{"id":7321,"date":"2016-01-25T13:25:18","date_gmt":"2016-01-25T13:25:18","guid":{"rendered":"https:\/\/kasperskydaily.com\/italy\/?p=7321"},"modified":"2019-11-22T11:25:55","modified_gmt":"2019-11-22T09:25:55","slug":"esopianeti-scoperte-e-osservazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/esopianeti-scoperte-e-osservazioni\/7321\/","title":{"rendered":"Esopianeti: scoperte e osservazioni"},"content":{"rendered":"<p>Che cos\u2019\u00e8 un esopianeta? Secondo molti un esopianeta \u00e8 un pianeta con caratteristiche simili a quelle della terra. Comunque per quanto popolare possa essere questa definizione, quella vera \u00e8 un\u2019altra: un esoplaneta \u00e8 un pianeta che non appartiene al sistema solare e che orbita attorno ad una stella diversa dal Sole.<\/p>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><strong>Che cos \u2018\u00e8 un esopianeta?<\/strong><\/h2>\n<p>Per essere definito pianeta, un corpo celeste deve rispondere a tre criteri. Il primo, orbitare attorno ad una stella. Se la stella in questione non \u00e8 il Sole, questo corpo celeste si definisce esoplaneta o pianeta extrasolare. Comunque sia, se diamo un\u2019occhiata al nostro sistema solare, sono molti gli oggetti che ruotano attorno al Sole come gli asteroidi.<\/p>\n<p>Questo ci porta al secondo criterio: la massa del pianeta deve essere minore della massa della stella, ma maggiore della massa di un asteroide, in questo modo ha la massa sufficiente per ruotare in base alla forza di gravit\u00e0.<\/p>\n<p>Il terzo e ultimo criterio: non ci devono essere altri corpi celesti sulla stessa orbita. Ecco perch\u00e9 Plutone nella classifica viene considerato un <a href=\"http:\/\/www.nasa.gov\/audience\/forstudents\/k-4\/stories\/nasa-knows\/what-is-pluto-k4.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">pianeta nano<\/a>.<\/p>\n<p>Ci sono tantissime stelle e uno potrebbe pensare che ci debbano essere un sacco di esopianeti l\u00e0 fuori. Ad oggi, gli scienziati ne hanno individuati circa 2.000. I ricercatori hanno iniziato ad osservare i piani extrasolari solo di recente, circa 20 anni fa.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-width=\"500\" data-dnt=\"true\">\n<p lang=\"en\" dir=\"ltr\">[Video:] 20 years of searching for exoplanets. Watch the story of the pioneers.<a href=\"https:\/\/t.co\/O6nGGFOkKb\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">https:\/\/t.co\/O6nGGFOkKb<\/a><a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/K2SciCon?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">#K2SciCon<\/a> <a href=\"https:\/\/t.co\/g4ViX8h6js\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">pic.twitter.com\/g4ViX8h6js<\/a><\/p>\n<p>\u2014 NASA Exoplanets (@NASAExoplanets) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/NASAExoplanets\/status\/662303970233204736?ref_src=twsrc%5Etfw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">November 5, 2015<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<p>Allo stesso tempo, \u00e8 difficile poter dire esattamente quando gli astronauti abbiano scoperto un esopianeta per la prima volta. Potrebbe essere successo nel 1995 quando una coppia di scienziati svizzeri, Mayor e Kelos, hanno dimostrato che esiste un <a href=\"http:\/\/exoplanet.eu\/catalog\/51_peg_b\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">pianeta<\/a> simile a Giove e che orbita attorno alla stella <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/51_Pegasi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">51 Pegasi<\/a>.<\/p>\n<h2><strong>Alla ricerca degli esopianeti <\/strong><\/h2>\n<p>Il primo metodo si basa sullo studio dei movimenti di una determinata stella che si decide di studiare. Si sa che stelle e pianeti interagiscono tra loro, ma non si tratta solo di questo e del fatto che un pianeta orbiti attorno ad una stella; la stella \u00e8 il centro dell\u2019intero sistema solare il cui centro di gravit\u00e0 \u00e8 localizzabile vicino al centro della stella.