{"id":658,"date":"2013-03-29T14:00:38","date_gmt":"2013-03-29T14:00:38","guid":{"rendered":"http:\/\/kasperskydaily.com\/italy\/?p=658"},"modified":"2020-02-26T17:11:32","modified_gmt":"2020-02-26T15:11:32","slug":"con-il-mi-piace-la-rete-sa-tutto-su-di-te","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/con-il-mi-piace-la-rete-sa-tutto-su-di-te\/658\/","title":{"rendered":"Con il &#8216;Mi piace&#8217; la rete sa tutto su di te"},"content":{"rendered":"<p>Il tasto \u2018Mi piace\u2019 \u00e8 una grande tentazione: \u00e8 un gesto innocuo che facciamo istintivamente quando ci piace una band, un\u2019organizzazione politica o l\u2019ultimo video divertente che circola in rete. Ma anche <a href=\"https:\/\/threatpost.com\/en_us\/blogs\/how-video-facebook-privacy-111312\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">l\u2019utente di Facebook<\/a> pi\u00f9 informato e attento alle politiche sulla privacy potrebbe, senza rendersene conto, aver rivelato molto di pi\u00f9 di quello che pensa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/03\/05232535\/Facebook_Like-1.png\" width=\"600\" height=\"268\"><\/p>\n<p>Alcuni ricercatori del <i>Psychometrics Centre<\/i> dell\u2019Universit\u00e0 di Cambridge, Regno Unito, hanno studiato il comportamento su Facebook di 58.000 volontari e analizzato i loro \u2018Mi piace\u2019. Mettendo in relazione i dati con il profilo demografico e le informazioni emerse da alcuni test psicometrici a cui gli utenti si sono sottoposti volontariamente, i ricercatori sono stati in grado di dedurre un certo numero di tratti, dall\u2019orientamento sessuale, alle idee politiche, dagli interessi personali all\u2019etnia.<\/p>\n<p>I dati non fanno altro che gettare altra legna sul fuoco del dibattito sulla privacy: quanti e quali dati \u00e8 bene condividere online? Come possiamo proteggere le informazioni che diffondiamo? I siti che offrono servizi online, come Facebook e Google, hanno gi\u00e0 raccolto una grande quantit\u00e0 di dati personali da destinare a campagne pubblicitarie e di marketing personalizzate. Tuttavia (ed \u00e8 la peggiore delle ipotesi) anche gli hacker e i criminali che commerciano identit\u00e0, dati di carte di credito e informazioni personali possono usare questi dati per colpire aziende, agenzie governative, case produttrici e fabbricanti, nonch\u00e9 l\u2019industria militare. Le conseguenze sono molteplici: dalla clonazione di identit\u00e0, al prosciugamento del conto in banca online, dal furto di documenti protetti da diritti d\u2019autore, fino alla diffusione di segreti militari.<\/p>\n<p>\u201cLa facilit\u00e0 con la quale si pu\u00f2 risalire alle informazioni personali sull\u2019utente e il desiderio di saperne di pi\u00f9 sul comportamento dei clienti e dei cittadini sono al centro nell\u2019attuale dibattito sulla privacy\u201d, scrivono Michal Kosinski, David Stillwell e Thore Graepel nel loro saggio dal titolo <a href=\"http:\/\/www.pnas.org\/content\/early\/2013\/03\/06\/1218772110.full.pdf+html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">\u201cPrivate traits and attributes are predictable from digital records of human behavior\u201d<\/a> (la versione integrale in inglese \u00e8 disponibile in PDF). \u201cMolte persone potrebbero non voler rivelare determinate informazioni sulla loro vita, come l\u2019orientamento sessuale o l\u2019et\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>I ricercatori di Cambridge hanno creato un\u2019applicazione, myPersonality, capace di mettere in relazione i \u2018Mi piace\u2019 con i dati demografici forniti dagli utenti. Con un\u2019esattezza pari all\u201988% , l\u2019applicazione \u00e8 stata in grado di individuare l\u2019orientamento sessuale maschile; con una grande precisione (il 95%) ha individuato l\u2019etnia e con un\u2019esattezza dell\u2019 85% ha rilevato l\u2019ideologia politica.