{"id":6128,"date":"2015-05-29T16:11:41","date_gmt":"2015-05-29T16:11:41","guid":{"rendered":"http:\/\/kasperskydaily.com\/italy\/?p=6128"},"modified":"2019-11-22T11:31:07","modified_gmt":"2019-11-22T09:31:07","slug":"google-io2015-news","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/google-io2015-news\/6128\/","title":{"rendered":"Google I\/O 2015: 7 cose che devi sapere su Android M"},"content":{"rendered":"<p>Nonostante Google I\/O sia una conferenza indirizzata principalemente agli sviluppatori, attira sempre l\u2019attenzione di tutti, giornalisti e consumatori. La ragione \u00e8 semplice: durante questa serie di conferenze Google ha svelato le nuove feature del suo software, i nuovi servizi e prodotti che molto presto cambieranno la vita di tutti noi. Diamo un\u2019occhiata alle principali novit\u00e0, naturalmente dal punto di vista della sicurezza informatica.<\/p>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>1. <\/strong><strong>Android M: permessi per le app personalizzabili<\/strong><\/p>\n<p>La prima grande novit\u00e0 presentata a San Francisco da Google \u00e8 Android M, dove M sta per\u2026 beh a dire il vero ancora non si sa. Per la release finale dovremmo aspettare ancora un po\u2019, probabilmente l\u2019autunno di quest\u2019anno. La prima novit\u00e0 riguarda la nuova politica di permessi per le app.<\/p>\n<p>Nella versione attuale di Android, gli utenti devono concedere tutta una serie di permessi al durante il download, quando si installa l\u2019app, e le app di oggi sono piuttosto \u201cesigenti\u201d: molte vogliono accesso alla macchina fotografica, al microfono, alla lista dei contatti, agli <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tic-tac-toe-il-gioco-del-tris-ti-spia\/5016\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">SMS e cos\u00ec via<\/a>. L\u2019unica cosa che l\u2019utente pu\u00f2 fare \u00e8 accettare o non accettare, e se non accetta non installa l\u2019applicazione.<\/p>\n<p><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" type=\"text\/html\" width=\"640\" height=\"390\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ZcjtEKNP05c?version=3&amp;rel=1&amp;fs=1&amp;showsearch=0&amp;showinfo=1&amp;iv_load_policy=1&amp;wmode=transparent\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"true\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<p>Con Android M, l\u2019utente potr\u00e0 concedere (o negare) ogni permesso al momento dell\u2019utilizzo, e non in fase di download o installazione. Inoltre, Android M sar\u00e0 dotato di una sorta di <em>permission manager<\/em> dal quale sar\u00e0 facile gestire permessi specifici, come l\u2019accesso alla macchina fotografica, o all\u2019album delle foto ecc. In questo modo sar\u00e0 possibile modificare le impostazi e i permessi a piacimento, per esempio, potrete disattivare l\u2019accesso alla macchina fotografica a tutte le app o solo ad una.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2015\/05\/05233013\/app-permissions-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"650\"><\/strong><\/p>\n<p>Sono davvero buone notizie, e non \u00e8 finita qui perch\u00e9 la nuova politica sui permessi non riguarda solo le nuove app disegnate per Android M, ma anche le app precedenti. In questo modo avremmo finalmente la libert\u00e0 di scegliere che \u2018fetta della torta\u2019 della nostra privacy dare in pasto agli sviluppatori di app \u2013 e quanto grande. In poche parole, \u00e8 uno strumento vantaggioso per quelle persone a cui importa molto proteggere la propria privacy, ed \u00e8 comunque una funzione interessante anche per i pi\u00f9 permissivi.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2015\/05\/05233012\/app-permissions-2.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"800\"><\/strong><\/p>\n<p><strong>2. Android M: Now on Tap<\/strong><\/p>\n<p>Al momento Google Now raccoglie dati dai tutti i Servizi di Google che usiamo: li prende da Gmail, dalle ricerche, dalla localizzazione e cos\u00ec via. Le cose sono destinate a cambiare: una delle pi\u00f9 grandi novit\u00e0 di Android M \u00e8 \u201cNow in Tap\u201d, la ricerca contestuale. Questa funzionalit\u00e0 permetter\u00e0 a Google di ottenere dati da ogni app e usarli per offrire agli utenti consigli e suggerimenti.<\/p>\n<p><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" type=\"text\/html\" width=\"640\" height=\"390\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7V-fIGMDsmE?version=3&amp;rel=1&amp;fs=1&amp;showsearch=0&amp;showinfo=1&amp;iv_load_policy=1&amp;start=6006&amp;wmode=transparent\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"true\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<p>\u00c8 ufficiale: Google ricever\u00e0 dati sui suoi utenti anche da app terze. Tuttavia il gigante della tecnologia ha affermato che l\u2019azienda utilizzer\u00e0 questi dati solo per rendere la vita degli utenti pi\u00f9 comoda. Come fa sempre.