{"id":30970,"date":"2026-09-02T13:45:39","date_gmt":"2026-09-02T11:45:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/?p=30970"},"modified":"2026-09-02T13:45:39","modified_gmt":"2026-09-02T11:45:39","slug":"teaching-kids-to-use-ai-in-school","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/teaching-kids-to-use-ai-in-school\/30970\/","title":{"rendered":"L&#8217;AI torna a scuola: come aiutare i bambini a usarla in sicurezza"},"content":{"rendered":"<p>Secondo uno studio YouGov condotto per Kaspersky, l\u201987% dei ragazzi intervistati tra i 10 e i 16 anni in Italia utilizza strumenti di intelligenza artificiale. Vediamo per cosa li usano gli studenti, perch\u00e9 saper scrivere un buon prompt non basta e cosa dovrebbero imparare prima dell\u2019inizio del nuovo anno scolastico.<\/p>\n<h2>Per cosa usano l\u2019AI gli studenti?<\/h2>\n<p>Secondo lo studio, solo il 13% degli studenti intervistati non utilizza affatto strumenti di intelligenza artificiale. Tutti gli altri li usano per un\u2019ampia variet\u00e0 di attivit\u00e0:<\/p>\n<ul>\n<li>57% \u2014 per cercare informazioni;<\/li>\n<li>46% \u2014 per studiare e fare i compiti;<\/li>\n<li>38% \u2014 per creare immagini, video e altri contenuti;<\/li>\n<li>30% \u2014 per scrivere testi e messaggi;<\/li>\n<li>22% \u2014 per giochi e intrattenimento;<\/li>\n<li>18% \u2014 per chiedere consigli su questioni personali.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Quanto ci si pu\u00f2 fidare delle risposte dell\u2019AI?<\/h2>\n<p>L\u201981% degli studenti intervistati afferma di fidarsi delle risposte fornite dagli strumenti di intelligenza artificiale. Fidarsi della tecnologia non \u00e8 necessariamente un problema di per s\u00e9. Un modello di AI pu\u00f2 spiegare rapidamente un argomento difficile, suggerire la struttura di un testo o indicare una direzione utile per ulteriori ricerche. Tuttavia, i modelli linguistici non verificano ogni affermazione prima di mostrarla all\u2019utente e possono anche apprendere da informazioni poco affidabili.<\/p>\n<p>A volte questo porta a risultati piuttosto comici. Per esempio, nel maggio 2025 un quotidiano <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/esteri\/2025\/05\/22\/news\/chicago_sun-times-19261843\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">ha pubblicato<\/a> una lista di letture estive composta da\u2026 libri che non esistevano. L\u2019AI aveva inventato da zero titoli e descrizioni attribuendoli ad autori reali. Ancora pi\u00f9 preoccupante \u00e8 il fatto che Internet sia ormai pieno di libri, \u201cmemorie\u201d e persino articoli \u201cscientifici\u201d che esistono davvero e vengono presentati come opere autentiche, ma che <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/ai-slop-books-on-amazon\/30929\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">in realt\u00e0 sono stati scritti interamente dall\u2019AI<\/a>.<\/p>\n<p>Purtroppo, neppure le scuole sono immuni da questa tendenza e, in alcuni casi, fanno eccessivo affidamento sui contenuti generati dall\u2019AI. Nell\u2019agosto 2026, una scuola media statunitense <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/canale_tecnologia\/notizie\/future_tech\/2026\/08\/23\/scuola-usa-diffonde-una-mappa-errata-degli-stati-uniti-e-stata_fac535fe-9eb1-4563-9872-77201268928c.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">ha distribuito<\/a> un\u2019agenda contenente una mappa degli Stati Uniti generata dall\u2019AI con i nomi di diversi Stati scritti in modo errato, insieme ad altre illustrazioni didattiche imprecise. Gli errori erano evidenti, eppure erano comunque finiti in materiale destinato agli studenti.<\/p>\n<p>Lo studio ha rilevato che <strong>solo il 36% degli studenti intervistati confronta regolarmente le risposte dell\u2019AI con altre fonti<\/strong>, mentre il 23% verifica raramente le informazioni o non le controlla affatto. Anche se il costo di un errore in un compito scolastico pu\u00f2 essere relativamente basso, i ragazzi devono capire che le risposte dei modelli linguistici non sono sempre affidabili. \u00c8 importante insegnare loro a trovare fonti primarie attendibili e a verificare le informazioni in modo indipendente.