{"id":26150,"date":"2021-12-10T16:53:57","date_gmt":"2021-12-10T14:53:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/?p=26150"},"modified":"2021-12-10T16:53:57","modified_gmt":"2021-12-10T14:53:57","slug":"proteggere-bambini-e-ragazzi-dai-pericoli-dellonline","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/proteggere-bambini-e-ragazzi-dai-pericoli-dellonline\/26150\/","title":{"rendered":"Proteggere bambini e ragazzi dai pericoli dell&#8217;online"},"content":{"rendered":"<p>Kaspersky ha recentemente <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/bambini-connessi-il-40-condivide-informazioni-private-online\/26095\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">commissionato ad Educazione Digitale un sondaggio<\/a> che ha coinvolto un campione di 1.833 bambini italiani, tra i 5 e i 10 anni. L\u2019indagine, condotta tra maggio e ottobre 2021, aveva lo scopo di indagare le abitudini della generazione Alpha in merito all\u2019uso dei dispositivi tecnologici e la loro consapevolezza circa i rischi nei quali potrebbero incorrere navigando in rete.<\/p>\n<p>Tra i dati pi\u00f9 allarmanti quello che riguarda <strong>il 40% dei piccoli intervistati<\/strong> che, pur avendo ricevuto consigli e istruzioni da familiari e insegnanti circa i pericoli della rete, <strong>condividerebbe senza problemi dati e informazioni personali<\/strong> come indirizzo di casa, scuola e lavoro dei familiari, <strong>ad amici virtuali mai incontrati prima<\/strong>.<\/p>\n<p>Nonostante i bambini di questa et\u00e0 siano sicuramente molto bravi nell\u2019uso di smartphone e tablet, spesso pi\u00f9 dei loro genitori, dalla nostra indagine \u00e8 emerso anche come in realt\u00e0 non conoscano realmente le potenzialit\u00e0 di questi strumenti, n\u00e9 tantomeno dispongano di quella capacit\u00e0 critica che gli consentirebbe di valutare adeguatamente le conseguenze delle loro azioni online e di quelle degli altri.<\/p>\n<p>Proprio per questo abbiamo voluto intervistare <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/laura_manfredi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Laura Manfredi<\/a>, una mamma ma anche un\u2019 influencer e content creator di professione, che proprio per questo, \u00e8 abituata ad interfacciarsi con il mondo digital ed anche con tutte le insidie che si possono celare dietro la rete, soprattutto nei confronti di bambini e ragazzi.<\/p>\n<p><em>Mi presento: sono Laura Manfredi, mamma di due splendidi ragazzi di 9 e 16 anni e sono una content creator di professione.<br>\n<\/em><em>Lavoro grazie al mio blog rocknmode.com e ai miei social dal 2010, ma su internet sono una \u201csmanettona\u201d da pi\u00f9 di 20 anni, ovvero da quando mi sono trovata davanti il mio primo computer.<br>\n<\/em><em>Eppure, tutte le mie conoscenze in questo campo non sono bastate quando i miei figli si sono interfacciati al mondo digitale, momento che temevo da sempre.<\/em><\/p>\n<p><em>Inizialmente fu mia figlia: a 12 anni chiedeva un cellulare e io non ero d\u2019accordo. Ero l\u2019unica in famiglia a non esserlo, a dire il vero. Tutti mi dicevano \u201cma proprio tu\u2026\u201d, e il fatto era proprio questo: era proprio perch\u00e9 conoscevo cos\u00ec bene internet e i suoi rischi che non volevo darle quel telefono. Volevo proteggerla ancora per un po\u2019, sapendo che quel momento sarebbe comunque arrivato a breve.<br>\n<\/em><em>Il punto era che gran parte dei suoi compagni aveva gi\u00e0 ricevuto in regalo uno smartphone, quindi la questione \u00e8 subito diventata: \u201crimarr\u00e0 esclusa?\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Con il tempo mi sono arresa e le abbiamo regalato <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/smartphone-for-kids\/19929\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>il cellulare<\/strong><\/a>. Le abbiamo spiegato quali sono i rischi a cui si \u00e8 esposti quando si naviga online, seguendola man mano.