{"id":3224,"date":"2014-03-28T16:03:45","date_gmt":"2014-03-28T16:03:45","guid":{"rendered":"http:\/\/kasperskydaily.com\/italy\/?p=3224"},"modified":"2020-02-26T17:22:45","modified_gmt":"2020-02-26T15:22:45","slug":"kaspersky-anti-virus-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/kaspersky-anti-virus-6\/3224\/","title":{"rendered":"La regola del &#8220;Sei&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Una delle pi\u00f9 importanti pietre miliari che hanno contribuito a far diventare Kaspersky Lab uno dei principali rappresentanti dell\u2019industria della sicurezza informatica \u00e8 stata la release della \u201callora\u201d rivoluzionaria versione di <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.com\/about\/news\/product\/2006\/Kaspersky_Lab_launches_new_generation_of_security_products\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Kaspersky Anti-Virus 6.0<\/a>. Ufficialmente lanciato nel 2006, il prodotto ha riscosso un grande successo nel mercato internazionale degli antivirus, ponendo le basi della sua leadership per gli anni a venire. Pu\u00f2 apparire poco modesto da parte nostra considerare i nostri prodotti le <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.com\/it\/trials#tab=tab-1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">migliori soluzioni antivirus<\/a> sul mercato, ma non siamo noi a dirlo, bens\u00ec numerose riviste e <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.com\/about\/news\/product\/2006\/Analytical_portal_ConsumerSearch_recognizes_Kaspersky_reg_Anti_Virus_6_0_as_8220_Best_antivirus_software_8221_\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">diversi studi di mercato indipendenti<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05232728\/KASPERSKY.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"KASPERSKY\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05232728\/KASPERSKY.jpg\" width=\"640\" height=\"480\"><\/a><\/p>\n<p>Il cammino che ci ha portato al successo \u00e8 stato lungo, pieno di curve e difficolt\u00e0 \u2013 magari un giorno qualche sceneggiatore di Hollywood prender\u00e0 in considerazione la nostra storia per farci qualcosa. Per il momento, cercheremo di raccontarvi le tappe del nostro successo con l\u2019aiuto delle foto, degli appunti e dei ricordi del nostro originale team di sviluppatori (a cui spesso ci riferiremo come <i>dev team o dev team di \u201cSei\u201d<\/i>). Speriamo che questa storia servir\u00e0 da esempio per i giovani sviluppatori di oggi, desiderosi di creare nuove app e servizi, dando loro la stessa forza e\u00a0 voglia di diventare i migliori che avevano i creatori di \u201cSei\u201d.<\/p>\n<div>\n<dl id=\"\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05232728\/coreteam.jpg\" width=\"1014\" height=\"676\"><\/dt>\n<dd>\n<p style=\"text-align: center\">\u00a0<i>Una vecchia foto scattata il giorno della release tecnica della versione 6<\/i><\/p>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<h2><b>2003: un anno difficile<br>\n<\/b><\/h2>\n<p>Il successo di \u201cSei\u201d \u00e8 dovuto in parte alla catastrofe della versione precedente. Infatti, la quinta versione non ha mai visto la luce del giorno.<\/p>\n<p>Per capire l\u2019essenza della catastrofe, dobbiamo viaggiare indietro nel tempo, nel 2002: Windows XP aveva appena battuto ogni record, i CPU erano in grado di\u00a0 raggiungere 1 GHz di segnali di clock e la relativamente giovane industria antivirus aveva appena iniziato a scoprire tutta una serie di nuove minacce. Tutte le aziende antivirus stavano ansiosamente ampliando le capacit\u00e0 dei loro prodotti: al tempo, una soluzione competitiva doveva includere un firewall, un sistema di monitorizzazione costante dei file in esecuzione e una dozzina di altre funzionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Con un potente sistema di scansione costruito nel 1990, il <i>developer team<\/i><!--[if gte mso 9]&gt;--> di Kaspersky Lab si reso conto che includere nella soluzione antivirus altre funzionalit\u00e0 lo avrebbe inevitabilmente rallentato \u2013 persino l\u2019allora esistente versione 4.0 era stata condannata dall\u2019utente (l\u2019accusa \u201cl\u2019AV Kaspersky Lab \u00e8 lento\u201d faceva parte del \u201cfolklore informatico\u201d dell\u2019epoca). Per questa ragione abbiamo dedicato molta attenzione al processo di sviluppo della nuova V 5.0: venne assunto un nuovo Chied Technology Officer, impiegata una nuova <i>framework<\/i> di sviluppo e scelta una nuova architettura antivirus.<\/p>\n<p>L\u2019azienda impieg\u00f2 tutte le sue risorse per supportare il progetto. E dopo un anno si era giunti alla conclusione che tutte queste nuove regole di sviluppo non sarebbero state sufficienti per garantire la creazione di un prodotto competitivo. Il risultato fu un sistema che imitava le app aziendali <i>client-server<\/i> (era la scelta dell\u2019architettura fatta dal CTO) e che non era in grado di rispondere ai parametri dal mercato AV dell\u2019epoca. Era lento e pesante, una volta eseguiti i test, il numero dei bug non diminuiva \u2013 anzi, aumentava.<\/p>\n<p>\u201cHo iniziato a chiedere alle persone, ai veterani della nostra azienda, cosa pensassero. Dissero che \u00e8 colpa dell\u2019architettura. \u00c8 come un castello di carte: toccandone una, si potrebbe finire col farle cadere tutte\u201d, afferma Eugene Kaspersky. Ecco perch\u00e9 non aveva senso continuare il progetto cos\u00ec com\u2019era. Doveva essere demolito e ripensato daccapo.<\/p>\n<h2>Ce la faremo!<\/h2>\n<p>Il team degli sviluppatori di Kaspersky Lab si separ\u00f2 i due gruppi: uno si occupava della riparazione del prodotto, indipendentemente dall\u2019architettura scelta, forse imprudentemente, e un altro della trasformazione della versione precedente, la V 4.0, in una pi\u00f9 idonea.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, un gruppo di 4 persone decise di creare un prodotto nuovo, completamente diverso, che rispondesse non solo ai parametri del mercato, ma che possa durare nel tempo. L\u2019obiettivo fissato dal <i>dev team<\/i> di \u201cSei\u201d era facile da spiegare, ma difficile da raggiungere. La nuova versione doveva essere a prova di virus, minacce e furti di dati di sistema; doveva essere veloce, agile, trasparente e\u2026 beh, gradevole alla vista.