<\/p>\n<h2>Gli studenti sanno riconoscere i contenuti generati dall\u2019AI?<\/h2>\n<p>Il 66% degli intervistati ritiene di essere in grado di capire se un testo, un\u2019immagine o un altro contenuto \u00e8 stato creato dall\u2019AI. Allo stesso tempo, quasi uno su tre ammette di avere difficolt\u00e0 a farlo.<\/p>\n<p>Tuttavia, cercare di indovinare chi abbia creato una determinata immagine o scritto un certo testo sta diventando un metodo sempre meno affidabile per valutare le informazioni. \u00c8 pi\u00f9 utile insegnare ai ragazzi a porsi domande diverse:<\/p>\n<ul>\n<li>Chi ha pubblicato queste informazioni?<\/li>\n<li>Esiste una fonte primaria?<\/li>\n<li>L\u2019affermazione pu\u00f2 essere confermata altrove?<\/li>\n<li>Quando \u00e8 stato pubblicato il materiale?<\/li>\n<li>Su cosa si basano le conclusioni dell\u2019autore?<\/li>\n<li>Il testo presenta fatti o fa leva soprattutto sulle emozioni?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tra l\u2019altro, gli stessi principi funzionano altrettanto bene per valutare qualsiasi altra informazione trovata online.<\/p>\n<h2>I rischi dell\u2019uso dell\u2019AI per i bambini<\/h2>\n<p>Spiegate a vostro figlio che qualsiasi informazione caricata su un servizio di intelligenza artificiale viene elaborata dall\u2019azienda che gestisce quel servizio. Purtroppo, nessuno pu\u00f2 garantire che questi dati non finiscano mai nelle mani sbagliate a causa di un bug o di una violazione dei dati. Insegnate a vostro figlio a non caricare mai su uno strumento di AI:<\/p>\n<ul>\n<li>nome e cognome, indirizzo di casa o numero di telefono;<\/li>\n<li>password o credenziali degli account;<\/li>\n<li>proprie fotografie;<\/li>\n<li>fotografie di documenti;<\/li>\n<li>dati dell\u2019account scolastico;<\/li>\n<li>informazioni mediche;<\/li>\n<li>corrispondenza privata;<\/li>\n<li>documenti o immagini contenenti dati personali di altre persone.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per assicurarvi che vostro figlio utilizzi l\u2019intelligenza artificiale in modo responsabile, consigliamo di installare [placeholder Safe Kids]. La nostra app aiuta a monitorare le attivit\u00e0 online, protegge da malware e phishing e permette anche di vedere dove si trova vostro figlio.<\/p>\n<h2>Come insegnare agli studenti a usare l\u2019AI in sicurezza<\/h2>\n<h3>Parlate con vostro figlio di come funziona l\u2019AI<\/h3>\n<p>La maggior parte dei chatbot pi\u00f9 diffusi, compresi quelli utilizzati dai bambini, si basa sui cosiddetti Large Language Model (LLM), addestrati a individuare schemi ricorrenti all\u2019interno di enormi quantit\u00e0 di testo e a prevedere quale parola o frammento di testo abbia maggiori probabilit\u00e0 di venire dopo. Lo stesso principio si applica quando rispondono alla domanda di un utente: invece di ragionare autonomamente sull\u2019argomento, il modello genera una risposta prevedendo la sequenza di parole e frasi pi\u00f9 probabile. Per questo motivo, nonostante i continui aggiornamenti e l\u2019addestramento aggiuntivo, i chatbot possono ancora fornire informazioni incomplete o errate. Solo due anni fa, per esempio, alcuni chatbot popolari basati sull\u2019AI <a href=\"https:\/\/iapertutti.it\/token-intelligenza-artificiale-come-funziona\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">affermavano<\/a> che la parola inglese \u201cstrawberry\u201d contenesse solo due lettere \u201cr\u201d anzich\u00e9 tre. Errori di questo tipo vengono comunemente definiti \u201callucinazioni\u201d dell\u2019AI.<\/p>\n<p>Per questo motivo, insegnare ai bambini a utilizzare l\u2019AI dovrebbe andare oltre il semplice mostrare loro come scrivere un buon prompt. Devono anche capire che persino una risposta convincente pu\u00f2 essere sbagliata e imparare a riconoscere e verificare questi errori. \u00c8 pi\u00f9 utile analizzare di tanto in tanto insieme delle vere risposte dell\u2019AI: capire dove il modello \u00e8 stato utile, dove ha commesso un errore e perch\u00e9, nonostante tutto, la sua formulazione poteva sembrare convincente.