{"id":2024,"date":"2013-11-08T11:00:30","date_gmt":"2013-11-08T11:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/kasperskydaily.com\/italy\/?p=2024"},"modified":"2017-11-13T17:08:45","modified_gmt":"2017-11-13T15:08:45","slug":"i-giochi-gratuiti-non-lo-sono-poi-cosi-tanto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/i-giochi-gratuiti-non-lo-sono-poi-cosi-tanto\/2024\/","title":{"rendered":"I giochi &#8220;gratuiti&#8221; non lo sono poi cos\u00ec tanto"},"content":{"rendered":"<p>Preparatevi psicologicamente perch\u00e9 stiamo per comunicarvi una scoperta shock che abbiamo fatto quest\u2019anno sui giochi elettronici. I giochi cosiddetti \u201cgratuiti\u201d in realt\u00e0 fanno pi\u00f9 profitti delle console e dei videogiochi a pagamento messi insieme! Si potrebbe pensare che questi ricavi derivino dai banner pubblicitari; in realt\u00e0 succede che il giocatore non paga prima di scaricare il gioco, ma mentre sta giocando. Ben il 77% dei ricavi dell\u2019App Store di Apple provengono dal download di giochi; il 92% di questi ricavi viene ottenuto attraverso gli acquisti In-app. Chi riesce a completare un gioco, nel tempo e poco a poco ha speso una quantit\u00e0 di denaro importante. I sviluppatori dei giochi, come qualsiasi persona al mondo, possono essere suddivisi in due categorie: quelli che hanno un\u2019etica e quelli che non ce l\u2019hanno. Quest\u2019ultimi impostano regole di gioco che portano l\u2019utente a spendere soldi con una certa frequenza e senza neanche rifletterci. Le aziende che sviluppano videogiochi assumono psicologi che creano degli schemi grazie ai quali sfruttare le caratteristiche peculiari e i meccanismi di reazione delle persone per spillare pi\u00f9 soldi possibile agli utenti, e senza obbligarli perch\u00e9 lo faranno di propria spontanea volont\u00e0. Vi proponiamo qui di seguito alcuni segnali che caratterizzano questi giochi non cos\u00ec \u201cgratuiti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/05\/06001535\/Sin-t%C3%ADtulo.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2028\" title='Giochi \"gratuiti\"' alt='Giochi \"gratuiti\"' src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2014\/05\/06001535\/Sin-t%C3%ADtulo.png\" width=\"626\" height=\"416\"><\/a><\/p>\n<p><strong>1.\u00a0<\/strong><b>Apparteniamo a un gruppo ad alto rischio?<\/b><\/p>\n<p>Ci sono alcuni gruppi sociali che tendono a spendere pi\u00f9 soldi in beni virtuali di altri. Gli sviluppatori spesso creano il <em>concept<\/em> dei loro giochi proprio in funzione di questi gruppi sociali. Il primo fra tutti \u00e8 quello dei giovani. Il pubblico ideale sarebbe costituito dai bambini, capaci di spendere <a href=\"http:\/\/www.theguardian.com\/technology\/shortcuts\/2013\/mar\/26\/apples-in-app-game-charges-kids-bills\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">tantissimi soldi<\/a> in pozioni magiche e spade. Tuttavia, le aziende potrebbero incorrere in denunce da parte dei genitori e in ogni caso ci sono delle leggi abbastanza ristrette che tutelano la sicurezza dei pi\u00f9 piccoli. Per questo motivo, il target preferito dei giochi elettronici sono i ragazzi under 25, che hanno le capacit\u00e0 cognitive in fase di sviluppo e che sono ancora attratti dai personaggi di fantasia o dei cartoni animati. Insomma, fino a questa et\u00e0 sono ritenuti una via di mezzo tra bambini e adulti,e tale caratteristica rende i pi\u00f9 giovani il target perfetto.<\/p>\n<p>Tra le \u201cbalene\u201d, ovvero il 5% del target che spende di pi\u00f9 in questo settore, il 66% sono <a href=\"http:\/\/www.theguardian.com\/technology\/shortcuts\/2013\/mar\/26\/apples-in-app-game-charges-kids-bills\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">maschi<\/a> sotto i 30 anni, a cui piacciono non solo i giochi online per dispositivi mobili, ma anche le console a cui dedicano almeno 11 ore alla settimana.<\/p>\n<p><strong>2.\u00a0<\/strong><b>Alcuni giochi spingono a condividere sui social network i risultati ottenuti\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Sui social leggiamo spesso inviti a vantarci con i nostri amici del livello raggiunto nel nostro gioco o a trovare tra i nostri contatti nuovi compagni di gioco. Oppure, cosa ben pi\u00f9 gradita agli sviluppatori, veniamo informati che un amico ha raggiunto un livello superiore al nostro stesso gioco; tale meccanismo punta sulla nostra vanit\u00e0 e ci spinge a giocare sempre di pi\u00f9. Magari anche a spendere qualche euro in pi\u00f9 per far mangiare la polvere ai nostri \u201cavversari\u201d.<\/p>\n<p><strong>3.