{"id":728,"date":"2013-04-12T07:00:09","date_gmt":"2013-04-12T07:00:09","guid":{"rendered":"http:\/\/kasperskydaily.com\/italy\/?p=728"},"modified":"2020-02-26T17:11:52","modified_gmt":"2020-02-26T15:11:52","slug":"i-computer-delle-stazioni-spaziali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/i-computer-delle-stazioni-spaziali\/728\/","title":{"rendered":"I computer delle stazioni spaziali!"},"content":{"rendered":"<p>Oggi in Russia \u00e8 la <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giorno_dei_cosmonauti\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Giornata dei Cosmonauti<\/a> e abbiamo deciso di parlarvi dei computer che si usano nello spazio: come sono, cosa fanno, come e perch\u00e9 devono essere protetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/04\/06004651\/computers_in_space_gp_it.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-732\" title=\"I computer_delle_stazioni_spaziali\" alt=\"I computer_delle_stazioni_spaziali\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/04\/06004651\/computers_in_space_gp_it.png\" width=\"498\" height=\"356\"><\/a><\/p>\n<p>Il livello di informatizzazione delle stazioni spaziali \u00e8 in costante crescita, cos\u00ec come qualsiasi aspetto della nostra vita. Una grande quantit\u00e0 di complessi pannelli di controllo sono stati rimpiazzati da computer portatili che possono essere usati da qualsiasi punto della Stazione Spaziale Internazionale e permettono all\u2019equipaggio di accedere con facilit\u00e0 ai dati necessari o eseguire operazioni. Certamente non si tratta di portatili e computer come quelli che abbiamo in casa e sebbene i computer di serie sono oggetti ampiamente utilizzati da tutti, questi computer hanno delle caratteristiche specifiche.<\/p>\n<p><b>Design<\/b><\/p>\n<p>Una persona esterna potrebbe rimanere indifferente di fronte all\u2019unit\u00e0 di controllo di queste stazioni spaziali \u2013 forse sarebbe rimasto pi\u00f9 colpito da quelle vecchie. Si tratta di una scatola di metallo dall\u2019aspetto semplice, con un paio di attacchi elettrici colorati. Tutto qua; non ci sono USB, n\u00e9 schermi e qualche volta non ci sono nemmeno tastiere. Infatti, pu\u00f2 apparire un po\u2019 antiquato. Tuttavia questa semplicit\u00e0 rende il sistema pi\u00f9 affidabile \u2013 e questo \u00e8 certamente la priorit\u00e0.<\/p>\n<p>Grazie al design modulare, ogni unit\u00e0 \u2013 processore, chip di memoria o sistema di input-output \u2013 pu\u00f2 essere facilmente rimossa e rimpiazzata con una nuova. Tale design permette una manutenzione facile e veloce, essenziale in un ambiente aerospaziale perch\u00e9 le radiazioni dello spazio colpiscono le unit\u00e0 elettroniche e possono causare malfunzionamenti. Ci sono un sacco di computer nella Stazione Spaziale Internazionale e alcuni sono montati nella parte esterna e per essere riparati l\u2019equipaggio deve lavorare nello spazio. Nel corso di un anno, vengono riparati circa una ventina di computer.<\/p>\n<p><b>Performance<\/b><\/p>\n<p>L\u2019hardware maggiormente utilizzato nelle stazioni spaziali di oggi \u00e8 Intel 80386SX, parte integrante di molti home computer di alcuni anni fa. La sua performance non \u00e8 nulla di spettacolare comparata con i moderni processori, ma bisogna considerare che la maggior parte della potenza dei computer di oggi \u00e8 stata implementata per far funzionare la grafica di molti videogiochi o per la prestazione dell\u2019interfaccia. I compiti di base dello spazio possono essere risolti tranquillamente con misure pi\u00f9 modeste. Dopo tutto, sono stati in grado di organizzare spedizioni lunari.<\/p>\n<p>Il fatto che i computer delle stazioni spaziali siano un po\u2019 obsoleti \u00e8 dovuto principalmente alla quantit\u00e0 di tempo che ci vuole per crearne uno, talvolta varie decine d\u2019anni. La lista degli obiettivi di una spedizione \u00e8 organizzata in base alle migliori caratteristiche tecniche di un computer; tutto viene organizzato con le migliori tecnologie, soggette a prove di durata. Una CPU meno recente apporta tuttavia altri benefici, per esempio, consuma meno energia elettrica.<\/p>\n<p><b>Semplice e migliore<\/b><\/p>\n<p>Sebbene le stazioni spaziali siano piuttosto complesse e sofisticate, il suo sistema di controllo \u00e8 piuttosto semplice e consiste in unit\u00e0 di base che possono offrire un numero limitato di operazioni. Quanto meno lavorano i moduli del sistema, tanto pi\u00f9 affidabile e stabile sar\u00e0 il sistema e di conseguenza sar\u00e0 pi\u00f9 facile risolve qualsiasi problema che insorga.<\/p>\n<p>Il software \u00e8 altrettanto prevedibile. Vengono utilizzati sistemi operativi real-time (RTOS) che non lasciano spazio a \u2018speculazioni\u2019. Questo consente una risposta istantanea e affidabile del sistema. A differenza di Windows, che tende a \u2018pensarci su un po\u2019 \u2018 prima di eseguire un\u2019operazione, gli RTOS sono immediati e non fanno perdere molto tempo. Esistono inoltre speciali software per basi spaziali disegnati per utilizzare al minimo le risorse di sistema, sia che si tratti di RAM che di CPU.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/04\/06004656\/computer_stazioni_spaziali.