<\/p>\n<p>Per esempio, potete prendere una risposta di un chatbot e cercare insieme conferme indipendenti dalle sue affermazioni. Oppure potete confrontare diverse risposte alla stessa domanda e vedere in quali punti non coincidono. Esercizi di questo tipo aiutano gradualmente a sviluppare l\u2019abitudine di non considerare la prima risposta come una verit\u00e0 assoluta: una capacit\u00e0 utile non solo quando si lavora con l\u2019AI, ma ogni volta che i ragazzi cercano informazioni online.<\/p>\n<h3>Usate l\u2019AI per ottenere spiegazioni, non risposte gi\u00e0 pronte<\/h3>\n<p>Vietare completamente agli studenti di utilizzare strumenti di intelligenza artificiale probabilmente non avrebbe molto senso: per la maggior parte di loro, queste tecnologie fanno gi\u00e0 parte della vita quotidiana. \u00c8 meglio spiegare che l\u2019AI dovrebbe essere considerata un assistente o un tutor, non una fonte di risposte gi\u00e0 pronte. Invece di chiedere a un LLM di scrivere un tema da zero o risolvere un problema di matematica, i ragazzi possono chiedergli di aiutarli a comprendere meglio l\u2019argomento.<\/p>\n<p>Per esempio: \u201cSpiegami questo argomento in modo semplice e fammi tre esempi\u201d, \u201cFammi cinque domande su questo argomento per verificare quanto l\u2019ho capito\u201d oppure \u201cMostrami dove ho sbagliato, ma non darmi subito la risposta corretta\u201d.<\/p>\n<h3>Verificate le informazioni confrontandole con altre fonti<\/h3>\n<p>Se una risposta dell\u2019AI contiene un fatto, una data, una citazione o un dato numerico, chiedete la fonte e verificatela in modo indipendente.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, non bisogna fidarsi ciecamente neppure dei link forniti dal chatbot. I LLM possono inventare studi inesistenti, confondere autori e date o rimandare a pagine che non contengono le informazioni che sostengono di supportare. Meglio ancora, cercate autonomamente altre fonti invece di usare l\u2019AI come motore di ricerca, quindi confrontate le informazioni e scegliete la fonte pi\u00f9 affidabile.<\/p>\n<h3>Non condividete dati non necessari con i chatbot<\/h3>\n<p>I bambini devono anche capire che una conversazione con uno strumento di intelligenza artificiale non \u00e8 un diario privato. Non \u00e8 necessario condividere nome e cognome, indirizzo di casa, numero di telefono, dati dell\u2019account scolastico, fotografie di documenti o altre informazioni sensibili, a meno che non sia assolutamente indispensabile.<\/p>\n<p>Lo stesso vale per i dati di altre persone. Prima di caricare la foto di un compito, lo screenshot di una conversazione o un documento da far analizzare all\u2019AI, controllate che non contenga nomi di compagni di classe, numeri di telefono, indirizzi e-mail o altre informazioni personali.<\/p>\n<h3>Proteggete account e dispositivi<\/h3>\n<ul>\n<li><strong>Assicuratevi che vostro figlio capisca che l\u2019AI non \u00e8 il suo diario personale.<\/strong> Ditegli di non condividere con un chatbot il proprio nome, l\u2019indirizzo di casa, il numero della scuola o altre informazioni riservate.<\/li>\n<li><strong>Configurate le impostazioni sulla privacy del chatbot.<\/strong> Per prima cosa, \u00e8 consigliabile disattivare le funzioni di memoria e tutte le opzioni che consentono di utilizzare i vostri dati per \u201cmigliorare\u201d o addestrare il modello.<\/li>\n<li><strong>Aggiornate la password.<\/strong> La maggior parte dei chatbot richiede la creazione di un account. Per proteggere l\u2019account di vostro figlio da eventuali violazioni, impostate una password complessa e univoca, che non venga utilizzata altrove. Se la password di vostro figlio segue una formula come \u201ccognome da nubile della madre + anno di nascita\u201d o contiene persino la parola\u2026 \u201cSkibidi\u201d, abbiamo brutte notizie: <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/passwords-hacking-research-2026\/30665\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">password di questo tipo possono essere violate molto rapidamente<\/a>. Invece di inventare e memorizzare manualmente le password, \u00e8 meglio generarle e conservarle in un <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/password-manager?icid=it_kdailyplacehold_acq_ona_smm__onl_b2c_kasperskydaily_wpplaceholder____kpm___\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Password Manager crittografato<\/a>.<\/li>\n<li><strong>Attivate l\u2019autenticazione a due fattori.