{"id":5723,"date":"2015-03-06T15:14:10","date_gmt":"2015-03-06T15:14:10","guid":{"rendered":"http:\/\/kasperskydaily.com\/italy\/?p=5723"},"modified":"2020-02-26T17:28:13","modified_gmt":"2020-02-26T15:28:13","slug":"bionicmandiary-episodio-2-il-chip-e-i-suoi-viaggi-notturni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/bionicmandiary-episodio-2-il-chip-e-i-suoi-viaggi-notturni\/5723\/","title":{"rendered":"#BionicManDiary, Episodio 2: il chip e i suoi viaggi notturni"},"content":{"rendered":"<p>Durante <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/bionicmandiary-episodio-1-come-mi-sono-impiantato-in-chip\/5687\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">le prime due settimane della mia esperienza con il microchip<\/a>, ho avuto il tempo di riflettere su diversi aspetti. La marea di domande provenienti dall\u2019intero settore poi ha fatto il resto: convivere con i tuoi dubbi e i tuoi pensieri \u00e8 una cosa, ma quando sei bombardato costantemente da domande e suggerimenti e vivi in un ambiente di costante e acceso dibattito circa ogni dettaglio dell\u2019esperimento, beh, \u00e8 tutta un\u2019altra storia. Sembra una schiocchezza, ma certe domande poi sollevano questioni ben pi\u00f9 serie, da dubbi emotivi a credenze religiose.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-width=\"500\" data-dnt=\"true\">\n<p lang=\"en\" dir=\"ltr\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/BionicManDiary?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">#BionicManDiary<\/a>, entry 001: the story of how a chip was implanted into my body: <a href=\"https:\/\/t.co\/tEawdUC2tj\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">https:\/\/t.co\/tEawdUC2tj<\/a> by <a href=\"https:\/\/twitter.com\/cheresh?ref_src=twsrc%5Etfw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">@cheresh<\/a> <a href=\"http:\/\/t.co\/dXwzYUdYSC\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">pic.twitter.com\/dXwzYUdYSC<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Kaspersky (@kaspersky) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/kaspersky\/status\/571029928214466560?ref_src=twsrc%5Etfw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">February 26, 2015<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<p>Non rimpiango di aver preso questa decisione, anzi. Le varie domande che sono sorte dimostrano che si tratta di un\u2019iniziativa importante, anche se la tecnica adottata possa sembrare controversa. Per evitare che avvenga una situazione alla \u201cBlade runner\u201d, dobbiamo assolutamente ridefinire i termini e l\u2019evoluzione di questo tipo di tecnologia. Innanzitutto, parliamo della cosiddetta \u201cform factor\u201d del prodotto. La sensazione di un chip sotto la pelle \u00e8 la prima cosa a cui bisogna abituarsi.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, non l\u2019ho sentito spesso; forse per quel punto del corpo tra il pollice e l\u2019indice non passano molte terminazioni nervose, oppure il piccolo intervento chirurgico \u00e8 stato un vero e proprio successo. Sembra che il chip abbia trovato la propria casa in una piccola zona della mia pelle.<\/p>\n<p>Tuttavia, certe volte sento qualcosa dentro la mano; ad esempio, quando sollevo degli oggetti pesanti come la busta della spesa o i pesi in palestra. In queste situazioni, il chip si sposta leggermente di qualche millimetro verso il dito indice.<\/p>\n<p>E a volte di notte ti svegli e ti rendi conto che il chip si \u00e8 spostato; non succede nulla, il movimento che pu\u00f2 fare \u00e8 davvero minimo.<\/p>\n<p>Dopo un paio di settimane di convivenza con il chip, posso affermare che, per quanto sia un\u2019idea eccellente (parler\u00f2 di tutti i vantaggi nel mio prossimo post), la prima cosa da cambiare \u00e8 sicuramente la forma del chip.<\/p>\n<p>La maggior parte dei biochip moderni hanno questo aspetto:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2016\/09\/05233421\/1_EN.