<\/p>\n<p>Un pianeta \u00e8 un elemento troppo piccolo e non \u00e8 possibile studiarlo analizzando i suoi parametri dalla terra o dai satelliti localizzati nella sua vicinanza. Tuttavia quello che potrebbe essere analizzato \u00e8 lo spettro di emissione. Dato che la stella si muove, il suo spettro produrr\u00e0 quello che \u00e8 stato definito effetto Doppler. Dopo averla isolata e misurata durante un certo periodo di tempo, uno pu\u00f2 calcolare il periodo di rotazione della stella. Conoscendo la massa della stella e il suo periodo di rotazione, uno pu\u00f2 calcolare la massa del pianeta. Ecco fatto, abbiamo appena scoperto un esopianeta! Di fatto, la met\u00e0 degli esopianeti conosciuti sono stati scoperti usando questo semplice metodo.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-width=\"500\" data-dnt=\"true\">\n<p lang=\"en\" dir=\"ltr\">Revolving close around its star, the exoplanet 51 Pegasi b is over 1000 deg C and has 1000 km\/hr winds. <a href=\"https:\/\/t.co\/i828BbmBNy\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">pic.twitter.com\/i828BbmBNy<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Andrew Rader (@marsrader) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/marsrader\/status\/678319656449519616?ref_src=twsrc%5Etfw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">December 19, 2015<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<p>Il prossimo metodo sembra pi\u00f9 semplice, ma in realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 complesso. Si basa sull\u2019osservazione del modo in cui le ombre di un pianeta si muovono in relazione alla struttura discoidale della stella. Se allineassimo un telescopio con il presunto piano orbitale del pianeta in analisi, osserveremmo che prima o poi il bagliore della stella diminuirebbe, per via dell\u2019eclisse parziale della stella causata dal passaggio di un pianeta attorno alla struttura discoidale.<\/p>\n<p>Ma questo metodo ha i suoi lati negativi. In primo luogo il bagliore diminuisce solo di un 0,0002% il che spiega la necessit\u00e0 di un set di strumenti ad alta precisione. In secondo luogo, la stella potrebbe avere delle macchie pi\u00f9 scure per via delle quali potrebbe essere scambiata per un pianeta di passaggio. Terzo, la spazzatura che si trova nello spazio pu\u00f2 interessare il bagliore stellare e quindi intaccare i risultati della ricerca.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2016\/01\/05233232\/exoplanets-nebulae.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"880\"><\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un altro metodo chiamato <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Microlenti_gravitazionali\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><em>microlensing<\/em><\/a>. Secondo la teoria della gravit\u00e0, i corpi fisici creano una distorsione nello spazio circonstante (quanto pi\u00f9 grande \u00e8 un corpo celeste, pi\u00f9 profonda sar\u00e0 la distorsione). Di conseguenza, se un oggetto grande passa tra un ricercatore e un oggetto di ricerca, la distorsione che ne resulta potrebbe portare alla registrazione di un bagliore pi\u00f9 intenso in relazione all\u2019oggetto studiato, bagliore che ricorda quello di un lampo.<\/p>\n<p>Questo lampo potrebbe essere visto solo se il bagliore dell\u2019oggetto \u00e8 debole. Anche quando le condizioni sono favorevoli, \u00e8 altamente improbabile che questo accada, quindi gli astronomi dovranno tener d\u2019occhio una moltitudine di stelle nello stesso tempo in attesa del lampo che potrebbe arrivare da un momento all\u2019altro. Si \u00e8 iniziato a tenere seriamente in considerazione questo metodo di osservazione con l\u2019invenzione dei dispositivi ad accoppiamento di carica CCD, come quelli che si trovano nelle macchine fotografiche digitale, dato che lo ha reso pi\u00f9 affidabile.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-width=\"500\" data-dnt=\"true\">\n<p lang=\"ru\" dir=\"ltr\">\u041a\u043e\u0441\u043c\u0438\u0447\u0435\u0441\u043a\u0438\u0439 \u0442\u0435\u043b\u0435\u0441\u043a\u043e\u043f Kepler \u0441\u043d\u043e\u0432\u0430 \u0440\u0430\u0431\u043e\u0442\u0430\u0435\u0442: <a href=\"http:\/\/t.co\/BlcHpRfFSh\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">http:\/\/t.co\/BlcHpRfFSh<\/a>. \u0418 \u0443\u0436\u0435 \u0434\u0430\u0436\u0435 \u0443\u0441\u043f\u0435\u043b \u043e\u0431\u043d\u0430\u0440\u0443\u0436\u0438\u0442\u044c \u044d\u043a\u0437\u043e\u043f\u043b\u0430\u043d\u0435\u0442\u0443. <a href=\"http:\/\/t.co\/O0S0NAJldd\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">pic.twitter.com\/O0S0NAJldd<\/a><\/p>\n<p>\u2014 \u0425\u0430\u0431\u0440 \u041d\u0430\u0443\u0447\u043f\u043e\u043f (@habr_popsci) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/habr_popsci\/status\/545911010826395649?ref_src=twsrc%5Etfw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">December 19, 2014<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<p>Ci sono varie ragioni per via delle quali il <em>microlensing<\/em> \u00e8 considerato un sistema utile per certi astronomi. In primo luogo, \u00e8 il metodo di ricerca pi\u00f9 affidabile. In secondo luogo, il telescopio usato per la ricerca degli esopianeti non ha bisogno di essere allineato con il piano orbitale della stella.