{"id":27097,"date":"2022-07-21T13:29:22","date_gmt":"2022-07-21T11:29:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/?p=27097"},"modified":"2022-07-21T13:30:04","modified_gmt":"2022-07-21T11:30:04","slug":"odor-based-authentication","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/odor-based-authentication\/27097\/","title":{"rendered":"Semplicemente respira! Un&#8217;insolita autenticazione biometrica basata sugli odori"},"content":{"rendered":"<p>Un gruppo di ricercatori appartenenti a diverse universit\u00e0 giapponesi ha recentemente pubblicato <a href=\"https:\/\/pubs.rsc.org\/en\/content\/articlelanding\/2022\/CC\/D1CC06384G\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">un interessante studio<\/a> che parla di una forma completamente nuova di autenticazione biometrica: l\u2019analisi del respiro. L\u2019idea \u00e8 simile a quella dei test alcolemici a cui devono a volte sottoporsi gli automobilisti come me e voi, e a cui si sottopongono regolarmente gli autisti professionisti e le persone che svolgono professioni pericolose.<\/p>\n<p>Tuttavia, la somiglianza finisce qui. Il metodo analizzato nello studio in questione \u00e8 molto pi\u00f9 complicato. Prima di tutto, \u00e8 necessario identificare non uno, ma diversi composti chimici presenti nell\u2019alito. Inoltre, la procedura non deve solo stabilire la concentrazione di determinate sostanze, ma anche distinguere una persona dall\u2019altra in base alla sua \u201cimpronta chimica del respiro\u201d.<\/p>\n<h2>Ma\u2026 perch\u00e9?<\/h2>\n<p>L\u2019aspetto interessante dello studio realizzato da questi ricercatori universitari \u00e8 che non si sono posti nessun obiettivo pratico, cio\u00e8 lo fanno semplicemente perch\u00e9 volevano farlo.<\/p>\n<p>In generale, l\u2019analisi del respiro \u00e8 considerata un\u2019area di ricerca di punta: con l\u2019aiuto dell\u2019apprendimento automatico nel campo dell\u2019elaborazione dei dati, sono stati fatti notevoli passi avanti in questo settore, ad esempio, nella diagnosi delle malattie respiratorie. Quindi, se i sistemi di analisi e gli algoritmi di apprendimento sono gi\u00e0 disponibili, perch\u00e9 non studiare la possibilit\u00e0 di una autenticazione?<\/p>\n<h2>Come funziona l\u2019autenticazione basata sugli odori?<\/h2>\n<p>In una prima fase, viene raccolta l\u2019aria espirata dai soggetti in esame. In seguito, l\u2019aria viene fatta passare attraverso un analizzatore a 16 canali (i ricercatori hanno provato a raccogliere i dati attraverso un numero inferiore di sensori, ma questo ha ridotto immediatamente l\u2019efficacia del metodo).<\/p>\n<p>Ogni canale rileva in maniera separata un determinato composto chimico presente nell\u2019aria espirata analizzata. Il dispositivo di analisi registra non solo l\u2019intensit\u00e0 del segnale proveniente dai sensori, ma anche il modo in cui tale intensit\u00e0 cambia nel tempo.<\/p>\n<div id=\"attachment_27098\" style=\"width: 1606px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27098\" class=\"wp-image-27098 size-full\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2022\/07\/21132550\/odor-based-authentication-1.png\" alt=\"Ecco come funziona il sistema di autenticazione basato sull'alito in questa fase\" width=\"1596\" height=\"961\"><p id=\"caption-attachment-27098\" class=\"wp-caption-text\">Ecco come funziona il sistema di autenticazione basato sull\u2019alito in questa fase. <a href=\"https:\/\/pubs.rsc.org\/en\/content\/articlelanding\/2022\/CC\/D1CC06384G\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Fonte<\/a><\/p><\/div>\n<p>In questo processo, viene quindi raccolta una gran quantit\u00e0 di dati che vengono poi elaborati con l\u2019aiuto di un algoritmo di apprendimento automatico. Dopo essere stato addestrato grazie ai dati emersi dai test, l\u2019algoritmo \u00e8 in grado di identificare una persona in base al suo respiro in modo abbastanza preciso.<\/p>\n<h2>Quanto \u00e8 affidabile?<\/h2>\n<p>Gli scienziati giapponesi sono riusciti a identificare una persona in base al suo respiro con una precisione del 97%. Questo pu\u00f2 essere considerato un successo? Non ci sono dati sufficienti in questo studio per rispondere completamente a questa domanda.<\/p>\n<p>Possiamo comparare la performance complessiva con i dati di uno <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/306072438_Review_Paper_on_Applications_of_Principal_Component_Analysis_in_Multimodal_Biometrics_System\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">studio<\/a> del 2016 che, tra le altre cose, ha analizzato le caratteristiche della valutazione dei sistemi biometrici. A prima vista, il metodo basato sul respiro \u00e8 affidabile quanto i comuni scanner di impronte digitali, e supera addirittura le tecnologie di riconoscimento facciale anche se di poco.<\/p>\n<div id=\"attachment_27099\" style=\"width: 1672px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-27099\" class=\"wp-image-27099 size-full\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2022\/07\/21132646\/odor-based-authentication-2.png\" alt=\"Accuratezza delle varie tecnologie di autenticazione biometrica\" width=\"1662\" height=\"427\"><p id=\"caption-attachment-27099\" class=\"wp-caption-text\">Accuratezza delle varie tecnologie di autenticazione biometrica. <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/306072438_Review_Paper_on_Applications_of_Principal_Component_Analysis_in_Multimodal_Biometrics_System\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Fonte<\/a><\/p><\/div>\n<p>Tuttavia, come sottolineato nel citato studio del 2016, \u00e8 importante considerare il rapporto tra falsi negativi (mancato riconoscimento degli utenti registrati) e falsi positivi (autenticazione di utenti estranei). Ogni giorno si possono verificare casi di falsi negativi, ad esempio, quando i nostri smartphone non ci riconoscono, anche se non si tratta di un problema grave. I falsi positivi, invece, sono spiacevoli, quindi eliminarli \u00e8 una priorit\u00e0 assoluta. Detto questo, lo studio non fornisce informazioni sufficientemente dettagliate su come l\u2019autenticazione basata sugli odori si comporti al riguardo.