{"id":1856,"date":"2013-10-18T10:00:04","date_gmt":"2013-10-18T10:00:04","guid":{"rendered":"http:\/\/kasperskydaily.com\/italy\/?p=1856"},"modified":"2021-03-10T17:41:04","modified_gmt":"2021-03-10T15:41:04","slug":"i-quattro-attacchi-piu-importanti-ai-mezzi-dinformazione-statunitensi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/i-quattro-attacchi-piu-importanti-ai-mezzi-dinformazione-statunitensi\/1856\/","title":{"rendered":"I quattro attacchi pi\u00f9 importanti ai mezzi d&#8217;informazione statunitensi"},"content":{"rendered":"<p>Gli episodi che vi stiamo per raccontare sono piuttosto recenti e riguardano i maggiori canali d\u2019informazione degli Stati Uniti, che investono sempre maggiori risorse per curare i propri siti Internet e gli account sui social network. Tale scelta attira naturalmente la curiosit\u00e0 degli hacker di tutto il mondo, alla ricerca di un modo per sfruttare le vulnerabilit\u00e0 presenti nei vari canali. A questo proposito, il 2013 \u00e8 stato un <i>annus horribilis<\/i> per alcuni importanti mezzi d\u2019informazione statunitensi, i cui account social media sono caduti nella trappola di organizzazioni criminali come il Syrian Electronic Army. \u00a0Analizzando in dettaglio questi quattro episodi eclatanti, ci rendiamo subito conto che gli hacker sono sul piede di guerra e rappresentano una seria minaccia alla sicurezza mondiale. Che possiamo fare? Prendere coscienza di questa realt\u00e0 \u00e8 il primo passo verso la risoluzione del problema. Cerchiamo dunque di capirne un po\u2019 di pi\u00f9.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/10\/06003147\/Attacchi-media-usa.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1857\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/10\/06003147\/Attacchi-media-usa.png\" alt=\"Attacchi media usa\" width=\"640\" height=\"420\"><\/a><\/p>\n<p><b>Fox News.\u00a0 <\/b>In un certo senso, stiamo parlando delle origini degli attacchi ai media online. Il <a href=\"http:\/\/www.theatlantic.com\/technology\/archive\/2011\/07\/script-kiddies-hack-fox-news-account-tweet-obamas-death\/241393\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">4 luglio del 2011<\/a>, sull\u2019account di Fox News \u00e8 apparso un tweet in cui veniva annunciato l\u2019omicidio del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Ovviamente si trattava di una bufala. I Servizi Segreti americani hanno poi aperto un\u2019inchiesta sull\u2019accaduto, e ne \u00e8 emerso che tale messaggio proveniva da un gruppo dal nome Script Kiddies. Secondo quanto riporta il Think magazine<i> <\/i>della Stony Brook University, il gruppo di hacker avrebbe voluto dimostrare che violare la sicurezza dell\u2019account Twitter di Fox News era praticamente uno scherzo, tanto quanto la notizia pubblicata.<\/p>\n<p><b>NBC. <\/b>\u00a0Nel febbraio del 2013, un attacco al sito NBC.com avrebbe potuto mettere in serio pericolo \u00a0i suoi visitatori. Gli hacker hanno caricato sul sito il Trojan Citadel, un malware bancario in grado d\u2019infettare i computer dei visitatori della pagina grazie a una tecnica nota con il termine inglese <i>drive-by download<\/i>. Per via dell\u2019attacco, il sito \u00e8 stato inserito temporaneamente nella lista bloccati di Google e il virus si \u00e8 poi diffuso anche ad altri siti web direttamente collegati a quello ufficiale della NBC, come la pagina dedicata al programma \u201cLate Night with Jimmy Fallon\u201d.<\/p>\n<p><b>Associated Press. <\/b>Nell\u2019aprile del 2013, alcuni hacker sono riusciti a prendere il controllo dell\u2019account Twitter di Associated Press, pubblicando un messaggio falso che ha seminato il panico sui social media e ha fatto tremare le Borse di tutto il mondo. Il tweet riguardava due fantomatiche esplosioni alla Casa Bianca che avrebbero causato il ferimento del presidente Barack Obama. A causa \u00a0della notizia, la societ\u00e0 finanziaria Standard &amp; Poor\u2019s ha sub\u00ecto delle perdite per 130 milioni di dollari, ma per fortuna, in seguito all\u2019immediata secca smentita da parte della Casa Bianca, le Borse sono poi tornate a stabilizzarsi e a tornare in attivo. Era una delle prime volte in cui si sentiva parlare del Syrian Electronic Army, un gruppo di hacker sostenitori del Presidente siriano Bashar al Assad. In realt\u00e0 non si trattava