Nuove minacce per i bambini dell’era digitale

22 Mar 2016

Quando andavo alla scuola media, un mio amico ricevette un computer, e subito dopo, quel programma molto famoso negli Stati Uniti chiamato AOL, che trasformava le nostre case in un luogo dove tutto era possibile. Potevamo vedere qualsiasi cosa, e aspettare che le immagini si caricassero lentamente, pregando che nessuno telefonasse. Stiamo parlando della metà degli anni ’90, non di un passato lontanissimo.

Da allora, la tecnologia ne ha fatta di strada e le informazioni che una volta richiedevano sacrifici offerti agli dèi del telefono, adesso possono letteralmente essere trasmessi sul palmo delle nostre mani in meno di un secondo. Il telefono che sta nella mia tasca è senza dubbio più potente di un esercito di quei computer intorno a cui ci stringevamo nel salotto del mio amico.

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Ricordare i vecchi tempi è sempre divertente, ma adesso che sto crescendo dei figli con una tecnologia che Orson Wells e George Lucas potevano solo immaginare, guardo ad essa in maniera differente. Il problema per i genitori è che non esiste un libretto d’istruzioni quando si crescono i bambini nell’era connessa in cui viviamo oggi.

Di sicuro la generazione di nostri genitori ne sa molto e ci può offrire molti consigli, ma quando si tratta di Facebook o di quanto tempo passare davanti allo schermo, la loro opinione non si basa su esperienze pregresse, quanto piuttosto su una supposizione.

Dunque, cosa dobbiamo fare?

Alcune settimane fa, ero a una conferenza di Lance Spitzner del SANS Institute. Durante il suo intervento, ha insistito su una delle maggiori sfide dell’essere genitore oggi e, in relazione a esso, il modo in cui comunemente pensiamo alla sicurezza: stiamo proteggendo emozioni e non dati. Per i lettori assidui di questo blog, sapete quanto siamo presi dalla privacy e dalla protezione dei dati, ma tutti noi sappiamo che, per qualsiasi genitore, a volte le emozioni possono alterare il modo di interagire (o reagire in maniera eccessiva) quando si tratta di crescere i nostri figli.

Tre minacce principali

Spitzner ha inoltre sottolineato che ci sono tre minacce principali per i bambini che crescono nel mondo di oggi.

  1. Estranei: predatori sessuali, ricatti sessuali, truffa;
  1. Amici: cyberbullismo, prese in giro, ricatti sessuali, cattivi esempi;
  1. Sé stessi: condivisione estrema di contenuti, sexting, bullismo, scaricare/condividere contenuti illegali.

Quindi, cosa posso fare?

Forse, il concetto più importante dell’intervento, riguardo ciò che i genitori possono fare, è sorprendente ma è quello che i nostri genitori facevano con noi e che prima ancora facevano i loro genitori: comunicare.

Ora, per comunicazioni non intendo mandare un tweet a vostro figlio o postare sulla sua bacheca di Facebook. Intendo, piuttosto, parlare con loro. Mettete giù il telefono e fategli fare lo stesso. Lo so, può venire piuttosto difficile a entrambi, ma ne vale la pena.

Parlando sul serio e facendo da mentore, potete insegnare ai vostri figli quali azioni sono socialmente accettabili e quali no. Inoltre, i vostri figli dovrebbero sentirsi a proprio agio rivolgendosi a voi in quelle occasioni in cui si sono proprio comportati da bambini, hanno combinato danni e qualcosa di sbagliato.

È probabile che su Internet abbiate fatto qualcosa che non avreste dovuto, in gioventù o recentemente NapsterPirate Bay, quindi se pensate secondo la logica, i vostri figli potrebbero aver fatto lo stesso. Se siete visti come una risorsa, i vostri figli sentiranno di poter ricorrere a voi qualora si siano avvicinati o abbiano oltrepassato una linea, come il cyberbullismo e hanno intenzione di agire correttamente.

Consigli per cominciare

Parlate con i vostri figli regolarità.  Non si tratta della conversazione sulle api e i fiori che tutti i genitori temono e che sperano di affrontare solo una volta. Dovreste parlare regolarmente ai vostri figli di tecnologia, anche se ciò significa fingere di essere scemi e chiedere loro di aiutarvi a aprire un account di Snapchat, Tumblr o Facebook.

Mostrando ai vostri figli che vi fidate di loro come insegnati, si crea una maggiore fiducia reciproca. Potete anche educarli a cose che avete sentito e visto su questo blog o su Threatpost sulle minacce informatiche o le violazioni di sicurezza.

Mettere dei paletti. Quando trattate questi argomenti con i vostri figli, accertatevi che abbiano capito cosa è accettabile e cosa non lo è. Inoltre, rendeteli consapevoli delle conseguenze di oltrepassare i limiti o di usare la tecnologia quando non avrebbero dovuto.

Usate le risorse che fanno al caso vostro. Come ho detto prima, tutti affrontiamo insieme questa sfida dell’essere genitore nell’era digitale. Perché non utilizzare le risorse fornite da alcune aziende o enti che possono aiutarci lungo il percorso? Inoltre ricordate che ognuno ha il suo modo di essere genitore e va bene così: scegliete ciò che va bene per voi e la vostra famiglia.

Se mai una situazione sembra stia andando fuori controllo, specialmente con il cyberbullismo e i pedofili, ricordate che le forze dell’ordine locali sono vostri amici e possono aiutarvi.

In definitiva, sopravviverete a tutto questo, proprio come i nostri genitori prima di noi. Certamente è cambiato il terreno di gioco, ma tutti i genitori si preoccupano. Vogliamo il meglio per i nostri figli. Esisitono pure delle tecnologie come Kaspersky Safe Kids che garantiscono ai genitori protezione da soggetti indesiderati, contenuti ‘espliciti’ o anche a trovare un telefono rubato o smarrito.