<\/p>\n<p><strong>3. Google Foto<\/strong><\/p>\n<p>Da ora in poi Google Foto non sar\u00e0 pi\u00f9 parte di Google+, tranne le app e i servizi stand-alone. Ci saranno un sacco di nuove funzionalit\u00e0 renderanno pi\u00f9 facile salvare e organizzare le foto. Il cloud storage sar\u00e0 gratuito ed illimitato per tutte le immagini fino a 16 megapixel e tutti i video in alta definizione fino a 1080p.<\/p>\n<p><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" type=\"text\/html\" width=\"640\" height=\"390\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7V-fIGMDsmE?version=3&amp;rel=1&amp;fs=1&amp;showsearch=0&amp;showinfo=1&amp;iv_load_policy=1&amp;start=6430&amp;wmode=transparent\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"true\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<p>A quanto pare Google vuole che salviate sul cloud tutta la vostra vita. Il servizio include feature come il riconoscimento dei volti (riconoscere persino i neonati!), cos\u00ec come altre simpatiche funzionalit\u00e0 come il geotagging o innovative forme di ricerca di immagini.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-width=\"500\" data-dnt=\"true\">\n<p lang=\"en\" dir=\"ltr\">Here is a cloud storage services price\/value roundup. Protect your data on Android: <a href=\"https:\/\/t.co\/9YctXUcoCQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">https:\/\/t.co\/9YctXUcoCQ<\/a>  <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/io15?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">#io15<\/a> <a href=\"http:\/\/t.co\/Euikq0bgaL\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">pic.twitter.com\/Euikq0bgaL<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Kaspersky (@kaspersky) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/kaspersky\/status\/604354589882601473?ref_src=twsrc%5Etfw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">May 29, 2015<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<p><strong>5. <\/strong><strong>Sensori per la lettura dell\u2019impronta digitale<\/strong><\/p>\n<p>Esistono gi\u00e0 smartphone Android con il supporto per lettori d\u2019impronta digitale, tuttavia tutti i produttori che vogliano implementare questa feature devono farlo per conto proprio. Con Android M sar\u00e0 pi\u00f9 facile usare il lettore d\u2019impronta digitale perch\u00e9 la nuova versione dell\u2019OS mobile di Google ha un supporto integrato per questi sensori. Questo significa che gli utenti possono usare il sensore per sbloccare lo smartphone o autenticarsi su app e servizi online senza dover dar la propria impronta digitale a nessuno, eccetto Google.<\/p>\n<p>Non si sa fino a che punto l\u2019impronta digitale sia sicura, tuttavia, al momento, non c\u2019\u00e8 dubbio che si tratti di un metodo di gran lunga pi\u00f9 sicuro che la password o in PIN, che sono ancora i metodi pi\u00f9 utilizzati.<\/p>\n<p><strong>5. Android Pay<\/strong><\/p>\n<p>Parlando di protezione, quello che a tutti gli utenti interessa proteggere sopra ogni cosa sono i propri soldi, necessit\u00e0 che ora si fa ancora pi\u00f9 sentire dato che Google ha introdotto gi\u00e0 da tempo il suo nuovo sistema di pagamento mobile chiamato Android Pay. In poche parole, \u00e8 come <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/apple-pay-pagare-con-liphone-e-sicuro\/4736\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Apple Pay<\/a> ma di Google. Nella vita reale funziona solo via NFC (a differenza di <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/samsung-pay-sicurezza\/5754\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Samsung Pay<\/a> che pu\u00f2 essere usato anche nei POS) e permette anche l\u2019acquisto in-app.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2015\/05\/05233011\/android-pay-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"650\"><\/strong><\/p>\n<p>Potete usare Android Pay non solo per salvare i dati della vostra carta di credito o di debito, ma anche carte fedelt\u00e0, coupon e gift card. Naturalmente, potete usare qualsiasi di queste tessere per pagare e se vi state chiedendo cosa accadr\u00e0 a Google Wallet, ecco la risposta: non cambier\u00e0 nulla, ma solo nei pagamenti da persona a persona.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2015\/05\/05233011\/android-pay-2.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"450\"><\/strong><\/p>\n<p><strong>6. Hands-free payment di Google<\/strong><\/p>\n<p>E le novit\u00e0 non riguardano solo i metodi di pagamento: Google ha preparato alcune funzionalit\u00e0 incredibili che l\u2019azienda tester\u00e0 in collaborazione con McDonalds e la catena di pizzerie Papa Johns, nella zona di San Francisco. Lo chiamano \u201cHands-free payments\u201d e funzionano cos\u00ec: i clienti scaricano una app e quando verificano la disponibilit\u00e0 del prodotto che vogliono acquistare in un negozio, non dovranno nemmeno tirar fuori il telefono. Tutto quello che dovranno fare \u00e8 dirigersi in cassa e dire \u201cvorrei pagare con Google\u201d.<\/p>\n<p><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" type=\"text\/html\" width=\"640\" height=\"390\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Qxet1VdpOQ4?version=3&amp;rel=1&amp;fs=1&amp;showsearch=0&amp;showinfo=1&amp;iv_load_policy=1&amp;wmode=transparent\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"true\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<p>Sfortunatamente, non si sa ancora quale sar\u00e0 il funzionamento di molte delle feature e quali tecnologie verranno utilizzare per pagare in modo sicuro.