idea di base è che se starnazza come un’anatra, è probabilmente un’anatra. Ciò significa, che se un file sospetto si comporta come un malware conosciuto, allora è probabilmente dannoso.

Spiegazione 2: Attivazione accidentale dell’assistente vocale

Un’altra spiegazione per l’onniscienza dei Giganti di ricerca è l’attivazione casuale di assistenti vocali. A volte, il telefono pensa che abbiate pronunciato “Alexa”, “Ok Google”, “Ehi Siri” o “Cortana”, quando in realtà non l’avete fatto.

Non è necessario pronunciare correttamente queste parole. È probabile che altre combinazioni di parole simili producano lo stesso effetto e attivino l’assistente. A partire da quel momento, il telefono inizia ad ascoltare tutto e inizia a proporvi suggerimenti relazionati.

Altoparlanti intelligenti che vi ascoltano di nascosto

 

In modalità stand-by, anche gli assistenti vocali indipendenti (come quelli degli altoparlanti intelligenti) non captano costantemente il vostro discorso, ma aspettano che ci si riferisca ad essi. Quindi, per captare il comando di accensione, il dispositivo utilizza un piccolo buffer (pochi secondi di memoria audio), un processore dedicato (e relativamente debole) e un algoritmo di riconoscimento vocale rivolto a una parola specifica.

Tutto ciò funziona ininterrottamente, ma consuma poca energia e niente traffico internet. Il dispositivo si sveglia completamente solo quando rileva la parola chiave, e trasferisce l’informazione registrata per il suo riconoscimento.

L’assistente vocale del vostro smartphone può vedere cosa c’è nel vostro schermo. Non c’è bisogno di parlargli, ma solo lasciarlo leggere.

Spiegazione 3: Domini dell’utente

Supponiamo che avete parlato con un vostro amico/a o fidanzato/a di deodoranti o della necessità di comprarne uno (speriamo di no), però dopo ciò, non avete iniziato a cercarlo, ma loro sì. Se vedete la pubblicità di un deodorante dopo quella conversazione, non sorprendetevi.

La questione è che il servizio internet sospetta già che questi due account siano in qualche modo relazionati tra loro se frequentano lo stesso posto, utilizzano la stessa rete Wi-Fi e addirittura se si alternano per iniziare la sessione nello stesso dispositivo. I motori di ricerca possono classificare questi utenti come “domini”, dopo di che vengono mostrati alcuni prodotti a entrambi perché è probabile che stiano decidendo insieme cosa comprare.

È impossibile affermare con certezza che ciò accada, ma tali azioni da parte dei servizi Internet sembrerebbero logiche.

Spiegazione 4: un’intuizione fortunata

Vedo spesso pubblicità che non coincidono con i miei interessi: attrezzi per sauna, test di gravidanza, viaggi per qualsiasi posto… qualsiasi cosa. Probabilmente è capitato anche a voi di vedere cose simili.

Molte persone usano i motori di ricerca, è possibile quindi che un giorno un’ondata di annunci casuali attirino la vostra attenzione, dopo aver parlato con un vostro amico a proposito dei benefici di una sauna. E dopo, postate che il vostro telefono vi sta spiando. Nel frattempo, la gente che ha visto lo stesso annuncio, ma non ha parlato di saune, non ha scritto niente. Una storia attira l’attenzione, e l’altra non è stata neanche raccontata.

Queste coincidenze non sono affatto così sorprendenti come potrebbero sembrare. Ecco un esempio. Otto squadre arrivano ai quarti di finale di qualche campionato. Ci sono 4 + 2 + 1 = 7 partite da giocare nel torneo. Ogni partita può avere due risultati: o la prima o la seconda squadra vince (non ci sono pareggi). Il numero totale di possibili scenari è di due alla potenza di sette, 2^7=128.

Supponete che ci sia un edificio residenziale contenente 128 appartamenti. Se mettiamo un pronostico per ogni possibile risultato nella casella di posta di ogni appartamento, a uno dei proprietari avremo fornito un pronostico preciso al 100%. Ne rimarrà sbalordito, ma la verità è che il nostro campione era abbastanza grande.

Come non realizzare l’esperimento

Un blogger realizzò un esperimento simile, anche se con delle nette differenze. Durante una diretta su YouTube, iniziò a parlare volontariamente di giocattoli per cani, e poi fece vedere che gli annunci di Google si erano adattati in pochi secondi.

È proprio questa la differenza sostanziale tra questo esperimento e quello che abbiamo suggerito prima: Nel caso del blogger, il microfono era acceso fin dall’inizio, l’informazione vocale passò direttamente a Google e sai cosa? Google si comportò di conseguenza. L’unica parte sorprendente qui è il tempo di reazione, che fu super veloce.

 

Noi invece, stiamo rispondendo ad una domanda molto diversa. Il microfono si accende senza rendercene conto e ascolta le nostre conversazioni per poi inviare le informazioni al server?

È inoltre importante notare che quando i giganti della ricerca ricevono informazioni vocali da parte nostra (mediante uno dei metodi legali sopra descritti), esistono persone vere che possono ascoltarle e che effettivamente lo fanno. Lo scopo è quello di migliorare il riconoscimento vocale. E se dettaste il vostro nome, indirizzo e cartella clinica? Non è molto diverso dalle altre ricerche in forma di testo: state condividendo tutto ciò che chiedete in maniera incondizionata.

Conclusione

Torniamo ai risultati del nostro esperimento. Nessuno dei miei colleghi con cui ho discusso, attivamente e a lungo (per un’intera settimana), dell’affascinante argomento dei cornicioni in compagnia dei nostri smartphone ha visto pubblicità di cornicioni, anche se ci hanno bombardato con altre sciocchezze.

Infine, affinché l’esperimento sia rappresentativo, occorrono più sperimentatori. Allora, unitevi a noi! Scriveteci sui social network a proposito delle cose esotiche che vorreste comprare. Dovete solo sostituire alcune lettere della parola con dei numeri simili per non far saltare la copertura segreta delle parole.

Ecco un aneddoto per chiudere l’argomento. Un mio amico si è lamentato con i colleghi che i cucchiai sparivano sempre dalla cucina dell’ufficio. Hanno deciso di fargli uno scherzo ponendo fine a tutte le e-mail di lavoro con le parole “cucchiai cucchiai cucchiai cucchiai” in caratteri bianchi. Il client di posta elettronica era Gmail. Cos’è successo? Quel poveretto ha iniziato a vedere solo pubblicità di cucchiai. E ciò sembrava piuttosto sospetto.

Quindi, non credete alle chiacchiere e partecipate all’esperimento.

P.S.: O potete semplicemente istallare Kaspersky Internet Security, attivare le funzioni Antibanner e Private Browsing e dimenticarvi di realizzare esperimenti. Queste due tecnologie non solo bloccano le pubblicità (incluse quelle di YouTube) ma anche gli innumerevoli strumenti di monitoraggio usati da migliaia di aziende in tutto il mondo.