3 Ago 2017

Digitare sulla tastiera e parlare via Skype? Meglio di no

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Tutti noi parliamo su Skype, Hangouts, Whatsapp o Viber mentre utilizziamo il computer per fare qualcos’altro. Sì, magari non è molto educato e lo sapete, ma ciò che non sapete è che può essere anche pericoloso. Sì, perché il vostro interlocutore potrebbe scoprire cosa state scrivendo.

Click, click, click… quasi tutti coloro che parlano al telefono o via Skype sanno che l’altra persona potrebbe essere impegnata in altro o a scrivere a qualcuno durante la conversazione. Il suono dei tasti di un computer è abbastanza riconoscibile.

Ebbene, con l’aiuto dell’apprendimento automatico e un computer è possibile scoprire cosa sta digitando il nostro interlocutore. Quasi tutte le tastiere ha un suono leggermente differente per ogni tasto, e registrando questi suoni si può risalire ai tasti digitati. C’è un margine di errore ma non così elevato.

Durante la conferenza Black Hat di Las Vegas, abbiamo assistito una presentazione che ha dimostrato come ciò sia possibile. Secondo i ricercatori, dopo la conversione del suono durante la trasmissione online,  la registrazione dei tasti digitati conserva informazioni che possono essere passati a un sistema di apprendimento automatico, che propone 5 possibili tasti digitati che potrebbero coincidere con quel suono. I risultati ottenuti dai 3 computer utilizzati dai ricercatori per lo studio sono stati diversi, ma si è comunque potuto risalire al testo digitato anche su un computer Lenovo, il cui suono dei tasti è davvero leggero.

In aiuto arriva il vocabolario. In generale digitiamo parole di senso compiuto e ciò agevola il compito; inoltre, grazie alle impostazioni della tastiera, è facile risalire alla lingua probabilmente parlata dall’utente. L’algoritmo utilizzato per la dimostrazione in pochi secondi può proporre un risultato plausibile e che abbia senso.

Gli esperti ritengono che questa tecnologia potrebbe essere utilizzata anche per rubare password, anche se sembra un po’ fantascientifico. Le password sono troppo brevi e spesso non sono vere e proprie parole. O per lo meno, è quello che speriamo.

La minaccia di un’intercettazione di questo tipo via Skype non sembra da prendere troppo sul serio ma vale la pena conoscerne l’esistenza, soprattutto se si sta maneggiando informazione confidenziale. E poi, diciamola tutta, scrivere durante un’altra conversazione non è molto cortese. Evitare questo genere di “multitasking” proteggerà la vostra privacy e, al contempo, sarete rispettosi del vostro interlocutore.

In ogni caso, se vi trovate nel bel mezzo di una lunga e faticosa conference call, una regola vale sempre: possiamo spegnere il microfono fino a quando non ci tocca intervenire.