{"id":4263,"date":"2014-07-02T14:00:09","date_gmt":"2014-07-02T14:00:09","guid":{"rendered":"http:\/\/kasperskydaily.com\/italy\/?p=4263"},"modified":"2020-02-26T17:24:26","modified_gmt":"2020-02-26T15:24:26","slug":"sicurezza-androd-l","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/sicurezza-androd-l\/4263\/","title":{"rendered":"Miglioramenti nel campo della sicurezza con Android &#8220;L&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Gli smartphone fanno ormai parte integrante delle nostre vite e tale fenomeno si \u00e8 evoluto cos\u00ec in fretta che non ci siamo nemmeno resi conto dell\u2019esistenza di alcune minacce che potrebbero colpirci attraverso questi dispositivi piccoli e comodi. L\u2019elenco \u00e8 bello lungo: programmi dannosi per smartphone in grado di <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/un-trojan-per-android-svuota-il-tuo-conto-bancario\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rubare soldi dai nostri conti<\/a>, per non parlare del fatto che, se ci viene sottratto il telefono, migliaia di foto, messaggi privati e le credenziali dei social network vanno a finire nelle mani sbagliate. Sappiamo che molte persone hanno costantemente il telefono in mano, ed \u00e8 facile che questi soggetti diventino le vittime perfette dei cybercriminali; se si tratta di dispositivi aziendali, ci\u00f2 potrebbe rappresentare un rischio per le aziende, che devono affrontare l\u2019eventualit\u00e0 di <a href=\"https:\/\/business.kaspersky.com\/mobile-device-management-mobile-protection-on-a-short-leash\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">perdere dati importanti<\/a>. Per fortuna per tutti noi, questi rischi non preoccupano soltanto gli addetti della sicurezza informatica. Ad esempio, gli sviluppatori di Google hanno preso sul serio questi problemi e la prossima release di Android, nome in codice \u201cL\u201d, apporter\u00e0 grandi miglioramenti nel campo della sicurezza di questo sistema operativo, un passo in avanti importante per contrastare le <a href=\"https:\/\/www.securelist.com\/en\/analysis\/204792326\/Mobile_Malware_Evolution_2013\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">minacce rivolte ai dispositivi mobili<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Smartphone a prova di furto<\/strong><\/p>\n<p>I ladri adorano gli smartphone perch\u00e9 sono facili da rubare e da rivendere, per poi ricavarci delle cifre piuttosto interessanti. Per disfarsi rapidamente di prove pericolose, i ladri resettano subito i dispositivi riportandoli alle impostazioni di fabbrica. Con i nuovi dispositivi che supporteranno Android L, sar\u00e0 difficile eseguire questa operazione; il ripristino delle impostazioni di fabbrica richieder\u00e0, infatti, l\u2019inserimento di una password, rendendo lo smartphone un oggetto inutilizzabile per i ladri.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" lang=\"it\"><p>Pichai says that with Android L Google is strengthening security. If your phone is stolen, you can now factory reset it remotely. <a href=\"https:\/\/twitter.com\/hashtag\/io14?src=hash\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">#io14<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Times of India (@timesofindia) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/timesofindia\/statuses\/481844559345762305\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">25 Giugno 2014<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Pubblicazione in fretta delle patch<\/strong><\/p>\n<p>Non appena Android ha guadagnato popolarit\u00e0, sono emerse varie critiche circa la lentezza e l\u2019inaffidabilit\u00e0 della pubblicazione della patch di sicurezza.\u00a0 Qualsiasi problema che emerga dovrebbe essere risolto su migliaia di variazioni di firmware che interessano diverse case produttrici di smartphone dai modelli pi\u00f9 diversificati. Non risulta strano, quindi, che alcuni problemi di sicurezza vengano risolti dopo anni! Google cercher\u00e0 di porre rimedio a questa situazione inviando la maggior parte degli aggiornamenti direttamente agli utenti attraverso i suoi servizi di Google Play e installandoli senza dover necessariamente eseguire l\u2019aggiornamento del firmware. In ogni caso, questa funzionalit\u00e0 non sar\u00e0 applicabile a tutti gli smartphone Android e, di conseguenza, alcuni problemi di sicurezza non potranno essere risolti con questo metodo. Ma comunque meglio di niente.