<\/p>\n<p>\u201cVolevamo creare il miglior prodotto esistente\u201d ricordano ora gli sviluppatori della versione \u201cSei\u201d. Si trattava di un team ridotto, ma con un compito enorme: questa era anche la percezione degli altri 200 membri dello staff. Proprio per questo il team doveva essere positivo: i fondatori dell\u2019azienda, Eugene Kaspersky e Alexey De-Monderik, stavano al tempo cercando alternative per nuove architetture e stavano per scoprire che un\u2019alternativa c\u2019era \u2013 e sarebbe stata scoperta da niente po po\u2019 di meno che lo stesso team di Kaspersky Lab.<\/p>\n<h2>Aiuto da Praga<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05232727\/Prague-1024x682.jpg\" width=\"1024\" height=\"682\"><\/p>\n<p>Bisogna dire che i due nuclei <i>core<\/i> dell\u2019antivirus (quelli che vengono chiamati in inglese <i>engine<\/i>) operavano insieme alla versione 4.0. La verifica dei file veniva eseguita dal vecchio, ma efficiente, V 3.0 (apprezzato da diverse compagnie internazionali, da G-Data a F-Secure), sviluppato nel lontano 1996. Il nuovo e difficile compito, quello di filtrare il traffico web, fu gestito e concepito nel corso del brainstorming di Praga, nel 1998.<\/p>\n<p>Il sistema (<i>engine<\/i>) sviluppato venne chiamato \u201cPraga\u201d, nonostante fosse stato sviluppato a Mosca da Andrey Doukhvalov, che non partecip\u00f2 al brainstorming tenutosi nella capitale della Repubblica Ceca. Le idee principali, comunque, furono concepite a Praga, e Andrey si un\u00ec all\u2019azienda per mettere a punto e implementare le idee emerse a Praga.<\/p>\n<p>Praga doveva diventare il nucleo dell\u2019anti-virus; gli obiettivi erano cos\u00ec ambiziosi che la flessibilit\u00e0 e l\u2019ingegno del nuovo sistema che venne sviluppato furono sufficienti per dare potenza anche ai sistemi pi\u00f9 complicati. La questione (se fosse possibile implementare l\u2019intero prodotto basandolo su Praga oppure no)\u00a0 pesava fortemente su Eugene Kaspersky, cos\u00ec come emerse dal suo discorso agli sviluppatori.<\/p>\n<div class=\"pullquote\">Inizialmente fu un piccolo team a lavorare sul trial, scrivendo le prime righe di codice: questi programmatori sarebbero diventati in seguito i programmatori di \u201cSei\u201d.<\/div>\n<p>\u201cUna volta ho chiesto a Victor Matyushenko come stesse funzionando Praga all\u2019interno del prodotto e lui rispose \u2018Solido come una roccia!\u2019. Si trattava di un momento critico, il momento della fatidica Domanda (con la D maiuscola). Raggiunsi la stanza dove Graf [De-Monderik] e Petrovich [Doukhvalov] stavano lavorando e feci loro la Domanda: \u2018Perch\u00e9 non basiamo interamente il prodotto su Praga?\u2019 Graf farfugli\u00f2 qualcosa che assomigliava a \u2018Impossibile. Praga non \u00e8 stato pensato per questo\u201d, ma Petrovich esit\u00f2. Il giorno dopo arriv\u00f2 in ufficio con una pila di fogli e mi disse \u2018Ho pensato a qualche caso d\u2019uso di Praga\u2019. Graf lo guard\u00f2 e disse \u2018Dobbiamo parlare\u2019. Poi, dopo la chiacchierata, ci riunimmo di nuovo tutti insieme e mi confermarono che ne valeva la pena.\u201d<\/p>\n<p>Inizialmente fu un piccolo team a lavorare sul trial, scrivendo le prime righe di codice: questi programmatori sarebbero diventati in seguito i programmatori di \u201cSei\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIniziammo a guardarci attorno per trovare persone creative che potessero dare il loro contributo, e finimmo col formare un grande team\u201d, ricorda De-Monderik. \u201cPrendi il programmatore Pavel Mezhuev, era un novellino \u2013 anche se brillante. Poi c\u2019era Mike Pavlyuschik con cui abbiamo lavorato per molto tempo. Era capace di generare idee e concetti pronti all\u2019uso in pochi secondi. Credo fosse uno dei creatori con pi\u00f9 talento\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05232726\/dec2003-ppp-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p>Dopo due mesi di aperte discussioni e sperimentazioni di codici, decidemmo che il progetto doveva prendere la forma di una soluzione commerciale. Ora avevamo bisogno di un <i>project manager<\/i>.<\/p>\n<p>\u201cVi ricordate di Nikolay Grebennikov, quello dell\u2019ufficio accanto? Legge molto, \u00e8 giovane e nuovo nell\u2019azienda. Andiamo a parlare con lui!\u201d racconta Andrey Doukhvalov, ricordandosi di una conversazione tenuta con De-Monderik. Andrey Sobko, <i>driver software engineer<\/i>, si sarebbe presto \u201cunito alla festa\u201d.<\/p>\n<h2>Cos\u2019 \u00e8 \u201cPraga\u201d<\/h2>\n<p>Questa parte susciter\u00e0 soprattutto l\u2019interesse dei <i>software engineer<\/i>. Il resto dei lettori, se vuole, la pu\u00f2 saltare.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131426\/Doc-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131426\/Doc-1.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15333\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131426\/Doc-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131426\/Doc-2.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15334\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131426\/Doc-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131426\/Doc-3.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15336\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131426\/Doc-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131426\/Doc-4.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15335\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131425\/Doc-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131425\/Doc-5.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15331\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131425\/Doc-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131425\/Doc-6.