<\/strong> Si tratta di un ulteriore ostacolo per i criminali informatici che cercano di accedere all\u2019account di vostro figlio. Quando possibile, \u00e8 meglio utilizzare come secondo fattore i codici di accesso generati e aggiornati automaticamente da un <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/password-manager?icid=it_kdailyplacehold_acq_ona_smm__onl_b2c_kasperskydaily_wpplaceholder____kpm___\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">gestore di password<\/a>, anzich\u00e9 affidarsi a un numero di telefono.<\/li>\n<li><strong>Utilizzate una protezione anti-phishing.<\/strong> I siti falsi che si spacciano per servizi di AI legittimi non sono l\u2019unica minaccia: a volte anche i chatbot possono fornire agli utenti link a siti di phishing. [placeholder Premium] pu\u00f2 impedire l\u2019accesso a siti sospetti e contribuire a evitare che i criminali informatici rubino i dati e il denaro della vostra famiglia.<\/li>\n<li><strong>Scoprite cosa fa vostro figlio online.<\/strong> Oltre a un password manager e alla protezione contro malware e phishing, un abbonamento <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/premium?icid=it_bb2023-kdplacehd_acq_ona_smm__onl_b2c_kdaily_lnk_sm-team___kprem___\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Kaspersky Premium<\/a> include <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/safe-kids?icid=it_kdailyplacehold_acq_ona_smm__onl_b2c_kasperskydaily_wpplaceholder____ksk___\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Kaspersky Safe Kids<\/a>. Potete utilizzarlo per impostare il parental control, limitare i contenuti indesiderati e monitorare quanto tempo vostro figlio trascorre online.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Scoprite di pi\u00f9 sulla sicurezza online<\/h3>\n<p>Le buone abitudini digitali sono utili non solo quando i bambini utilizzano l\u2019AI, ma ogni volta che navigano online. Per aiutare bambini e famiglie a sviluppare abitudini di cybersicurezza pi\u00f9 solide, Kaspersky offre anche un <a href=\"https:\/\/academy.kaspersky.com\/course\/cyberhygiene-it?utm_campaign=gl_ch-it-safe-step_acq_ona_smm__onl_b2c_academy_lnk________da853d3365930ba4&amp;kaspr=e68s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>corso online di <\/strong><strong>Cyber Hygiene<\/strong><\/a><strong>,<\/strong> che copre le nozioni di base per muoversi in sicurezza nel mondo digitale. \u00c8 un modo semplice per imparare a proteggere dati personali, account, dispositivi e attivit\u00e0 online e trasformare i consigli di questo articolo in abitudini quotidiane.<\/p>\n<blockquote><p>Per saperne di pi\u00f9 su come proteggere i bambini online:<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/young-adults-cybersecurity\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Tenere i bambini al sicuro online: una guida pratica per i genitori<\/strong><\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/kids-first-gadget-checklist\/28199\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Scegli con saggezza, con la guida al primo dispositivo tecnologico di bambini e ragazzi<\/strong><\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/apple-new-child-safety-initiatives\/29618\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Le nuove iniziative di Apple per la sicurezza dei bambini sono efficaci?<\/strong><\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/modern-gamers-threats\/27658\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>La minaccia fantasma: come vengono attaccati i gamer in base all\u2019et\u00e0<\/strong><\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/safe-kids-2023-updated-features\/27736\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Come proteggere i bambini: nuove riflessioni rispetto a una questione nota<\/strong><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<input type=\"hidden\" class=\"category_for_banner\" value=\"premium-family\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019AI \u00e8 ormai parte della vita scolastica quotidiana in Italia: l\u201987% dei bambini italiani tra i 10 e i 16 anni utilizza strumenti di intelligenza artificiale. 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