<\/em><\/p>\n<p><em>Abbiamo scelto di darle fiducia ma non \u00e8 stato semplice, perch\u00e9 il mondo digitale \u00e8 in continua evoluzione e in un baleno ho scoperto \u2013 mio malgrado \u2013 di non essere gi\u00e0 pi\u00f9 al passo nemmeno io, che online ci lavoro. <\/em><em>Nuove app di cui non avevo mai sentito parlare sbucavano come funghi, di alcune non ricordo neanche il nome, ma c\u2019era gi\u00e0 <strong>Musical.ly<\/strong> (poi divenuto <strong>TikTok<\/strong>).<\/em><\/p>\n<p><em>Nel frattempo, l\u2019unico modo in cui il mio secondo figlio si interfacciava al digitale era Youtube: qui per me era stato molto pi\u00f9 semplice controllare il tutto perch\u00e9 ci\u00f2 che faceva era guardare i video dei suoi youtuber americani preferiti dalla smart tv del nostro soggiorno.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma poi ci siamo trovati tutti nella situazione di emergenza che ci ha portato al primo lockdown: le scuole chiuse, la dad, le piattaforme come <strong>Classroom<\/strong> e <strong>Zoom<\/strong> per seguire le lezioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa volta \u00e8 stato diverso. I bambini sono stati costretti a interfacciarsi al mondo digitale e la scuola si \u00e8 evoluta: ora i compiti li troviamo sulla piattaforma della scuola e non pi\u00f9 sul diario; il materiale non viene dato pi\u00f9 dagli insegnanti, ma dobbiamo scaricarlo da Classroom, i colloqui con i genitori si svolgono solo online e non pi\u00f9 in presenza.<\/em><\/p>\n<p><em>In tutto questo, i ragazzini hanno imparato che possono stare insieme anche restando ognuno a casa propria: \u00e8 stata quasi immediata la richiesta di connettersi via Skype con gli amici e la cosa \u00e8 andata avanti anche a fine lockdown.<\/em><\/p>\n<p><em>Si collegano in videochiamata e giocano ai loro videogiochi da PC preferiti \u2013 come <strong>Minecraft<\/strong> \u2013 insieme.<\/em><\/p>\n<p><em>Qui, per\u00f2, sono presenti anche le chat per i vari giocatori connessi, e inevitabilmente i bambini si trovano a chattare con altre persone, presumibilmente bambini e ragazzi\u2026 ma non possiamo averne la certezza.<\/em><\/p>\n<p><em>Ed \u00e8 qui mi \u00e8 scattato il campanello d\u2019allarme perch\u00e9, non vi illudete, anche se seguiremo le loro attivit\u00e0 online, controllare tutto quello che fanno online non \u00e8 realmente possibile.<\/em><\/p>\n<p><em>Oltre a fare del nostro meglio per stargli accanto mentre navigano e monitorare quanto pi\u00f9 possibile le loro attivit\u00e0 online, ci\u00f2 che possiamo e dobbiamo fare \u00e8 dare l\u2019esempio aiutandoli a sviluppare la capacit\u00e0 critica per valutare anche da soli le conseguenze delle loro azioni.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Il punto \u00e8 che bisogna mettere bambini e ragazzi nella condizione di aiutarci a proteggerli.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019unico modo possibile \u00e8 la formazione, e la formazione deve arrivare dalla famiglia, ma anche e soprattutto dalla scuola perch\u00e9, diciamoci la verit\u00e0, non tutti i genitori sono al passo e alcuni ne sanno anche molto meno di loro figli.<\/em><\/p>\n<p><em>Ed \u00e8 proprio dalle scuole che Kaspersky ha deciso di partire per educare al digitale. <strong>Con<a href=\"https:\/\/www.educazionedigitale.it\/digitalsecurity\/il-progetto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"> il progetto Digital Security<\/a>, dedicato ai bambini dal 5 ai 10 anni, Kaspersky ha coinvolto oltre 300 scuole primarie italiane con la collaborazione della piattaforma Educazione Digitale.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Kaspersky ha messo a disposizione degli insegnanti una guida didattica realizzata con un team di pedagogisti per offrire loro uno strumento con proposte laboratoriali per guidare i pi\u00f9 piccoli alla conoscenza del web e dei pericoli della rete.