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15332\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131425\/Doc-7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131425\/Doc-7.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15337\"><\/a><\/p>\n<p>All\u2019inizio degli anni novanta, quando l\u2019industria antivirus stava emergendo, c\u2019erano virus che non era possibile individuare attraverso le normali signature. Per esempio, un virus polimorfo che per ogni infezione crittografava il suo codice in diverse forme, non era identificabile con l\u2019approccio delle signature (<i>signature approach<\/i>). Nella misura in cui i software si facevano pi\u00f9 complessi, in un mondo in cui Internet stava entrando sempre di pi\u00f9 nelle vite di tutte le persone e gli scrittori di malware, dal puro divertimento stavano iniziando a prestare i propri servigi al mercato criminale, anche i malware iniziavano a diventare sempre pi\u00f9 sofisticati e multiforme. Persino con un sistema che incorpori capacit\u00e0 aggiuntive all\u2019algoritmo di individuazione basato su signature (<i>signature-based detect algorithm<\/i>), come il caso dei prodotti Kaspersky Lab, gli sviluppatori si videro obbligati ad aggiornare costantemente ogni antivirus, non solo i database delle signature, alla ricerca di malware che utilizzassero nuove regole. Tutto questo rallentava il tempo di reazione dei nuovi virus e il successo di Kaspersky Lab arriv\u00f2 dopo essere stata la prima azienda a curare il terribile virus CIH\u00a0 (Chernobyl) dimostrando che ridurre il tempo di reazione contava davvero.<\/p>\n<p>Con questo in mente, nel 1998, Eugene Kaspersky sugger\u00ec ai colleghi che era giunto il momento di iniziare a lavorare su di un nuovo sistema anti-virus. Dove voleva arrivare?<\/p>\n<p>\u201cL\u2019azienda era a corto di denaro,\u201d afferm\u00f2 l\u2019attuale CEO \u201cdovevamo lasciare la citt\u00e0 e trovare un posto economico fuori\u00a0 Mosca dove poter lavorare con tranquillit\u00e0, lontano dal rumore e dal trambusto. Il posto doveva essere interamente disconnesso; non c\u2019era nemmeno la Wi-Fi\u00a0 all\u2019epoca. Il posto pi\u00f9 economico risult\u00f2 essere una capitale europea, Praga.\u201d<\/p>\n<p>Dopo un brainstorming sulla nuova versione del sistema dell\u2019antivirus, il team di Kaspersky Lab raggiunse la conclusione che un <i>object-oriented approach<\/i> (approccio \u201corientato all\u2019oggetto\u201d) era la migliore soluzione per il sistema. Con questo si intendeva che ogni file o oggetto analizzato doveva essere dissezionato in base alla sua struttura, e gli oggetti al suo interno dovevano essere individuati, analizzati e controllati. La gestione degli oggetti (<i>object management<\/i>), nella sua interezza, doveva essere eseguita in <i>run-time<\/i>.<\/p>\n<p>Tutti gli ambienti di oggetti esistenti venivano discussi e rifiutati perch\u00e9 inflessibili, lenti o divoravano la memoria. Nel corso della discussione, emerse quindi un\u2019idea: sviluppare un proprio ambiente che potesse includere capacit\u00e0 di gestione della memoria e altre procedure di servizio, che potesse dare all\u2019antivirus la capacit\u00e0 di esaminare e analizzare un potenziale codice malware in un modo veloce ed efficace.<\/p>\n<p>L\u2019idea complessiva era nata a Praga da De-Monderik e Andrey Krykov ed era supportata dalle prime righe di codice create da Doukhvalov e Kryukov.<\/p>\n<p>In seguito, per circa un anno, fu soprattutto Doukhvalov a continuare a lavorare su Praga \u2013 questa \u00e8 la ragione per cui era stato assunto, dopo tutto. Avendo un architetto esperto, Doukhvalov assicur\u00f2 che Praga sarebbe stato flessibile, scalabile e facile da utilizzare in un prodotto, senza nessuna limitazione a livello di architettura. Alla fine, l\u2019obiettivo era costruire una soluzione multipiattaforma.<\/p>\n<p>Era impegnativo eseguire il debug sulla gerarchia degli oggetti, ma un sistema a scambio di messaggi tra oggetti adeguato e un\u2019interfaccia di programmazione minimalista rese Praga un\u2019architettura integrata da usare <em>on-demand<\/em>, dove applicabile.<\/p>\n<p>\u201cEra pensata per un <i>c<\/i><i>omponent approach<\/i> (approccio di tipo componente)\u201d, afferma Doukhvalov orgoglioso. \u201cQuesto significa che un componente potrebbe essere aggiunto a un programma esistente. Il sistema era aperto, con l\u2019opportunit\u00e0 di aggiungere elementi e cambiare le regole di comportamento\u201d.<\/p>\n<p>Un\u2019architettura che si basa sul componente, compatta e che non consuma troppe risorse, era la base per applicare a KAV 6.0 una serie di nuove tecnologie. Erano facilmente implementabili. Inoltre, dopo che Praga venne leggermente modificato per fungere da base per l\u2019intero progetto \u2013 quindi non solo come <i>engine<\/i> per l\u2019antivirus \u2013 Pavel Mezhuev contribu\u00ec a rifinire la sua architettura:<\/p>\n<p>\u201cImplementammo una soluzione di architettura, utilizzando un modello di business logic separato e un\u2019interfaccia. Inoltre, Doukhvalov and Mezhuev crearono un task manager in grado di controllare ogni singolo processo all\u2019interno del prodotto e il processo di reciprocit\u00e0 era molto semplice\u201d constata Nikolay Grebennikov, project manager di KAV 6.0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131259\/team-11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131259\/team-11.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15316\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131259\/Team-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131259\/Team-21.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15317\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131259\/team-31.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131259\/team-31.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15314\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131259\/team-41.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131259\/team-41.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15319\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131259\/team-51.