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5523\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2016\/09\/05233421\/1_EN.png\" alt=\"1_EN\" width=\"1869\" height=\"1333\"><\/a><\/p>\n<p>L\u2019involucro \u00e8 di vetro liscio biocompatibile e approvato dalle autorit\u00e0 competenti, che non subisce alterazioni al contatto con la carne umana e che ospita un piccolo circuito. Tale circuito si occupa di alcune funzioni di base: contiene un blocco di lettura\/scrittura e un blocco di memoria, che viene attivato nel ricevitore RFID.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 vuol dire che il chip si attiva solo quando \u00e8 posizionato nelle vicinanze di un dispositivo come un sistema di pagamento e un lettore di carte di credito.<\/p>\n<p>In generale, il chip funziona bene; tuttavia, forse la forma va bene per l\u2019iniezione ma non \u00e8 il massimo sopportare la sua presenza prolungata sottopelle.<\/p>\n<p><strong>Dove collocare il chip, Leonardo Da Vinci docet<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019incavo tra il pollice e l\u2019indice non sembra essere il posto migliore dove collocare il chip, non \u00e8 comodo per la vita quotidiana. Ad esempio, se dovessi pagare con il chip, mi verrebbe pi\u00f9 naturale far passare il pugno o il polso sul terminale.<\/p>\n<div class=\"pullquote\">Bisogna rendere tutto il pi\u00f9 facile possibile, ma non pi\u00f9 semplice<\/div>\n<p>Ho usato tantissimi lettori di carte di credito nella mia vita, e vi assicuro che per i chip si dovrebbero fare gli stessi test di usabilit\u00e0 e user experience che si applicano alle app per dispositivi mobili, che si basano dagli antichi principi di Okkama Blade. A tal proposito, mi piace la filosofia di Albert Einstein:<\/p>\n<p>\u201cBisogna rendere tutto il pi\u00f9 facile possibile, ma non pi\u00f9 semplice\u201d<\/p>\n<p>Se dovessimo applicare questo principio al chip nella mia mano, vorrebbe dire che una persona dovrebbe girare la mano per avvicinare il chip ai diversi lettori di carte di credito, ma meno c\u2019\u00e8 bisogno di farlo, meglio \u00e8. Il chip dovrebbe essere collocato in modo tale che il chip e i dispositivi possano interagire comodamente. Credo che Da Vinci abbia gi\u00e0 spiegato questo concetto con il suo <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Uomo_vitruviano\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Uomo vitruviano<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2015\/03\/05232948\/davinci-man-1024x1024.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5524\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2015\/03\/05232948\/davinci-man-1024x1024.jpg\" alt=\"davinci-man\" width=\"1280\" height=\"1280\"><\/a><\/p>\n<p>Dopo aver camminato in metropolitana, per i corridoi dell\u2019ufficio e al centro commerciale (il chip non serve ancore per entrare, ma i lettori reagiscono alla sua presenza, suscitando il sospetto di molte persone), ho identificato dove sarebbe comodo impiantare un chip.<\/p>\n<p>1: Il punto migliore sarebbe al centro del dorso della mano. Se impiantato in questo punto, sarebbe facile aprire vari tipi di serrature, pagare con i terminali POS, interagire con smartphone e tablet, pagare i trasporti pubblici (tipo quelli\u00a0 contactless in autobus);<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2016\/09\/05233419\/4_EN.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5527\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2016\/09\/05233419\/4_EN.png\" alt=\"4_EN\" width=\"1869\" height=\"1333\"><\/a><\/p>\n<p>2: Al secondo posto c\u2019\u00e8 il lato della mano, tra il mignolo e il polso. Quando si stringe il pugno, si forma una piccola piega dove si potrebbe impiantare il chip;<\/p>\n<p>3: un altro posto conveniente \u00e8 tra le nocche. In questo caso, invece di interagire con il lettore, si pu\u00f2 stringere il pungo con gentilezza, un movimento piuttosto intuitivo.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 non esiste una soluzione ideale. Il problema \u00e8 che, per fare in modo che si scelga una zona unica per impiantare il chip, sarebbe necessario unificare tutti i lettori del mondo.