della loro prima operazione andata a segno, e non sarebbe stata neanche l\u2019ultima. In precedenza, infatti, \u00a0la BBC, la National Public Radio e l\u2019agenzia Reuters erano gi\u00e0 cadute nella loro trappola. Il SEA ha potuto portare a termine l\u2019attacco ad Associated Press dopo aver raccolto dati importanti attraverso e-mail di phishing contenenti falsi link, inviate ad alcuni reporter dell\u2019agenzia di stampa. Quale <a href=\"http:\/\/www.advancessg.com\/high-profile-news-org-twitter-hacks-remind-users-to-stay-vigilant\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">lezione<\/a> possiamo imparare da questo episodio? Mai cliccare su qualsiasi link che ci viene inviato, a meno che non provenga da una fonte assolutamente certa.<\/p>\n<p><b>Twitter\/New York Times<\/b>. L\u2019attacco forse pi\u00f9 plateale in assoluto a un mezzo d\u2019informazione \u00e8 stato condotto nell\u2019agosto del 2013 Si \u00e8 trattato, in realt\u00e0, di un <a href=\"http:\/\/www.businessinsider.com\/twitter-syrian-electronic-army-2013-8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">doppio attacco<\/a> perpetrato anche questa volta dal Syrian Electronic Army. Due settimane dopo la violazione del <a href=\"http:\/\/articles.washingtonpost.com\/2013-08-15\/lifestyle\/41412289_1_electronic-army-human-rights-watch-hackers\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">sito Internet del Washington Post<\/a>, l\u2019organizzazione \u00e8 riuscita in uno stesso giorno a mandare in crash il sito del New York Times e a prendere il controllo del dominio di Twitter. Il SEA, dal proprio account ha poi inviato un messaggio a Twitter vantandosi dell\u2019impresa. Grazie all\u2019attacco, per circa 90 minuti gli utenti di questo social network hanno avuto problemi nel visualizzare le immagini e nell\u2019effettuare l\u2019accesso, anche se la compagnia ha assicurato che i dati degli utenti non hanno corso alcun rischio. L\u2019attacco al New York Times, invece, \u00e8 durato per ore, durante le quali comunque il giornale \u00e8 riuscito a pubblicare alcune notizie sulla propria pagina Facebook. Nello stesso giorno, anche altri mezzi d\u2019informazione sono stati colpiti dal Syrian Electronic Army, come l\u2019Huffington Post UK. Questi eventi piuttosto spiacevoli ci fanno temere la possibile trasformazione dell\u2019attivismo politico in una vera e propria guerra cibernetica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli episodi che vi stiamo per raccontare sono piuttosto recenti e riguardano i maggiori canali d\u2019informazione degli Stati Uniti, che investono sempre maggiori risorse per curare i propri siti Internet e gli account sui social network. Tale scelta attira naturalmente la curiosit\u00e0 degli hacker di tutto il mondo, alla ricerca di un modo per sfruttare le vulnerabilit\u00e0 presenti nei vari canali. A questo proposito, il 2013 \u00e8 stato un annus horribilis per alcuni importanti mezzi d\u2019informazione statunitensi.  <\/p>\n","protected":false},"author":41,"featured_media":1858,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[492,771,772,54,770,773,106],"class_list":{"0":"post-1856","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-news","8":"tag-associated-press","9":"tag-canali-tv","10":"tag-fox-news","11":"tag-hacker","12":"tag-media","13":"tag-nbc","14":"tag-twitter"},"hreflang":[{"hreflang":"it","url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/i-quattro-attacchi-piu-importanti-ai-mezzi-dinformazione-statunitensi\/1856\/"}],"acf":[],"banners":"","maintag":{"url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tag\/associated-press\/","name":"Associated Press"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1856","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/41"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1856"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1856\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24131,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1856\/revisions\/24131"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1858"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1856"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1856"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1856"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}