{"id":332,"date":"2012-12-21T11:15:36","date_gmt":"2012-12-21T11:15:36","guid":{"rendered":"http:\/\/kasperskydaily.com\/italy\/?p=332"},"modified":"2021-04-28T16:40:54","modified_gmt":"2021-04-28T14:40:54","slug":"perche-agli-utenti-non-interessa-la-sicurezza-mobile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/perche-agli-utenti-non-interessa-la-sicurezza-mobile\/332\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 agli utenti non interessa la sicurezza mobile?"},"content":{"rendered":"<p>Tutti sanno che \u00e8 importante avere un antivirus installato nel proprio computer personale o di lavoro, ma poche persone prendono seriamente in considerazione gli attacchi malware diretti ai <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.com\/it\/kaspersky_mobile_security\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">dispositivi mobili<\/a> \u2013 nonostante le raccomandazioni dei professionisti del settore IT, come <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.com\/it\/one\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Kaspersky Lab<\/a>.<\/p>\n<p>La ragione, in particolare quando si tratta di impiegati aziendali, \u00e8 piuttosto semplice: non sono interessati e nessuno gli d\u00e0 un buona ragione per esserlo.<\/p>\n<p>Uno dei motivi si deve al fatto che gli attacchi malware contro le piattaforme mobili sono relativamente poco frequenti. Se paragonato al volume delle minacce malware verso computer, gli attacchi verso dispositivi mobili sono una goccia nell\u2019oceano. Tuttavia alcuni dati evidenziano come il numero delle minacce malware verso dispositivi mobili stiano aumentando velocemente, in particolare quelle studiate per Android. Questi, infatti, avendosi guadagnato la quota pi\u00f9 grande del mercato della telefonia mobile, \u00e8 il bersaglio preferito dagli hacker e da alcuni trojan come, per esempio, il <a href=\"https:\/\/threatpost.com\/en_us\/blogs\/opfake-fakeinst-android-malware-variants-continue-resist-detection-080712\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">trojan OpFake<\/a>.<\/p>\n<p>In generale, secondo <a href=\"https:\/\/threatpost.com\/en_us\/blogs\/mobile-security-users-just-don-t-care-062311\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Tyler Shields dell\u2019azienda di sicurezza IT Veracode<\/a>, gli utenti business non credono che il rischio sia reale, o anche quando lo prendono in considerazione, non si preoccupano sufficentemente. Credono che tutte<a href=\"https:\/\/threatpost.com\/en_us\/blogs\/google-adds-malware-scanner-jelly-bean-42-110612\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"> le applicazioni scaricate dallo shop ufficiale<\/a> siano sicure e non capiscono come mai dovrebbero rallentare il proprio dispositivo scaricando un programma anti-malware.<\/p>\n<p>Tuttavia, bisogna aggiungere che le aziende non informano adeguatamente i propri dipendenti circa i rischi conessi all\u2019uso degli smartphone, non offrono incentivi economici che alimentino il corretto utilizzo, n\u00e9 penalizzano coloro che non rispettando le avvertenze e che sono state vittime di un attacco malware. La maggior parte delle aziende non hanno un imperativo morale e non fomentano un clima dove si d\u00e0 importanza alla formazione dei dipendenti circa questioni come le conseguenze di un attacco malware e le misure da adottare per evitarlo.<\/p>\n<p>Secondo Shields, l\u2019azienda dovrebbe farsi carico del problema e delegare le responsabilit\u00e0 al dipartimento IT. In questo modo, i dipendenti ricevono gli smartphone con i programmi anti-virus o anti-malware gi\u00e0 installati, le applicazioni verificate e una lista consentiti con le app che si possono scaricare.<\/p>\n<p>Solo assumendosi la responsabilit\u00e0 del problema, le aziende possono iniziare a proteggere seriamente gli smartphone \u2013 e i dati ivi immagazzinati \u2013 dei loro impiegati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti sanno che \u00e8 importante avere un antivirus installato nel proprio computer personale o di lavoro, ma poche persone prendono seriamente in considerazione gli attacchi malware diretti ai dispositivi mobili<\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":333,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2641],"tags":[70,204,125],"class_list":{"0":"post-332","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-threats","8":"tag-android","9":"tag-ios","10":"tag-protezione-2"},"hreflang":[{"hreflang":"it","url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/perche-agli-utenti-non-interessa-la-sicurezza-mobile\/332\/"}],"acf":[],"banners":"","maintag":{"url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tag\/android\/","name":"Android"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/332","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=332"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/332\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24531,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/332\/revisions\/24531"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/333"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=332"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=332"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=332"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}