<\/p>\n<p>E anche se ci provassimo, non sarebbe affatto facile. Le persone sono molto diverse l\u2019una dall\u2019altra: ci sono differenze di altezza, se si \u00e8 mancini o meno, se ci sono delle menomazioni ecc.<\/p>\n<p>Per coprire tutte le necessit\u00e0, si potrebbero impiantare vari chip che possano interagire tra loro ed effettuare varie operazioni (come una piccola rete LAN), oppure un chip potrebbe essere in grado di muoversi per vari centimetri.<\/p>\n<p>Dal punto di vista tecnico, la seconda opzione \u00e8 plausibile ma legata a problemi extra di sicurezza: eventuali cybercrimianli potrebbero ottenere l\u2019accesso in remoto ai dati condivisi tra i chip utilizzando una antenna, un metodo ampiamente impiegato con il <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Bluesniping\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Bluetooth<\/a> ad esempio.<\/p>\n<p>Come persona direttamente coinvolta nel progetto, io sono per la prima opzione. Se me lo avessero chiesto prima, io avrei votato per la prima soluzione.<\/p>\n<p><strong>Il biochip deve mettere radici<\/strong><\/p>\n<p>La collocazione del chip \u00e8 solo una parte del problema. Ricordate quando vi ho detto che il chip \u201cviaggia\u201d sottopelle? \u00c8 una questione da affrontare. Ci ho pensato a lungo applicando anche la Teoria per la soluzione inventiva dei problemi e sono arrivate alla seguente conclusione:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2016\/09\/05233420\/2_EN.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5528\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2016\/09\/05233420\/2_EN.png\" alt=\"2_EN\" width=\"1869\" height=\"1333\"><\/a><\/p>\n<p>Affinch\u00e9 il biochip sia pi\u00f9 facile da usare, deve adattarsi alle esigenze dell\u2019utente. In tal senso, \u00e8 importante che sia flessibile:<\/p>\n<ul>\n<li>Nelle fasi previe e durante il processo di immissione del chip;<\/li>\n<li>Dopo aver impiantato il chip;<\/li>\n<li>Prima dell\u2019estrazione (nel caso chi lo porti decida di disfarsene per qualsiasi motivo).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per quanto riguarda il primo punto, il chip dovrebbe essere liscio e compatto per dare meno problemi possibile sottopelle; inoltre, non deve notarsi assolutamente e deve essere possibile disattivarlo o metterlo in stand by temporaneamente.<\/p>\n<p>Dopo averlo iniettato, l\u2019utente deve essere in grado di fare sostanzialmente due cose. La prima \u00e8 \u201crichiamare\u201d il chip, nel vero senso della parola. E poi, per evitare che si muova sottopelle, \u00e8 necessaria che metta radici nel corpo dell\u2019utente, anche questa volta nel vero senso del termine.<\/p>\n<p>In sostanza il chip ha bisogno, con il passare dei giorn,i che da esso si diramino delle piccole \u201cradici\u201d che lo aiutino a guadagnare stabilit\u00e0 nell\u2019organismo che lo ospita per poi convertirsi in una parte integrante del corpo. Allo stesso tempo, queste \u201cradici\u201d dovrebbero servire per l\u2019accensione e per la connessione con il sistema neuronale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2016\/01\/05233229\/3_EN.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5529\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2016\/01\/05233229\/3_EN.png\" alt=\"3_EN\" width=\"1869\" height=\"1333\"><\/a><\/p>\n<p>In ogni caso, potrebbe arrivare il momento in cui l\u2019utente decida di sbarazzarsi del chip, non importa a quale livello di sofisticatezza o aggiornamento si sia arrivati. Ad esempio, a un certo punto potrebbe venirmi un attacco di paranoia o di tecnofobia oppure potrei avere l\u2019impellente desiderio di andare a vivere su una spiagga sconosciuta del Messico e trascorrere il resto dei miei giorni a cantare Kumbay\u00e1.<\/p>\n<p>In situazioni di questo tipo dovrei avere la possibilit\u00e0 di prendere i miei dati personali, criptarli, immagazzinarli su cloud e poi distruggere il chip, ucciderlo diciamo. Prima dovrebbe perdere le radici (cos\u00ec come succede alle fragole) e poi dovrebbe trasformarsi in un materiale liscio e delicato, facile da estrarre anche a casa con un bisturi, un po\u2019 di anestetico e un paio di pinze.