<\/p>\n<p>Il quarto metodo di scoperta \u00e8 piuttosto divertente, oltre che funzionale. Permette la conferma della presenza di un pianeta extrasolare attraverso lo studio dell\u2019attivit\u00e0 della stella. Il concetto \u00e8 il seguente: se si osserva l\u2019attivit\u00e0 periodica di una stella, si pu\u00f2 vedere se il ciclo \u00e8 disturbato per una qualche ragione. Se lo \u00e8 il perch\u00e9 \u00e8 piuttosto semplice: c\u2019\u00e8 un altro corpo celeste che esercita un\u2019influenza sull\u2019attivit\u00e0 della stella, e molto probabilmente \u00e8 un esopianeta. \u00c8 un modo molto pratico per scoprire gli esopianeti che orbitano attorno a delle stelle di neutroni o pulsar che si caratterizzano da cicli rigidi e cadenzati.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-width=\"500\" data-dnt=\"true\">\n<p lang=\"ru\" dir=\"ltr\">\u0410\u0441\u0442\u0440\u043e\u043d\u043e\u043c\u044b \u043e\u0431\u043d\u0430\u0440\u0443\u0436\u0438\u0432\u0430\u044e\u0442 \u0434\u0435\u0441\u044f\u0442\u044b\u0439 \u043f\u043e \u0441\u0447\u0435\u0442\u0443 \u00ab\u0422\u0430\u0442\u0443\u0438\u043d\u00bb, \u0441\u043e\u0432\u0435\u0440\u0448\u0430\u044e\u0449\u0438\u0439 \u0442\u0440\u0430\u043d\u0437\u0438\u0442<a href=\"http:\/\/t.co\/CKtlVqGfaN\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">http:\/\/t.co\/CKtlVqGfaN<\/a> <a href=\"http:\/\/t.co\/deKeCECXzb\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">pic.twitter.com\/deKeCECXzb<\/a><\/p>\n<p>\u2014 \u041c\u043e\u043b\u043d\u0438\u044f \u041d\u0430\u0443\u043a\u0430 (@molnianauka) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/molnianauka\/status\/629937699269554176?ref_src=twsrc%5Etfw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">August 8, 2015<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<p>Ci sono un paio di altri metodi per scoprire l\u2019esistenza degli esopianeti, metodi che non sono ampiamente utilizzati: per esempio, gli esopianeti possono essere scoperti usando la misurazione dell\u2019esatta localizzazione della stella, oppure dalla diretta osservazione delle immagini di un oggetto simile a un pianeta, immagini ottenute direttamente dai telescopi.<\/p>\n<h2><strong>Perch\u00e9 ci interessano gli esopianeti? <\/strong><\/h2>\n<p>Ci sono due ragioni principali. In primo luogo lo spazio \u00e8 un mistero che ha da sempre attirato l\u2019interesse dell\u2019umanit\u00e0 e dato che le tecnologie avanzano, le persone potrebbero iniziare a usare nuove tecnologie per studiare i corpi celesti. Questo \u00e8 accaduto con le stelle o con l\u2019universo, e lo stesso pu\u00f2 accadere con i pianeti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2016\/01\/05233230\/exoplanets-stars.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"880\"><\/p>\n<p>Le persone sono sempre state curiose di sapere se ci fosse vita in altri pianeti al di fuori della Terra. In questo senso, gli esopianeti sono una materia molto interessante. Ogni volta che si scopre un esopianeta in una \u201czona abitabile\u201d, la notizia riempie le testate di tutti i giornali e forse \u00e8 la ragione per cui molte persone credono che un esopianeta \u00e8 un \u201cpianeta simile alla terra\u201d. Una zona abitabile \u00e8 una regione dello spazio dove alberga una stella e dove non faccia n\u00e9 troppo freddo, n\u00e9 troppo caldo di modo tale da permettere l\u2019esistenza di forme di vita organica che si sostentano con l\u2019acqua.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-width=\"500\" data-dnt=\"true\">\n<p lang=\"en\" dir=\"ltr\">Scientists find the closest <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/exoplanet?