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131259\/team-51.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15313\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131258\/team-61.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131258\/team-61.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15312\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131259\/team-71.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131259\/team-71.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15315\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131258\/team-81.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131258\/team-81.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15318\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131259\/team-91.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131259\/team-91.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15320\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131258\/team-101.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131258\/team-101.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15311\"><\/a><\/p>\n<h3><strong>Il principio di \u201cSei\u201d<\/strong><\/h3>\n<p>Considerando il trial e la fase di sviluppo iniziale, entrambi gestiti da un gruppo di persone ridotto, divenne immediatamente chiaro che i mostruosi approcci di sviluppo del nuovo progetto non avrebbero funzionato con il team. Di conseguenza, venne implementato un approccio simile a SCRUM: gli sviluppatori si sarebbero seduti in un <i>open space<\/i>, interagendo simultaneamente tra di loro, cos\u00ec da poter rispondere prontamente a tutti gli aspetti del processo di sviluppo. Questo fu il modo in cu il <i>dev team<\/i> di \u201cSei\u201d inizi\u00f2 a ingranare.<\/p>\n<p><b>Una piccola parentesi: SCRUM<\/b><\/p>\n<p>SCRUM \u00e8 un metodo di <i>project management<\/i> per la creazione di ambienti con metodologia agile (per \u201cmetodologia agile\u201d si intende un particolare metodo per lo sviluppo del software). SCRUM si basa sul principio che il cliente (l\u2019utente) non sappia necessariamente di cosa ha bisogno. Ci\u00f2 significa che il processo di sviluppo \u00e8 caratterizzato dalla presenza di numerosi cicli sequenziali: costruzione \u2013 dimostrazione \u2013 analisi del feedback \u2013 aggiornamento della versione.<\/p>\n<p>Tuttavia, noi ristrutturammo completamente la distribuzione dei ruoli del metodo SCRUM. Eugene Kaspersky defin\u00ec 6 ruoli:<\/p>\n<p><b>Architetto<\/b><\/p>\n<p>Si tratta di una persona, attivamente coinvolta nel processo di creazione dei codici, che sa quello che deve costruire e come.<\/p>\n<p><b>Technical designer<\/b><i><\/i><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 nessuna definizione illuminante per questo ruolo; tra i compiti del <i>technical designer<\/i> vi \u00e8 assicurarsi che le soluzioni prendano vita e, forse l\u2019aspetto pi\u00f9 importante, sapere come NON si devono fare le cose.<\/p>\n<p><b>Inventore<\/b><\/p>\n<p>L\u2019inventore applica soluzioni non convenzionali alla risoluzione dei problemi. Nel caso di \u201cSei\u201d, i problemi erano moltissimi. La soluzione doveva offrire il pi\u00f9 alto livello di protezione e consumare il minimo della risorse del computer.<\/p>\n<p><b>Project Manager\u00a0<i> <\/i><\/b><i><\/i><\/p>\n<p>Il ruolo del <i>project manager<\/i>, in relazione al metodo SCRUM, non ha bisogno di grandi spiegazioni. Controlla le risorse umane e le scadenze, ma non \u00e8 un leader diretto. Non comanda i programmatori su quello che si deve fare, ma li motiva a condurre loro stessi il lavoro.<\/p>\n<p>\u201cIl team era piccolo; all\u2019inizio non avevamo nemmeno un responsabile\u201d afferma Doukhvalov. \u201cIl manager pianificava, organizzava e si occupava del <i>reporting<\/i>, ma le decisioni si prendevano in modo collettivo.\u201d<\/p>\n<p><b>Marketing manager<\/b><i><\/i><\/p>\n<p>Il prodotto viene creato per i clienti, non per il team di sviluppatori. \u00c8 fondamentale farsi un\u2019idea delle aspettative degli utenti, del loro giudizio sul prodotto e del modo in cui lo useranno. Mentre i principi operativi vengono definiti da coloro che comprendono la natura dell\u2019anti-virus, per quanto riguarda alcuni aspetti minori, come le impostazioni, i messaggi o l\u2019UI (l\u2019interfaccia utente) \u00e8 bene prendere in considerazione le opinioni degli utenti.<\/p>\n<p><b>Psicologo<\/b><\/p>\n<p>Lavorare sotto pressione, dormire poco, conflitti di gruppo, instabilit\u00e0: qualcuno deve assicurarsi che l\u2019ambiente di lavoro sia amichevole e produttivo. Questo ruolo venne assegnato allo stesso Eugene Kaspersky a cui spettava il compito di aiutare i suoi collaboratori, a gestire le risorse del team e a proteggerlo dalle influenze esterne.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un altro ruolo che \u00e8 di vitale importanza per i progetti SCRUM: \u00e8 lo \u201cscriba\u201d, colui che prende appunti sul processo. Tuttavia questa posizione non era occupata da nessuno, e ci\u00f2 costitu\u00ec un problema.<\/p>\n<p>\u201cDavvero, non sappiamo perch\u00e9 abbiamo preso questa decisione solo un anno fa\u201d afferma Kaspersky.<\/p>\n<p>In base a questo principio, il numero dei ruoli non corrispondevano al numero dei membri del team. Un ruolo poteva essere diviso tra diverse persone, mentre un singolo membro poteva realizzare diversi ruoli.<\/p>\n<p>\u201cAnche se eravamo organizzati formalmente ognuno con i propri ruoli, in realt\u00e0 eravamo un unico team; per questo talvolta non si poteva tracciare un contorno netto tra i ruoli: in particolare, durante il brainstorming, le persone assumevano ruoli diversi\u201d, confessa Nikolay Grebennikov. \u201cAd esempio, una persona stava programmando, ma al tempo stesso esprimeva il suo punto di vista rispetto al design \u2013\u00a0 e\u00a0 il suo parere veniva preso in grande considerazione. Io, per esempio, come <i>project manager<\/i>, partecipavo anche alla discussione;\u00a0 fu questo approccio a contribuire al nostro successo. Ci preoccupammo per ogni singolo elemento dei nostri progetti.