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-729\" title=\"computer_stazioni_spaziali\" alt=\"computer_stazioni_spaziali\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/04\/06004656\/computer_stazioni_spaziali.jpeg\" width=\"640\" height=\"427\"><\/a><\/p>\n<p><b>Patch, update e debugging<\/b><\/p>\n<p>Non esistono applicazioni per software perfette e durante i controlli si pu\u00f2 sempre incontrare qualche errore. Non \u00e8 facile eseguire un debugging a milioni di miglia di distanza. Ecco perch\u00e9 il miglior modo per affrontare un errore di software \u00e8 realizzare una simulazione, replicare la stazione spaziale sulla terra e simulare la gestione dell\u2019errore. Di recente questo metodo \u00e8 stato usato per \u2018riavviare\u2019 la sonda spaziale Voyager 2 che era stata lanciata 40 anni fa e che dovrebbe aver lasciato il sistema solare in questi giorni. Nel 2010, dovuto ad un malfunzionamento del hardware, la sonda ha iniziato ad inviare segnali casuali a posto di dati coerenti. Fortunatamente, una copia del computer \u00e8 conservata nei laboratori Voyager 2 presso la NASA. Grazie ad una simulazione, gli esperti della NASA scoprirono che il problema era dovuto un danneggiamento del settore della memoria. Il problema fu risolto inviando un patch a Voyager 2 via radio. Una volta riparato l\u2019errore, la stazione spaziale ha ripreso la sua trasmissione dallo spazio e cos\u00ec continuer\u00e0 a fare per i prossimi 40 anni \u2013 fino a che il segnale non cesser\u00e0 o la sonda non verr\u00e0 catturata dagli alieni.<\/p>\n<p>Le esplorazioni su Marte di Spirit hanno di recente avuto problemi analoghi. Il tuo computer di casa non \u00e8 dunque l\u2019unico ad aver bisogno di manutenzione e aggiornamenti.<\/p>\n<p><b>Le informazioni non devono andar perse<\/b><\/p>\n<p>Le esplorazioni spaziali sono piuttosto dispendiose, indipendentemente dal fatto che siano con equipaggio umano o no. Ci vogliono risorse economiche, umane e molto tempo. \u00c8 dunque necessario fare molta attenzione alla perdita di dati perch\u00e9 qualsiasi problema pu\u00f2 mandare a fumo grandi sforzi. Per prevenire tali problemi, i computer spaziali hanno bisogno di numerosi e frequenti back up del sistema operativo. Molto spesso vengono utilizzati allo stesso tempo diverse forme di immagazzinamento, per esempio, la memoria flash pu\u00f2 essere usata in concomitanza con la banda magnetica. In fin dei conti, salvare i dati del sistema operativo non \u00e8 molto diverso dai sistemi di back up usati per salvare la tua musica preferita o le foto delle vacanze, tutti dati che hanno per te un grande valore sentimentale, ma sono certamente meno importanti dei dati raccolti nello spazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/04\/06004655\/computer_stazioni_spaziali_2.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-730\" title=\"computer_stazioni_spaziali_2\" alt=\"computer_stazioni_spaziali_2\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/04\/06004655\/computer_stazioni_spaziali_2.jpeg\" width=\"425\" height=\"333\"><\/a><\/p>\n<p><b>Tempi Moderni<\/b><\/p>\n<p>Ogni membro della Stazione Spaziale ha un suo computer Lenovo ThinkPad che pu\u00f2 essere collegato a diversi sistemi operativi della stazione.<\/p>\n<p>Grazie alle moderne tecnologie, gli astronauti di oggi possono navigare in rete e parlare con le loro famiglie sulla terra, ma il canale di comunicazione deve essere protetto. A questo scopo vengo usati dei speciali buffer protettivi che proteggono gli astronauti dai pericoli del web. Tuttavia molto spesso si decide di utilizzare computer dedicati che servono unicamente per comunicare con la terra e che non sono connessi a nessun punto critico della strumentazione della base spaziale. Questo tipo di precauzioni si sono gi\u00e0 dimostrate molto utili: nel 2007 \u00e8 stato scoperto nel portatile di un astronauta un malware denominato \u2018Gammima\u2019. I portatili molto spesso non dispongono di <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.com\/it\/internet-security\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">anti-virus<\/a>, ma dopo questo incidente la NASA ha iniziato seriamente a considerare la possibilit\u00e0 di adottare una soluzione protettiva.<\/p>\n<p><!--[if gte mso 9]&gt;--><\/p>\n<p><!--[if gte mso 10]&gt;--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi in Russia \u00e8 la Giornata dei Cosmonauti e abbiamo deciso di parlarvi dei computer che si usano nello spazio: come sono, cosa fanno, come e perch\u00e9 devono essere protetti.<\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":733,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[450,451],"class_list":{"0":"post-728","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-news","8":"tag-computer-stazioni-spaziali","9":"tag-giornata-dei-cosmonauti"},"hreflang":[{"hreflang":"it","url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/i-computer-delle-stazioni-spaziali\/728\/"}],"acf":[],"banners":"","maintag":{"url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tag\/computer-stazioni-spaziali\/","name":"computer stazioni spaziali"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/728","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=728"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/728\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20099,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/728\/revisions\/20099"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/733"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=728"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=728"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=728"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}