<\/p>\n<p>I dati personali sono un grande business e anche un gesto cos\u00ec innocente come un click su \u2018Mi piace\u2019 \u00e8 capace di mettere a repentaglio la privacy e la sicurezza di molti utente. Non molto tempo fa, Target (un grande magazzino statunitense) ha usato i dati dei clienti per desumere se tra di loro fossero in corso gravidanze e inviare loro pubblicit\u00e0 mirate di vitamine e vestiti premaman. Se dal punto di vista del marketing pu\u00f2 apparire un\u2019idea ingegnosa, tale pratica pu\u00f2 essere pericolosa in quelle culture dove non \u00e8 permessa.<\/p>\n<p>\u201cCome questo esempio mostra, la raccolta di informazioni personali atta a migliorare prodotti e servizi pu\u00f2 portare a una pericolosa violazione della privacy\u201d, ci informa lo studio.<\/p>\n<p>La situazione di Facebook \u00e8 unica perch\u00e9 i suoi utenti sono il suo prodotto principale. La compagnia, infatti, vende pubblicit\u00e0 basata sui gusti e comportamenti degli utenti e ha costruito strumenti e servizi che lo aiutano nella raccolta dei dati. Per esempio, <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tre-modi-per-proteggere-la-propria-privacy-da-graph-search-il-nuovo-strumento-di-facebook\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Graph Search di Facebook<\/a> permette agli utenti di affinare i parametri di ricerca sul social network. Ovvero, puoi utilizzare questo nuovo strumento per realizzare specifiche ricerche, come cercare persone che lavorano in una determinata azienda, in una specifica citt\u00e0, che hanno un determinato ruolo o determinati interessi personali. In base al motivo che ti spinge a farlo, la funzionalit\u00e0 pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno innocua. Tuttavia, alcuni esperti di sicurezza IT temono che questa sia solamente una nuova arma a disposizione dei ladri di identit\u00e0 e degli hacker grazie alla quale possono mettere a punto attacchi mirati a determinate aziende o organizzazioni.<\/p>\n<p>\u201cLa raccolta di informazioni, gusti e caratteristiche degli utenti attraverso registri digitali pu\u00f2 avere notevoli implicazioni negative perch\u00e9 si pu\u00f2 applicare a un numero molto alto di persone senza il loro consenso o senza averglielo notificato\u201d affermano gli autori dello studio. \u201cAziende, agenzie pubblicitarie, istituzioni governative e persino gli stessi utenti di facebook potrebbero usare il software per desumere dati come intelligenza, orientamento sessuale, idee politiche, informazioni che un individuo potrebbe non voler condividere. Tali deduzioni, anche quando incorrette, lasciano molte tracce. In questo modo diventa difficile per gli utenti controllare le informazioni personali che vengono diffuse.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tasto \u2018Mi piace\u2019 \u00e8 una grande tentazione: \u00e8 un gesto innocuo che facciamo istintivamente quando ci piace una band, un\u2019organizzazione politica o l\u2019ultimo video divertente che circola in rete.<\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":659,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2641,12],"tags":[31,420,423,421,422],"class_list":{"0":"post-658","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-threats","8":"category-news","9":"tag-facebook","10":"tag-mi-piace","11":"tag-privacy-facebook","12":"tag-psychometrics-centre","13":"tag-studio-di-cambridge"},"hreflang":[{"hreflang":"it","url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/con-il-mi-piace-la-rete-sa-tutto-su-di-te\/658\/"}],"acf":[],"banners":"","maintag":{"url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tag\/facebook\/","name":"facebook"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/658","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=658"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/658\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20092,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/658\/revisions\/20092"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/659"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=658"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=658"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=658"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}