{"id":1842,"date":"2013-10-16T14:00:41","date_gmt":"2013-10-16T14:00:41","guid":{"rendered":"http:\/\/kasperskydaily.com\/italy\/?p=1842"},"modified":"2020-02-26T17:19:53","modified_gmt":"2020-02-26T15:19:53","slug":"la-morte-dei-cookie-smartphone-tracciati-grazie-allaccelerometro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/la-morte-dei-cookie-smartphone-tracciati-grazie-allaccelerometro\/1842\/","title":{"rendered":"La fine dei cookie: smartphone tracciati grazie all&#8217;accelerometro"},"content":{"rendered":"<p>Il <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/gli-utenti-nemici-della-propria-privacy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tracking online<\/a> viene utilizzato da molte agenzie pubblicitarie per proporre prodotti ai consumatori e creare pubblicit\u00e0 su misura. Si tratta oramai di una tecnica pervasiva e persistente, che ha scatenato numerose polemiche. Le agenzie pubblicitarie in genere, per fare ci\u00f2, \u00a0installano una piccola quantit\u00e0 di dati sul browser. Questi dati sono conosciuti come <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tutto-quello-che-devi-sapere-sui-cookie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cookie<\/a>. Una nuova ricerca realizzata dalla Stanford University ha dimostrato che l\u2019accelerometro, presente in molti cellulari, produce alcune misure univoche e indentificabili che le aziende potrebbero sfruttare per tracciare in maniera accurata e affidabile gli utenti; questa eventualit\u00e0 ha naturalmente attirato l\u2019attenzione dei <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/quanto-e-importante-per-voi-la-privacy-online\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">difensori della privacy<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/10\/06003200\/cookie-e-accelerometro.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1843\" alt=\"cookie e accelerometro\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/10\/06003200\/cookie-e-accelerometro.png\" width=\"640\" height=\"420\"><\/a>Un accelerometro \u00e8 un hardware che misura il grado di accelerazione sperimentato dal dispositivo in cui \u00e8 integrato. Applicato alla telefonia cellulare, l\u2019accelerometro \u00e8 quello strumento che permette allo schermo di ruotare e all\u2019utente di divertirsi con quei giochi che prevedono salti, voli e movimenti.<\/p>\n<p>Secondo un <a href=\"http:\/\/www.sfgate.com\/default\/article\/Accelerometer-IDs-smartphones-in-seconds-4885711.php#page-3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">articolo di SFGate<\/a>, il ricercatore di Stanford specializzato nel campo della sicurezza informatica si \u00e8 accorto che ogni accelerometro ha delle piccole e impercettibili imperfezioni, a causa di minuscole variazioni quasi inavvertibili generate a livello di processo produttivo. Naturalmente, come buona parte della tecnologia moderna, la fabbricazione degli accelerometri \u00e8 automatizzata e precisa, ma non perfetta.<\/p>\n<p>In teoria, secondo il ricercatore citato da SFGate, un accelerometro dovrebbe rilevare la forza di gravit\u00e0 del telefono quando si trova su di una superficie piatta e quantificare quella misura come positiva quando il telefono \u00e8 a faccia in su, e negativa quando \u00e8 capovolto. Questi calcoli sono approssimativi, non esattamente negativi o esattamente positivi. A causa di queste impefezioni di fabbrica, il ricercatore di Stanford ha potuto provare che ogni calcolo in uscita dell\u2019accelerometro \u00e8 leggermente diverso da quello prodotto da un altro acceleromentro.<\/p>\n<p>In parole povere questo significa che, calcolando la differenza dei dati in uscita dei diversi smartphone, \u00e8 possibile identificare un particolare dispositivo, e indirettamente la persona che lo possiede, dato che in linea di massima il proprietario \u00e8 la stessa persona che utilizza il telefono.<\/p>\n<div class=\"pullquote\">Una nuova ricerca realizzata dalla Stanford University ha dimostrato che l\u2019accelerometro, presente in molti cellulari, produce alcune misure univoche e indentificabili che le aziende potrebbero sfruttare per tracciare in maniera accurata e affidabile gli utenti.<\/div>\n<p>Se esiste la possibilit\u00e0 di stabilire delle caratteristiche univoche e riconoscibili per ogni dispositivo, allora potrebbere essere possibile applicare questi dati \u00a0all\u2019autenticazione online e dei dispositivi (che si basa spesso su parametri biometrici) per offrire un sistema pi\u00f9 sicuro di quello delle attuali <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/le-password-del-xxi-secolo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">password<\/a>.<\/p>\n<p>Infatti, l\u2019anno scorso, <a href=\"https:\/\/threatpost.com\/authentication-implications-uniquely-identifiable-graphics-cards-100212\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">alcuni ricercatori si sono resi conto<\/a> che alcuni processori grafici, apparentemente identici, hanno piccole ma riconoscibili differenze. Un software sviluppato da un ricercatore, che stava lavorando su di un progetto \u201csulle funzioni fisicamente non clonabili trovate nei componenti standard del PC\u201d, \u00e8 stato in grado di distinguere queste piccole differenze. La differenza \u00e8 cos\u00ec sottile che gli strumenti di fabbrica non sono in grado di manipolarla e riprodurla.Tuttavia, quelle minuscole differenze possono essere usare come una sorta di \u201cimpronta digitale\u201d in grado di distinguere un processore dall\u2019altro.<\/p>\n<p>Non \u00e8 del tutto chiaro come e perch\u00e9 i ricercatori di Stanford siano giunti alla conclusione che le agenzie di pubblicit\u00e0 potrebbero un giorno decidere di usare questi calcoli per tracciare la nostra attivit\u00e0 online. Lo scopriremo molto presto, quando Stanford pubblicher\u00e0 i risultati completi della ricerca.<\/p>\n<p>Per il momento, attraverso <a href=\"http:\/\/sensor-id.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">un sistema <i>web-based<\/i> messo a punto dai ricercatori<\/a>, potete controllare se il vostro accelerometro \u00e8 univoco e identificabile.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tracking online viene utilizzato da molte agenzie pubblicitarie per proporre prodotti ai consumatori e creare pubblicit\u00e0 su misura. Si tratta oramai di una tecnica pervasiva e persistente, che ha scatenato numerose polemiche. Le agenzie pubblicitarie in genere, per fare ci\u00f2,  installano una piccola quantit\u00e0 di dati sul browser. Questi dati sono conosciuti come cookie. Una nuova ricerca realizzata dalla Stanford University ha dimostrato che l\u2019accelerometro, presente in molti cellulari, produce alcune misure univoche e indentificabili che le aziende potrebbero sfruttare per tracciare in maniera accurata e affidabile gli utenti; questa eventualit\u00e0 ha naturalmente attirato l\u2019attenzione dei difensori della privacy. <\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":1844,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[765,567,111,749],"class_list":{"0":"post-1842","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-news","8":"tag-accelerometro","9":"tag-cookie","10":"tag-privacy","11":"tag-tracking"},"hreflang":[{"hreflang":"it","url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/la-morte-dei-cookie-smartphone-tracciati-grazie-allaccelerometro\/1842\/"}],"acf":[],"banners":"","maintag":{"url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tag\/accelerometro\/","name":"accelerometro"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1842","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1842"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1842\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20275,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1842\/revisions\/20275"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1844"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1842"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1842"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1842"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}