<\/strong>\u00a0<b>I giochi spesso ricorrono alle monete virtuali<\/b><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Uno dei trucchi pi\u00f9 insidiosi riguarda i cosiddetti \u201ctoy money\u201d, ovvero l\u2019uso di soldi fittizi. Inconsciamente, gli utenti spendono le monete virtuali con maggiore facilit\u00e0 rispetto ai soldi veri e propri, anche se ovviamente per ottenere i toy money bisogna comunque pagare una certa cifra. Dal punto di vista psicologico, c\u2019\u00e8 differenza tra ricevere 5 vite per 2 \u00a0euro rispetto a 5 vite per 16 cristalli rosa, che magari abbiamo acquistato con l\u2019offerta \u201c25 cristalli invece di 20 a soli 3 euro\u201d. Pi\u00f9 lunga \u00e8 la catena di passaggio tra il mondo virtuale e i soldi reali, pi\u00f9 il trucco diventa efficace. Per allungare la catena, gli sviluppatori di questi giochi spesso ricorrono ad oggetti virtuali che potrebbero essere utili durante il gioco in combinazione con altri. Ad esempio, per creare un anello ci vogliono 10 cristalli colorati, per creare una collana sono necessari 3 anelli e una catena, e poi con un unico grande cristallo si ottiene una super collana. Ogni componente ha il suo costo e quando si arriva alla super collana, non ci accorge di aver speso nel frattempo 50 euro.<\/p>\n<p><strong>4<\/strong>.\u00a0<b>Il gioco procede spedito fino a un certo punto, poi abbiamo dei problemi nel proseguire<\/b><\/p>\n<p>Accade spesso che i giochi gratuiti si svolgono su livelli, dalla difficolt\u00e0 sempre crescente. \u00c8 logico, quindi, che gli ultimi livelli siano pi\u00f9 complessi dei primi. Tuttavia, nei giochi normali la maggior parte dei giocatori diventa sempre pi\u00f9 esperto e riesce quindi a completare il gioco senza uno sforzo eccessivo circa il 70-90% dei giocatori riesce nell\u2019impresa).\u00a0 I giochi\u00a0 che mirano a spillare soldi agli utenti, invece, sono programmati per rendere gi\u00e0 i livelli medi estremamente difficili; in questo modo, solo una minima parte dei giocatori riuscir\u00e0 a completare il gioco senza affidarsi ad aiuti esterni, che sono ovviamente a pagamento.<\/p>\n<p><b>5. Un vero e proprio ricatto<\/b><\/p>\n<p>Il sistema funziona cos\u00ec: giochiamo gratis per un lungo periodo di tempo, creiamo il nostro personaggio, miglioriamo le sue caratteristiche poco a poco, guadagniamo munizioni (o costruiamo case nel nostro regno, \u00e8 lo stesso), e poi tutto quello che abbiamo costruito cade come in un castello di carte. Incontriamo, ad esempio un \u201cboss\u201d, combattiamo contro di lui, perdiamo e dobbiamo consegnarli met\u00e0 di tutto ci\u00f2 che ci eravamo guadagnati con sudore fino a quel momento. A questo punto ci troviamo davanti a un bivio: ricorrere all\u2019opzione (a pagamento) che ci consente di ripetere il livello (e magari acquistare altri poteri o strumenti che ci possano far vincere la battaglia) oppure ricominciare tutto daccapo, dal primo livello. Si tratta di un meccanismo di estorsione vero e proprio, che ci costringe a pagare solo per evitare di perdere tempo nel superare livelli che avevamo gi\u00e0 completato.<\/p>\n<p>Purtroppo solo i primi tre segnali che vi abbiamo descritto possono essere individuati all\u2019inizio del gioco. Gli ultimi due saltano fuori solo nelle fasi pi\u00f9 avanzate. Per questo vi consigliamo di evitare qualsiasi gioco che mostri anche solo uno dei primi tre segnali o le cui regole sono piuttosto estreme fin dall\u2019inizio. Abbiamo migliaia di giochi a disposizione dove gli acquisti In-app sono opzionali e senza i quali possiamo comunque procedere fino alla fine. In alcuni casi, tali acquisti aggiuntivi sono dei pack extra, come l\u2019abbigliamento speciale del nostro personaggio, che non sono assolutamente necessari. Sono questi giochi quelli che dobbiamo scegliere, non vale la pena cadere nei trucchetti dei truffatori.<b>\u00a0<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Preparatevi psicologicamente perch\u00e9 stiamo per comunicarvi una scoperta shock che abbiamo fatto quest\u2019anno sui giochi elettronici. I giochi cosiddetti \u201cgratuiti\u201d in realt\u00e0 fanno pi\u00f9 profitti delle console e dei videogiochi a pagamento messi insieme! Si potrebbe pensare che questi ricavi derivino dai banner pubblicitari; in realt\u00e0 succede che il giocatore non paga prima di scaricare il gioco, ma mentre sta giocando.<\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":2025,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2641],"tags":[2239,202,816],"class_list":{"0":"post-2024","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-threats","8":"tag-consigli","9":"tag-app","10":"tag-giochi"},"hreflang":[{"hreflang":"it","url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/i-giochi-gratuiti-non-lo-sono-poi-cosi-tanto\/2024\/"}],"acf":[],"banners":"","maintag":{"url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tag\/consigli\/","name":"#consigli"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2024","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2024"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2024\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12321,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2024\/revisions\/12321"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2025"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2024"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2024"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2024"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}