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">#exoplanet<\/a> to Earth that may have water, or conditions for life: <a href=\"https:\/\/t.co\/E8LBVe4pxv\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">https:\/\/t.co\/E8LBVe4pxv<\/a> <a href=\"https:\/\/t.co\/W3nrt9qcj5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">pic.twitter.com\/W3nrt9qcj5<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Planetquest (@PlanetQuest) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/PlanetQuest\/status\/677596691902562304?ref_src=twsrc%5Etfw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">December 17, 2015<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<p>Questa zona \u201cn\u00e9 troppo fredda, n\u00e9 troppo calda\u201d si definisce in base alla distanza tra l\u2019esopianeta e la stella. Analizzando il riflesso dello spettro dell\u2019esopianeta in questione, uno pu\u00f2 stimare se questo pianeta possa avere acqua oppure no. Sfortunatamente, le moderne tecnologie ci permettono solo di giungere a conclusioni semi-accurate basate su certi parametri planetari.<\/p>\n<p>Per esempio, non tanto tempo fa il telescopio Kepler ha scoperto un esopianeta sul confine tra le costellazioni del Cigno e quella della Bilancia <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Kepler-452_b\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">chiamato<\/a> <a href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/keplerbriefing0723\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Kepler 452b<\/a> e istantaneamente battezzato dai media come \u201cla nuova Terra\u201d.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-width=\"500\" data-dnt=\"true\">\n<p lang=\"en\" dir=\"ltr\">Newly discovered Kepler-452b is first near-Earth-size planet in 'habitable zone' around a sun-like star. @NASAKepler<a href=\"https:\/\/t.co\/agH7IrILBn\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">https:\/\/t.co\/agH7IrILBn<\/a><\/p>\n<p>\u2014 NASA (@NASA) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/NASA\/status\/624406765707268097?ref_src=twsrc%5Etfw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">July 24, 2015<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<p>Kepler-452b orbita attorno a una stella che \u00e8 solo il 10% pi\u00f9 pesante rispetto al Sole. Il suo ciclo orbitale \u00e8 di 385 giorni, molto simile a quello della Terra. Kepler-452b ha una superficie dura e la massa eccede di un 60% rispetto a quella della Terra. In definitiva \u00e8 un pianeta abbastanza simile alla Terra.<\/p>\n<p>Queste erano le buone notizie. La brutta notizia \u00e8 che si trova a 1.400 anni luce dalla terra e per darvi un senso delle dimensioni, la stella pi\u00f9 vicina alla Terra (escludendo il Sole) \u00e8 solo a 4,2 anni luce di distanza. Comunque sia, sarebbe affascinante scoprire che Kepler-452b \u00e8 abitabile, non trovate?<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esistono pianeti che orbitano attorno ad una stella e che potrebbero essere abitabili. C\u2019\u00e8 dunque vita al di fuori del sistema solare?<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":7322,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[1797,1800,1799,1801,1379,1798],"class_list":{"0":"post-7321","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-news","8":"tag-astronomia","9":"tag-esopianeta","10":"tag-esopianeti","11":"tag-pianeta-extrasolare","12":"tag-scienza","13":"tag-spazio"},"hreflang":[{"hreflang":"it","url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/esopianeti-scoperte-e-osservazioni\/7321\/"}],"acf":[],"banners":"","maintag":{"url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tag\/astronomia\/","name":"astronomia"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7321","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/40"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7321"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7321\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18946,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7321\/revisions\/18946"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7322"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7321"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7321"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7321"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}