<\/p>\n<p>Come curiosit\u00e0, i ricercatori del presente studio sul respiro hanno fatto riferimento anche a studi precedenti, compreso il loro, e hanno registrato i progressi compiuti, ad esempio, rispetto all\u2019analisi chimica del sudore umano. (S\u00ec, anche l\u2019autenticazione basata sul sudore \u00e8 stata oggetto di ricerca!).<\/p>\n<h2>Quanto \u00e8 pratico?<\/h2>\n<p>I ricercatori hanno utilizzato costose apparecchiature di laboratorio che non possono essere collegate a un portatile, a un telefono o a un\u2019automobile. Sebbene al giorno d\u2019oggi sia possibile dotare un\u2019auto di un dispositivo di blocco che impedisca mettere in moto la macchina in caso di rilevamento di alcol nell\u2019aria, la tecnologia necessaria per l\u2019autenticazione basata sul respiro \u00e8 molto pi\u00f9 sofisticata e costosa.<\/p>\n<p>Inoltre, leggendo lo studio pi\u00f9 in profondit\u00e0, ci si imbatte in altre questioni che fanno pensare che non tutti potrebbero essere in grado di sbloccare lo smartphone con il respiro. Infatti, come gi\u00e0 accennato, per aumentare la precisione, \u00e8 stato misurato anche il tempo in base al quale alcuni composti chimici svaniscono, cosa che ha richiesto ben 40 minuti!<\/p>\n<p>E questo non \u00e8 tutto: ai soggetti del test non \u00e8 stato permesso di mangiare durante le sei ore precedenti all\u2019esperimento. Gli autori fanno notare che l\u2019accuratezza dei risultati pu\u00f2 essere influenzata da una cena recente, oltre che dai composti presenti nel fiato che accompagnano una serie di malattie. Sembra che un leggero sentore di alcol o semplicemente un raffreddore possano alterare il test.<\/p>\n<p>In conclusione, per ora non sembra che questa tecnologia abbia una grande utilit\u00e0 pratica. Tuttavia, \u00e8 chiaro che si tratta di un\u2019area di ricerca interessante che potrebbe essere sviluppata ulteriormente in futuro, se non sotto forma di autenticazione \u201crespira in questo tubo\u201d, almeno, per esempio, nel campo medico per migliorare i sistemi di diagnosi.<\/p>\n<input type=\"hidden\" class=\"category_for_banner\" value=\"earth-2050\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi vi parliamo di un recente studio sull&#8217;autenticazione biometrica che utilizza l&#8217;analisi del respiro.<\/p>\n","protected":false},"author":665,"featured_media":27100,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2195],"tags":[1899,740,753],"class_list":{"0":"post-27097","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-technology","8":"tag-2fa","9":"tag-autenticazione","10":"tag-tecnologia"},"hreflang":[{"hreflang":"it","url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/odor-based-authentication\/27097\/"},{"hreflang":"en-in","url":"https:\/\/www.kaspersky.co.in\/blog\/odor-based-authentication\/24391\/"},{"hreflang":"en-ae","url":"https:\/\/me-en.kaspersky.com\/blog\/odor-based-authentication\/19857\/"},{"hreflang":"en-us","url":"https:\/\/usa.kaspersky.com\/blog\/odor-based-authentication\/26781\/"},{"hreflang":"en-gb","url":"https:\/\/www.kaspersky.co.uk\/blog\/odor-based-authentication\/24690\/"},{"hreflang":"es-mx","url":"https:\/\/latam.kaspersky.com\/blog\/odor-based-authentication\/25078\/"},{"hreflang":"es","url":"https:\/\/www.kaspersky.es\/blog\/odor-based-authentication\/27427\/"},{"hreflang":"ru","url":"https:\/\/www.kaspersky.ru\/blog\/odor-based-authentication\/33531\/"},{"hreflang":"tr","url":"https:\/\/www.kaspersky.com.tr\/blog\/odor-based-authentication\/10860\/"},{"hreflang":"x-default","url":"https:\/\/www.kaspersky.com\/blog\/odor-based-authentication\/44945\/"},{"hreflang":"fr","url":"https:\/\/www.kaspersky.fr\/blog\/odor-based-authentication\/19198\/"},{"hreflang":"pt-br","url":"https:\/\/www.kaspersky.com.br\/blog\/odor-based-authentication\/19756\/"},{"hreflang":"de","url":"https:\/\/www.kaspersky.de\/blog\/odor-based-authentication\/29065\/"},{"hreflang":"ru-kz","url":"https:\/\/blog.kaspersky.kz\/odor-based-authentication\/25263\/"},{"hreflang":"en-au","url":"https:\/\/www.kaspersky.com.au\/blog\/odor-based-authentication\/30756\/"},{"hreflang":"en-za","url":"https:\/\/www.kaspersky.co.za\/blog\/odor-based-authentication\/30503\/"}],"acf":[],"banners":"","maintag":{"url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tag\/2fa\/","name":"2FA"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27097","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/665"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27097"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27097\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27102,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27097\/revisions\/27102"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27100"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27097"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27097"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27097"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}