\u201d<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><!--[if gte mso 9]&gt;--><\/p>\n<p><!--[if gte mso 10]&gt;--><\/p>\n<p>Secondo De-Monderik, i programmatori erano altamente intercambiabili: \u201cIl 50% delle abilit\u00e0 di ogni membro del team si sovrapponeva a quelle di qualcun\u2019altro. Mike era in grado di programmare driver se Sobko non era presente, gli specialisti dell\u2019interfaccia utente potevano gestire compiti relazionati con l\u2019<i>engine<\/i> e vice versa. Io potevo occuparmi del design al posto di Max Yudanov, e anche Kolya Grebennikov poteva farlo\u201d.<\/p>\n<p>Nel modello SCRUM, ogni ruolo \u00e8 fondamentale in relazione a ogni specifica fase del progetto. Durante la fase iniziale, l\u2019architettura \u00e8 la figura centrale. L\u2019inventore entra in azione durante la fase centrale del processo di sviluppo, quando vengono create e sviluppate le funzionalit\u00e0. Durante l\u2019ultima fase, la figura chiave \u00e8 il manager, dato che il progetto ora ha un sacco di risorse che richiedono un\u2019ottima gestione per aiutare il team a raggiungere la deadline.<\/p>\n<p><b>Alla ricerca della perfezione<\/b><\/p>\n<p>Dato l\u2019approccio \u201cSCRUM-iesco\u201d e la complessiva \u201cambiziosit\u00e0\u201d del progetto, la versione \u201cSei\u201d non aveva nessuna lista fissa di requisiti. Secondo i requisiti standard, il prodotto doveva contenere le seguenti funzionalit\u00e0:<\/p>\n<ul>\n<li>Supporto completo contro le minacce alla sicurezza;<\/li>\n<li>Uso ottimizzato delle risorse del PC;<\/li>\n<li>Infrastruttura basata sul componente per una migliore scalabilit\u00e0;<\/li>\n<li>Capacit\u00e0 di adattarsi con facilit\u00e0 alle diverse piattaforme.<\/li>\n<\/ul>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05232725\/feb2005-kasper-ideas-9500-768x1024.jpg\" width=\"768\" height=\"1024\"><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05232724\/feb2005-kasper-ideas-9504-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p>Con questi meta-requisiti, i corrispondenti requisiti tecnici del prodotto vennero sottoposti ad una serie di cambiamenti. Di conseguenza, la release veniva continuamente rimandata, ma il team fu in grado di sviluppare una soluzione rivoluzionaria con un paio d\u2019anni di anticipo rispetto alle richieste generali del mercato, superiore anche alla versione precedente in termini di velocit\u00e0.<\/p>\n<p>In seguito al lancio di Kaspersky Anti-Virus 6.0, Maxim Yudanov, responsabile del disegno dell\u2019interfaccia grafica, ci racconta: \u201cuno degli elementi che hanno fatto in modo che il progetto si distinguesse fu l\u2019assenza di una lista di requisiti fissi, incisa nella pietra. Abbiamo creato prototipi, discusso del prodotto, aggiornato la lista dei requisiti tecnici e delle funzionalit\u00e0, annotato i punti e le questioni pi\u00f9 importanti sui post-in gialli e li abbiamo appiccicati sui monitor; qualche volta abbiamo dimenticato qualcosa, altre volte ci siamo ricordati e in linea di massima abbiamo sempre chiesto aiuto degli utenti (con questo intendo la <i>beta test community<\/i>). Sono sicuro che il prodotto finale non sarebbe stato quello che vediamo oggi se avessimo basato il nostro lavoro sulla tradizionale lista dei requisiti. In tal caso, avremmo finito col creare un prodotto diverso e sono sicuro che la qualit\u00e0 del prodotto sarebbe stato di gran lunga inferiore a quello che abbiamo creato\u201d.<\/p>\n<h2><strong>Extreme programming<\/strong><\/h2>\n<p>Oggi questo approccio non \u00e8 una novit\u00e0. Ma 10 anni fa, applicare questo metodo a progetti di grandi dimensioni era piuttosto rivoluzionario e non convenzionale. La grande differenza tra il cos\u00ec detto <i>extreme programming<\/i> (il termine allora era ampiamente usato, ora tali metodi vengono raccolti nella categoria <i>agile software development<\/i>, con cui si intende, come sottolineavamo in precendenza, la metodologia agile per lo sviluppo del software) e il burocratico <i><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Capability_Maturity_Model\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">CMM-coding approach<\/a><\/i><i> <\/i>(ora praticamente estinto) sta nell\u2019assenza della lista di requisiti tradizionale, una sorta di Bibbia che, una volta approvata come unica base del progetto, rimaneva cos\u00ec per gli anni a venire. L\u2019approccio CMM potrebbe essere un buon metodo per i progetti di sviluppo esterni, ma per progetti commerciali \u00e8 inutile.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05232724\/dec2004-beta-plans-e1396021731851-768x1024.jpg\" width=\"768\" height=\"1024\"><\/p>\n<p>Nikolay Grebennikov, ora CTO di Kaspersky Lab, \u00e8 d\u2019accordo sul fatto che: \u201cSe avessimo dovuto stabilire una serie di caratteristiche fisse che non si potevano cambiare, non avremmo saputo di cosa gli utenti avevano bisogno e non avremmo ricevuto il loro supporto. La prima versone del build non era usabile e aveva un sacco di problemi. Per riparare i problemi, abbiamo speso un sacco di tempo, trascorse un anno e mezzo tra la versione alpha e la release tecnica. Nel mondo di oggi, \u00e8 un lusso che non si pu\u00f2 avere, ma a quel tempo, fu un\u2019esperienza molto utile.\u201d<\/p>\n<div style=\"text-align: center\">\n<dl id=\"\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05232723\/project-stages.png\" width=\"428\" height=\"381\"><\/dt>\n<dd><em>L\u2019agenda di sviluppo (in russo)<\/em><\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p>Eugene Kaspersky \u00e8 piuttosto fermo su questo punto: \u201cQuando stai sviluppando progetti innovativi, preparati a non rispettare mai le deadline\u201d.<\/p>\n<h2>Vita e lavoro<\/h2>\n<p>I membri principali del <i>dev team<\/i> di KAV 6.0 spesso si abbandonano ai ricordi del passato con nostalgia. Dormivano poco, passavano poco tempo con la propria famiglia, non avevano molti weekend liberi ed erano sottoposti a un grande stress. Ma venivano ricompensati dal vedere il prorio lavoro avanzare e dalla qualit\u00e0 dei risultati.