Il Mobile World Congress 2019 in pillole

6 Mar 2019

Le novità che si vedono al Mobile World Congress (MWC) normalmente non rimangono confinate a questa circostanza; al contrario, tutto ciò che viene presentato durante uno degli eventi più grandi per il settore delle telecomunicazioni e dell’elettronica di consumo influenzerà la vita di quasi tutti gli abitanti del pianeta. Anche se gli smartphone e i dispositivi di telecomunicazioni non vi interessano, vale la pena dare un’occhiata a cosa abbiamo visto quest’anno.

Riassunto delle migliori novità che abbiamo visto al Mobile World Congress 2019: 5G, Internet delle Cose, sensori a ultrasuoni delle impronte digitali e intelligenza artificiale.

Il 5G è finalmente arrivato

Prima notizia e anche la più importante: il 5G sta finalmente arrivando. Negli ultimi anni si è parlato molto della tecnologia 5G, ma sembra che il 2019 sarà l’anno in cui le reti di nuova generazione avranno finalmente una diffusione a livello mondiale.

Al MWC19 le case produttrici di chip leader nel settore, Qualcomm e Intel, hanno dedicato i propri stand interamente al 5G; inoltre, le migliori aziende produttrici di smartphone hanno già messo in bella mostra i propri telefono che supportano la tecnologia 5G. È molto probabile, quindi, che il vostro prossimo smartphone sarà dotato di 5G e potrete utilizzarlo con una vera rete 5G.

Mobile World Congress 2019: le reti 5G stanno finalmente arrivando.

Ne abbiamo già parlato in questo post, il vantaggio principale del 5G non è la velocità della connessione dati in sé. Sicuramente migliorerà, ma ciò che in realtà spinge verso il 5G è la capacità della rete. All’attivo esistono già miliardi di dispositivi connessi a Internet e, con l’aumento di dispositivi smart di tutti i tipi, questo numero non potrà che aumentare, e molto velocemente. Questo ragionamento ci porta inevitabilmente all’Internet delle Cose, e anche al MWC19 abbiamo avuto prova di quanta strada ci sia ancora da fare per proteggere questi dispositivi.

Sensori a ultrasuoni di impronte digitali

Già quattro anni fa Qualcomm, in occasione del Mobile World Congress 2015, aveva svelato la tecnologia dei sensori a ultrasuoni di impronte digitali. Ai tempi, si trattava solo di un prototipo, tuttavia quest’anno tale tecnologia è stata implementata su dei veri prodotti. E, di fatto, al MWC19 abbiamo visto molti smartphone dotati di sensori a ultrasuoni anche se, a dirla tutta, alcuni erano già disponibili qualche mese prima dell’evento. In ogni caso, ne vedremo molti di più nel corso di quest’anno.

In confronto ai sensori capacitivi tradizionali di impronte digitali, quelli a ultrasuoni offrono diversi vantaggi. Innanzitutto, sono contactless e possono essere nascosti al di sotto dello schermo dello smartphone; quando all’utente viene chiesto di fornire la propria impronta digitale, sullo schermo verrà mostrato dove collocare esattamente il dito per registrarla.

Numerosi smartphone in mostra al MWC19 hanno sensori di impronte digitali a ultrasuoni.

In secondo luogo, questo tipo di impronte sono più sicure. I sensori a ultrasuoni leggono le impronte digitali in 3D e possono quindi distinguere un’impronta vera da una falsa. Inoltre, i sensori a ultrasuoni sono così veloci che riescono a leggere le impronte in tempo reale e, grazie a ciò, si può capire se si tratta di un dito vero e proprio o di una riproduzione in 3D o, peggio, di un dito separato dal resto del corpo. Non si potranno più fare battute del tipo “e se qualcuno ti taglia il dito e lo usa per sbloccare il telefono?”.

Intelligenza Artificiale

Intelligenza Artificiale è l’espressione più in voga nel settore tecnologico e, ovviamente, il Mobile World Congress ha confermato questa tendenza. Quasi tutti gli interventi e tutti gli stand della fiera ruotavano attorno all’intelligenza artificiale e, non è uno scherzo, anche lo stand di Oral-B che ha presentato lo spazzolino Genius X con Intelligenza Artificiale.

Al Mobile World Congress 2019, Oral-B ha presentato lo spazzolino Genius X con Intelligenza Artificiale.

Slogan attraenti a parte, tutto ciò vuol dire che molte compagnie in tutto il mondo traggono ispirazione da Amazon, Google e altri giganti data-driven. Queste aziende approfittano al massimo il grande volume di dati che raccolgono giorno dopo giorno e, per fare ciò, utilizzano o utilizzeranno l’intelligenza artificiale o, per essere più precisi, l’apprendimento automatico, la tecnologia a cui tutti fanno riferimento con l’espressione “intelligenza artificiale”.

L’apprendimento automatico è particolarmente utile per combattere i malware. Per questo motivo, Kaspersky Lab ha adottato fin da subito questa tecnologia e abbiamo già una certa esperienza in questo campo. Vale la pena ricordare che, come accade per qualsiasi altra tecnologia, l’intelligenza artificiale ha i suoi pro ma anche i suoi contro.

Se ci concentriamo sull’intelligenza artificiale, le problematiche che può creare possono essere piuttosto importanti. Inoltre, le conseguenze derivanti da un sistema basato sull’intelligenza artificiale possono essere inesplicabili non solo per gli utenti ma anche per chi ha creato queste tecnologie. Bisogna sempre tenere a mente gli svantaggi dell’intelligenza artificiale e applicare con cautela le tecnologie che la supportano, considerando che certe scelte possono avere un grande impatto sulla società e sulla vita delle persone.