<\/em><\/p>\n<p><em>Nell\u2019ambito di questo progetto Kaspersky ha realizzato anche un\u2019indagine alla quale hanno partecipato 1.800 bimbi di oltre 300 scuole italiane che hanno aderito al progetto e dal quale sono emersi dei dati davvero preoccupanti.<\/em><\/p>\n<p><em>Tra i dati pi\u00f9 allarmanti quello che riguarda i<strong>l 40% dei bambini che, pur avendo ricevuto consigli e istruzioni da familiari e insegnanti circa i pericoli della rete, condividerebbe senza problemi dati e informazioni personali come indirizzo di casa, scuola e lavoro dei familiari, ad amici virtuali mai incontrati prima.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Il rischio che possano incorrere in malintenzionati non \u00e8 solo ipotetico: il 36% ha dichiarato di aver ricevuto online proposte di giochi o sfide pericolose da parte di sconosciuti.<\/em><\/p>\n<p><em>Peggio ancora, a mio avviso, \u00e8 che il 55% delle bambine e dei bambini italiani, tra i 5 e i 10 anni, possiede gi\u00e0 un dispositivo personale e il 20% lo utilizza pi\u00f9 di 2 ore al giorno ogni volta che ne ha voglia con la possibilit\u00e0 di connettersi alla rete.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019et\u00e0 in cui entrano in contatto con uno smartphone si \u00e8 abbassata.<\/em><\/p>\n<p><em>Alla luce di questi dati, cosa possiamo fare noi genitori per aiutarli?<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>Parlare con i nostri figli dei possibili rischi che si possono incontrare online e delle misure di sicurezza da adottare.<\/em><\/strong><\/li>\n<li><strong><em>Chiedere loro di non accettare le impostazioni di privacy da soli ma di chiedere il nostro aiuto dando il buon esempio: cerchiamo di leggere gli accordi sulla privacy per evitare di concedere autorizzazioni non necessarie e potenzialmente pericolose<\/em><\/strong><\/li>\n<li><strong><em>Installare le applicazioni di controllo parentale, spiegando loro quanto e perch\u00e9 sono importanti per navigare online<\/em><\/strong><\/li>\n<li><strong><em>Osservare i nostri figli mentre trascorrono il loro tempo online, facendo pi\u00f9 attenzione a cosa guardano.<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00a0<\/p>\n<input type=\"hidden\" class=\"category_for_banner\" value=\"safe-kids\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I bambini conoscono i rischi della rete? Cosa pu\u00f2 fare un genitore per proteggerli ed educarli ad uno uso consapevole dell\u2019online? Abbiamo intervistato Laura Manfredi, mamma influencer nonch\u00e9 blogger e content creator per farci raccontare la sua esperienza e regalarci qualche utile consiglio.<\/p>\n","protected":false},"author":2524,"featured_media":26151,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[16,2642],"tags":[1281,3605,3537],"class_list":{"0":"post-26150","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-tips","8":"category-special-projects","9":"tag-bambini","10":"tag-digital-security","11":"tag-educazione-digitale"},"hreflang":[{"hreflang":"it","url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/proteggere-bambini-e-ragazzi-dai-pericoli-dellonline\/26150\/"}],"acf":[],"banners":"","maintag":{"url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tag\/bambini\/","name":"bambini"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26150","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2524"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26150"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26150\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26155,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26150\/revisions\/26155"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26151"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26150"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26150"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26150"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}