<\/p>\n<p>Una delle email che Nikolay Grebennikov scrisse durante il periodo in cui il progetto era in corso,\u00a0 ne offriva una descrizione quasi poetica:<\/p>\n<p>\u201cAd un certo punto, gi\u00e0 non era pi\u00f9 un semplice progetto. Era come essere dentro un videogioco potente e terribile, di quelli che ti assorbono, che si vivono dall\u2019inizio alla fine. Mentre vai al lavoro, in metro, inizi a pensare alle vittorie e alle sconfitte dell\u2019ultimo salvataggio del gioco; poi arrivi al lavoro e inizi a pensare a come giocare e raggiungere il livello successivo. Dopo aver messo tuo figlio a letto, entri nuovamente nel gioco dove sei capace di realizzare tutte le cose che hai immaginato, e tutto \u00e8 possibile\u201d.<\/p>\n<p>\u201cErano tempi memorabili\u201d, ricorda il CEO di Kaspersky Lab. \u201cGli occhi ci brillavano per l\u2019entusiasmo, post-it ovunque e un intero team insonne. Un potpourri di idee e azioni\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05232721\/2004-papers-coffee-headphone-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p>Quando il team si ingrand\u00ec, lo spririto del gruppo venne trasmesso ai nuovi arrivati, come ricorda De-Monderik:<\/p>\n<p>\u201cPer fare in modo che il team lavorasse bene, contavamo sulll\u2019abilit\u00e0 di coloro che ne rappresentavano il \u2018nucleo principale\u2019 di diffondere entusiamo. Il \u2018cuore del team\u2019 maturava le idee generali, si occupava della sfida centrale: creare la migliore soluzione mai vista. Si trattava dell\u2019obiettivo principale: Kolya [Grebennikov], Pavel Mezhuev, Doukhvalov, io, Mike Pavlyuschik\u2026 eravamo in grado di trasmettere l\u2019entusiasmo ad altri memebri del team. Quando tutti attorno a te lavorano duro, e tu ti trovi nella stessa stanza, quando vedi come tutto questo avviene, cerchi inconsapevolmente di fare lo stesso\u201d.<\/p>\n<p>La gestione del progetto era piuttosto informale ma diede i suoi frutti.<\/p>\n<p>\u201cSe non ricordo male, all\u2019inizio della giornata avevamo sempre un meeting in cui facevamo il punto della situazione\u201d, afferma De-Monderik. \u201cNella mattinata quando il gruppo si riuniva nella stanza, Kolya era solito dare un discorso \u2018ricapitolativo\u2019: abbiamo tot risorse, oggi facciamo tot cose; era molto bravo in questo. Avevamo un\u2019enorme lavagna bianca dove scrivere e rappresentare le nostre scoperte. Dato che non eravamo un team numeroso, era tutto ci\u00f2 di cui avevamo bisogno\u201d.<\/p>\n<p>Grebennikov riconosce che tra le cose che possiamo ricavare da questa esperienza vi \u00e8 il fatto che il meeting sul punto della situazione come metodo formale di organizzazione del progetto non \u00e8 l\u2019aspetto principale. Si deve riunire il team solo se il meeting porta benefici ricavabili dal progetto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131227\/beta-11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131227\/beta-11.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15309\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131227\/beta-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131227\/beta-21.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15308\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131227\/beta-31.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131227\/beta-31.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15310\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131227\/beta-41.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131227\/beta-41.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15305\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131227\/beta-51.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131227\/beta-51.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15306\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131227\/beta-61.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131227\/beta-61.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15307\"><\/a><\/p>\n<h3><strong>Ampliando la ricerca<br>\n<\/strong><\/h3>\n<p>Dato che il progetto si evolveva nel tempo, da settembre 2003 a marzo 2006, il team cresceva e il giorno della release il gruppo si componeva di circa 30 persone. Con maggiori requisiti e la transizione allo stage Alpha, il team allora includeva Maxim Yudanov (designer), Pavel Nechayev, Denis Guschin, Eugene Roschin e Andrey Gerasimov (software engineer). Essi apportarono una serie di caratteristiche innovative, tra cui un\u2019interfaccia utente basata su skin e un firewall build-in. Il gruppo inoltre includeva esperti di installazione e supervisori beta test. Una delle fasi definitive per cui siamo passati per modificare e rifinire KAV 6.0, fu la creazione di un nuovo approccio; fu il <i>dev team<\/i> di \u201cSei\u201d a inventarlo: un beta-test basato sul forum.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-11.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15329\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-21.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15323\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-31.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-31.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15327\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-41.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-41.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15326\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-51.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-51.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15324\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-61.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-61.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15322\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-71.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-71.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15330\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-81.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-81.