<\/p>\n<div class=\"pullquote\">Google invier\u00e0 direttamente agli utenti patch urgenti attraverso i suoi servizi di Google Play<\/div>\n<p><strong>Il giusto equilibrio fra lavoro e vita privata<\/strong><\/p>\n<p>Molte aziende non consentono ai proprio dipendenti di utilizzare smartphone Android per questioni di lavoro, nel timore che possano avvenire fughe di dati. Questo timore \u00e8 comprensibile, dal momento che i malware rivolti ad Android sono capaci di rubare dagli smartphone qualsiasi tipo d\u2019informazione. La nuova soluzione Android for Work (che comprende le funzionalit\u00e0 Samsung KNOX) risolver\u00e0 anche questo problema, creando un ambiente d\u2019immagazzinamento dati virtuale e cifrato, praticamente uno smartphone dentro lo smartphone. Dopo aver aperto Android for Work, gli utenti visualizzeranno una schermata che include le applicazioni approvate dall\u2019azienda e potranno eseguire le proprie attivit\u00e0 lavorative utilizzando dati e connessioni a Internet cifrate. Con un solo click si potr\u00e0 tornare alla schermata normale e accedere alle app personali. I dati privati e di lavoro saranno completamente separati, per esempio le app che contengono le email aziendali non potranno accedere alla foto o alla rubrica privata e viceversa.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-pullquote\"><p>Android for Work consente di separare i dati personali da quelli aziendali, pur mantenendoli sullo stesso smartphone.<\/p><a href=\"https:\/\/twitter.com\/share?url=https%3A%2F%2Fkas.pr%2Fnru1&amp;text=Android+for+Work+consente+di+separare+i+dati+personali+da+quelli+aziendali%2C+pur+mantenendoli+sullo+stesso+smartphone.\" class=\"btn btn-twhite\" data-lang=\"en\" data-count=\"0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Tweet<\/a><\/blockquote>\n<p>Oltre a questi miglioramenti nel campo della sicurezza, il sistema consente anche la giusta separazione tra vita privata e lavorativa. Per entrare in Android for Work bisogna inserire una password, in questo modo si \u00e8 meno tentati di leggere le email di lavoro la domenica.<\/p>\n<p><strong>Un sistema di protezione comodo e sicuro<\/strong><\/p>\n<p>In generale, \u00e8 una seccatura dover digitare una password, e ci\u00f2 vale soprattutto per gli smartphone, che sblocchiamo praticamente ogni cinque minuti. Per rendere meno fastidiosa questa routine, Google sta cercando nuovi metodi d\u2019identificazione. Ad esempio, il blocco schermo pu\u00f2 essere disattivato se l\u2019utente possiede uno smart watch e si trova nelle vicinanze del telefono (se l\u2019orologio \u00e8 vicino, lo \u00e8 ovviamente anche l\u2019utente).\u00a0 Inoltre, si possono stabilire delle \u201czone franche\u201d (ad esempio, la propria casa) dove il blocco \u00e8 sempre disattivato. Naturalmente, per ogni opzione con cui si guadagna in comodit\u00e0, si perde un po\u2019 dal punto di vista della sicurezza, per questo gli utenti dovrebbero trovare il giusto compromesso.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/07\/06001128\/androd-l-keynote.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4265\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/07\/06001128\/androd-l-keynote.png\" alt=\"androd-l-keynote\" width=\"838\" height=\"457\"><\/a><\/p>\n<p><strong>Maggiore privacy<\/strong><\/p>\n<p>Gli sviluppatori di Google hanno parlato brevemente di uno strumento centralizzato dal nome \u201cUniversal Data Controls\u201d che dovrebbe aiutare gli utenti a identificare quali applicazioni installate sul proprio telefono utilizzano i propri dati per poterle eventualmente bloccare. Purtroppo, non abbiamo maggiori informazioni al riguardo. Ci tocca aspettare fino a settembre para saperne qualcosa di pi\u00f9 in merito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Analizziamo le nuove impostazioni di sicurezza che caratterizzeranno la prossima release di Android, che sar\u00e0 pubblicata a breve. <\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":4264,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[70,110],"class_list":{"0":"post-4263","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-news","8":"tag-android","9":"tag-smartphone"},"hreflang":[{"hreflang":"it","url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/sicurezza-androd-l\/4263\/"}],"acf":[],"banners":"","maintag":{"url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tag\/android\/","name":"Android"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4263","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4263"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4263\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20472,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4263\/revisions\/20472"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4264"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4263"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4263"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4263"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}