<\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 un\u2019altra opzione: fare in modo che il chip \u201csparisca\u201d dopo essere stato disattivato.<\/p>\n<p><strong>Secondo requisito: la simbiosi<\/strong><\/p>\n<p>Una delle domande che mi hanno posto pi\u00f9 spesso i lettori del blog ha fatto emergere le mie paure pi\u00f9 nascoste: \u201cChe succede se dei malintenzionati ti tagliano la mano per usare il chip?\u201d Purtroppo, si tratta di uno scenario piuttosto plausibile.<\/p>\n<p>I cybercriminali, prima di compiere un atto di tale barbarie, devono considerare una serie di cose; innanzittuto, devono sapere dove si trova esattamente il chip e poi ferire una persona a sangue freddo. Non \u00e8 un semplice furto di password su Internet, il cybercriminale dovrebbe essere davvero disperato o non avere piet\u00e0. In generale, comunque, \u00e8 una situazione che potrebbe verificarsi.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-width=\"500\" data-dnt=\"true\">\n<p lang=\"en\" dir=\"ltr\">Me talking to office security ppl explaining how the biochip in my hand would be used as office key <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/BionicManDiary?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">#BionicManDiary<\/a> <a href=\"http:\/\/t.co\/l99jgYdwld\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">pic.twitter.com\/l99jgYdwld<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Evgeny Chereshnev (@cheresh) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/cheresh\/status\/570613671308754945?ref_src=twsrc%5Etfw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">February 25, 2015<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<p>Per risolvere questa vulnerabilit\u00e0, dobbiamo fare in modo che il chip sia totalmente inutilizzabile una volta estratto dal corpo dell\u2019utente. Il chip eliminato deve essere compromesso in tale modo che nessun altro possa riuscire a utilizzarlo.<\/p>\n<p>Bisognerebbe adottare delle misure per prevenire il furto di dati in qualsiasi situazione (compreso quando il chip si trova in stato di stand by controllato). Per ridurre la possibilit\u00e0 di hackerare il chip, sarebbe necessario adottare altri metodi di autenticazione (come il riconoscimento vocale o token di sicurezza di cui solo il proprietario del chip dovrebbe essere a conoscenza).<\/p>\n<p>Non esitate a dare la vostra opinione sull\u2019argomento nella sezione commenti: come deve essere la forma del chip, quali altre ipotesi dovrebbero essere prese in considerazione ecc. L\u2019esperimento \u00e8 stato fatto proprio per questo: esaminare le idee pi\u00f9 stravaganti che possono portare a scoperte importanti.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-pullquote\"><p>#BionicManDiary, episodio 2: il chip e i suoi viaggi notturni<\/p><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share?url=https%3A%2F%2Fkas.pr%2FfJw2&amp;text=%23BionicManDiary%2C+episodio+2%3A+il+chip+e+i+suoi+viaggi+notturni+\" class=\"btn btn-twhite\" data-lang=\"en\" data-count=\"0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Tweet<\/a><\/blockquote>\n<p>Il mio prossimo post sul blog parler\u00e0 di come ho bypassato la password del chip per sbloccare lo schermo del mio smartphone e descriver\u00f2 alcune scoperte che poi condivider\u00f2 con i programmatori di applicazioni.<\/p>\n<p>Saluti,<\/p>\n<p>CHE<\/p>\n<p>P.S. Potete cercare tutti i post ed i tweet sull\u2019argomento digitando #BionicManDiary sui social e sulla rete.<\/p>\n<p>Potete fare TUTTE le domande che volete (senza limiti!) via <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/chereshcom\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Facebook<\/a> e <a href=\"https:\/\/twitter.com\/cheresh\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Twitter<\/a>. Far\u00f2 il possibile per rispondere ad ognuna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante le prime due settimane della mia esperienza con il microchip, ho avuto il tempo di riflettere su diversi aspetti. 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