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15328\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-91.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-91.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15325\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-101.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131327\/about-101.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15321\"><\/a><\/p>\n<h2>Forum<\/h2>\n<p>Tutti i stakeholder ammisero colletivamente che era grazie al <i><a href=\"http:\/\/forum.kasperskyclub.ru\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">forum tester<\/a><\/i> se Kaspersky Anti-Virus 6.0 risult\u00f2 essere cos\u00ec ben disegnato e attentamente testato. Il <i>testing beta<\/i> (che divenne una pratica comune in Kaspersky Lab) era allora una grande novit\u00e0, non senza rischi: le aziende concorrenti avrebbero potuto cogliere l\u2019occasione per conoscere le caratteristiche del prodotto prima della release.<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo presto la questione molto seriamente, dato che un test beta espone il codice beta agli hacker e alla concorrenza\u201d, afferma Grebennikov. \u201cE cos\u00ec le persone iniziarono a dire la loro. Gli avversari diedero la loro opinione e i loro argomenti di base sono elencati qui sopra. Anche i sostenitori hanno presentato una solida prova del loro punto di vista. Le nostre risorse erano limitate, disponevamo di soli 2 tester mentre il resto dei tester erano destinarti al trial V 5.0. Il nostro prodotto era stato creato da zero e avevamo bisogno di un grande gruppo per eseguire i test. Per la prima volta, abbiamo impiegato l\u2019approccio <i>build update approach<\/i>, inizialmente settimanalmente, poi a livello giornaliero. Testare i build sul forum ci permetteva di offrire la massima qualit\u00e0 di testing senza coinvolgere troppe risorse interne\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131603\/interface-11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131603\/interface-11.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15340\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131603\/interface-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131603\/interface-21.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15339\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131603\/interface-31.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131603\/interface-31.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15338\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131603\/interface-41.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131603\/interface-41.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15341\"><\/a><\/p>\n<p>Tutti gli sviluppatori erano attivamente coinvolti sui forum nelle discussioni con i tester.<\/p>\n<p>\u201cDurante il testing sui forum, l\u2019\u00e8quipe di tester includeva diverse centinaia di utenti, con circa 500 persone in qualit\u00e0 di audience attiva\u201d, aggiunge Nikolay Grebennikov. Ogni notte, Nikolay era solito passare molte ore sul forum, talvolta addormentandosi al computer. Un nuovo build veniva provato con avidit\u00e0 e eseguito ogni sera, senza alcun costo per l\u2019azienda.+<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131146\/testers-11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131146\/testers-11.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15298\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131145\/testers-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131145\/testers-21.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15299\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131145\/testers-31.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131145\/testers-31.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15300\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131145\/testers-41.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131145\/testers-41.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15301\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131145\/testers-51.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131145\/testers-51.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15297\"><\/a><\/p>\n<p>I partecipanti al forum condividevano sia le informazioni sui bug, che suggerimento su come creare un prodotto migliore. Veniva prea\u00a0 in considerazione una significante parte del feedback collettivo, contribuendo al\u00a0 valore di KAV 6.0. Inoltre, i suggerimenti non venivano raccolti solo online. Eugene Kaspersky ricorda che gli sviluppatori scendevano spesso a fare una camminata fuori dall\u2019ufficio e nel test della versione beta coinvolgevano chiunque, parlavano con tutti, dal <i>sale manager<\/i> al personale del supporto tecnico. Per esempio, alcuni dipendenti dell\u2019assistenza tecnica, consigliarono di creare una funzionalit\u00e0 per cambiare la lingua del prodotto all\u2019inglese e tale richiesta venne ascoltata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05232719\/nov2005-tester-workplace-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\"><\/p>\n<p>I miglioramenti provenienti dalle discussioni del forum avevano un prezzo, che si poteva tradurre nel non riuscire a rispettare i tempi di consegna.<\/p>\n<p>\u201cIn base al feedback proveniente dagli utenti del forum, creammo una lunga lista di cose da migliorare, ma improvvisamente mi resi conto che non potevamo aggiungere nulla a quanto avevamo gi\u00e0 fatto, sebbene la proposizione era convincente. Ci trovavamo sotto il dictamen di una ferrea deadline, volevamo lanciare la release entro il secondo quadrimestre del 2006. Ci riuscimmo, ma all\u2019ultimo minuto: alle 6.30 p.m. del 31 marzo\u201d, evidenzia drammaticamente Nikolay Grebennikov.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131124\/box-11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131124\/box-11.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15296\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131124\/box-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131124\/box-21.