<\/p>\n<p><strong>7. <\/strong><strong>Brillo: il software per i dispositivi IoT software<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo parlato spesso di <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/internet-of-crappy-things-2internet-of-crappy-things-2\/5970\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Internet delle Cose<\/a> e di quanto insicuro sia. Una delle ragione principali che rendono questi dispositivi insicuri \u00e8 il fatto che la maggior parte dei fabbricanti basano i propri dispositivi su piattaforme di software con Linux che non vengono personalizzate e raramente vengono aggiornate una volta create le piattaforme.<\/p>\n<p><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" type=\"text\/html\" width=\"640\" height=\"390\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7V-fIGMDsmE?version=3&amp;rel=1&amp;fs=1&amp;showsearch=0&amp;showinfo=1&amp;iv_load_policy=1&amp;start=5078&amp;wmode=transparent\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"true\"><\/iframe><\/span><\/p>\n<p>Google sembra disposto ad offrire una soluzione a questo problema. Si chiama Brillo ed \u00e8 un software per dispositivi IoT. La piattaforma si basa su Android, ha una lista ridotta di feature e funzionalit\u00e0 che possono essere configurate anche dopo la sua creazione, il che la rende pi\u00f9 adatta ai dispositivi di Internet delle cose<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-pullquote\"><p>#Google I\/O 2015: 7 cose che devi sapere su #AndroidM #IO15<\/p><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share?url=https%3A%2F%2Fkas.pr%2Fn6iM&amp;text=+%23Google+I%2FO+2015%3A+7+cose+che+devi+sapere+su+%23AndroidM+%23IO15+\" class=\"btn btn-twhite\" data-lang=\"en\" data-count=\"0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Tweet<\/a><\/blockquote>\n<p>Ci sono quindi almeno due buone notizie. In primo luogo ci troviamo di fronte ad una piattaforma personalizzabile e creata ad hoc da una delle principali aziende del settore dei software. La seconda buona notizia riguarda gli aggiornamenti: \u00e8 probabile che li riceveremo in tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante il Google I\/O di quest&#8217;anno, la famosa conferenza che si tiene ogni anno a San Francisco, Google ha presentato tutta una serie di novit\u00e0. Oggi ne analizziamo alcune: dalla nuova politica sui permessi concessi alle app, a Android Pay e Now on Tap. <\/p>\n","protected":false},"author":421,"featured_media":6130,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2641,12],"tags":[70,1500,114,33,842,1501,1214,111,45],"class_list":{"0":"post-6128","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-threats","8":"category-news","9":"tag-android","10":"tag-android-pay","11":"tag-dispositivi-mobili","12":"tag-google","13":"tag-mobile-payment","14":"tag-now-on-tap","15":"tag-pagamenti-mobile","16":"tag-privacy","17":"tag-sicurezza"},"hreflang":[{"hreflang":"it","url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/google-io2015-news\/6128\/"},{"hreflang":"en-ae","url":"https:\/\/me-en.kaspersky.com\/blog\/google-io2015-news\/4876\/"},{"hreflang":"ar","url":"https:\/\/me.kaspersky.com\/blog\/google-io2015-news\/3400\/"},{"hreflang":"en-us","url":"https:\/\/usa.kaspersky.com\/blog\/google-io2015-news\/5377\/"},{"hreflang":"en-gb","url":"https:\/\/www.kaspersky.co.uk\/blog\/google-io2015-news\/5806\/"},{"hreflang":"es","url":"https:\/\/www.kaspersky.es\/blog\/google-io2015-news\/6175\/"},{"hreflang":"ru","url":"https:\/\/www.kaspersky.ru\/blog\/google-io2015-news\/8019\/"},{"hreflang":"x-default","url":"https:\/\/www.kaspersky.com\/blog\/google-io2015-news\/8850\/"},{"hreflang":"pt-br","url":"https:\/\/www.kaspersky.com.br\/blog\/google-io2015-news\/5347\/"},{"hreflang":"ja","url":"https:\/\/blog.kaspersky.co.jp\/google-io2015-news\/7798\/"},{"hreflang":"ru-kz","url":"https:\/\/blog.kaspersky.kz\/google-io2015-news\/8019\/"},{"hreflang":"en-au","url":"https:\/\/www.kaspersky.com.au\/blog\/google-io2015-news\/8850\/"},{"hreflang":"en-za","url":"https:\/\/www.kaspersky.co.za\/blog\/google-io2015-news\/8850\/"}],"acf":[],"banners":"","maintag":{"url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tag\/android\/","name":"Android"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6128","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/421"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6128"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6128\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19041,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6128\/revisions\/19041"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6130"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6128"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6128"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6128"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}