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15294\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131123\/box-31.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131123\/box-31.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15295\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131123\/box-41.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131123\/box-41.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15293\"><\/a><\/p>\n<h2>Il lancio<\/h2>\n<h3>Il successo<\/h3>\n<div class=\"pullquote\">\u201cSymantec rivette un duro colpo quando molte riviste americane del settore etichettarono il nostro prodotto come \u2018Golden-star product\u2019. Ricevemmo le migliori valutazioni, ovunque\u201d, ricorda con piacere Eugene Kaspersky.<\/div>\n<p>Morale della favola: il nostro \u201callora\u201d non troppo grande team svilupp\u00f2 un prodotto con un fenomenale <i>installer<\/i> compatto, un\u2019interfaccia utente basata su skin intercambiabili, dal basso impatto sulla performance del PC e, cosa ancora pi\u00f9 importante, un prodotto che includeva caratteristiche innovative e potenti, tra cui funzionalit\u00e0 di protezione proattive per bloccare applicazioni sospette sulla base del loro comportamento.<\/p>\n<p>\u201cSymantec rivette un duro colpo quando molte riviste americane del settore etichettarono il nostro prodotto come \u2018<i>Golden-star product\u2019<\/i>. Ricevemmo le migliori valutazioni, ovunque\u201d, ricorda con piacere Eugene Kaspersky.<\/p>\n<p>Grazie ai rapporti con i partner stabiliti in Europa, USA e Cina, il prodotto raggiunse la \u201ccatena di montaggio\u201d e ricevette le migliori valutazione negli store online.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131204\/sales-11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131204\/sales-11.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"1000\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15302\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131205\/Sales-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131205\/Sales-21.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"1000\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15304\"><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131204\/sales-31.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05131204\/sales-31.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"1000\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15303\"><\/a><\/p>\n<p>Il successo di \u201cSei\u201d era dovuto all\u2019architettura attentamente selezionata che permetteva l\u2019implementazione di innovazioni tecniche e offriva un\u2019alta performance, cos\u00ec come un approccio di sviluppo che si adattasse a un team ristretto ma entusiasta. Questi sono stati i nostri punti forti, ci\u00f2 che ha contribuito a portare Kaspersky Anti-virus 6.0 sul mercato (per trasformare un progetto in un autentico successo, sia le architetture che le tecniche di sviluppo devono essere ben allineate per adattarsi al <i>dev team<\/i> e alla scala del lavoro).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05232719\/devteam-2-1024x680.jpg\" width=\"1024\" height=\"680\"><\/p>\n<h2><b>Sei ruoli e una macchina del caff\u00e9<\/b><\/h2>\n<p>\u201cAll\u2019interno della strategia SCRUM c\u2019\u00e8 una regola interessante, che ora applico ad altre sfere della mia vita\u201d, afferma il CEO di Kaspersky Lab. \u201cSe qualcosa s\u2019interpone nel processo di sviluppo, dovrebbe essere eliminato immediatamente. Punto. Non importa cosa sia. Questo significa, inoltre, che se uno sviluppatore ha bisogno di qualcosa, bisogna dargliela subito\u201d.<\/p>\n<p>Il primo giorno in cui part\u00ec il progetto chiesi: Di cosa avete bisogno in primis? \u2018Una macchina del caff\u00e8\u2019, rispose Petrovich. La mattina seguente il team aveva a disposizione una costosa e nuovissima macchina del caff\u00e9. E tutto il progetto ha iniziato a filare!\u201d.<\/p>\n<div>\n<dl id=\"\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/03\/05232718\/coffeemaker.jpg\" width=\"774\" height=\"759\"><\/dt>\n<dd>\n<p style=\"text-align: center\">Il totem del progetto, la prima macchina del caff\u00e9 a mettere piede nei nostri uffici, ora non \u00e8 pi\u00f9 operativa e si trova nell\u2019ufficio di Andrey Petrovich Doukhvalov, insieme ad altri reperti e in tutta la sua gloria.<\/p>\n<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno delle pi\u00f9 importanti pietre miliari che hanno contribuito a far diventare Kaspersky Lab uno dei principali rappresentanti dell\u2019industria della sicurezza informatica \u00e8 stata la release dell&#8217; \u201callora\u201d rivoluzionaria versione di Kaspersky Anti-Virus 6.0. Ufficialmente lanciato nel 2006, il prodotto ha riscosso un grande successo nel mercato internazionale degli antivirus. Ripercorriamo insieme le tappe che hanno portato alla sua creazione.<\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":3261,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[701,984],"class_list":{"0":"post-3224","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-products","8":"tag-kaspersky-anti-virus","9":"tag-kav-6-0"},"hreflang":[{"hreflang":"it","url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/kaspersky-anti-virus-6\/3224\/"}],"acf":[],"banners":"","maintag":{"url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tag\/kaspersky-anti-virus\/","name":"Kaspersky Anti-Virus"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3224","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3224"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3224\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20396,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3224\/revisions\/20396"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3261"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3224"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3224"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3224"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}