{"id":18011,"date":"2019-09-16T10:00:54","date_gmt":"2019-09-16T08:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/?p=18011"},"modified":"2022-07-07T13:57:14","modified_gmt":"2022-07-07T11:57:14","slug":"internet-in-space","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/internet-in-space\/18011\/","title":{"rendered":"Internet nello spazio: c&#8217;\u00e8 rete su Marte?"},"content":{"rendered":"<p>Al giorno d\u2019oggi, Internet ha raggiunto quasi tutti gli angoli del nostro pianeta, e ormai non riguarda solo la sua superficie. Avere Internet a bordo di un aereo non \u00e8 niente di nuovo e perfino la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) \u00e8 provvista di connessione a Internet. Le agenzie spaziali internazionali stanno lavorando per portare Internet anche sugli altri pianeti del sistema solare. Internet nello spazio non \u00e8 solo una questione di lavoro, ma aiuta anche le persone lontane dalla Terra a restare in contatto con i loro cari. In questo post vi parliamo di come funziona adesso e di come evolver\u00e0.<\/p>\n<h2>Internet sulla Stazione Spaziale Internazionale<\/h2>\n<p>La squadra della ISS ha avuto <a href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/home\/hqnews\/2010\/jan\/HQ_M10-012_ISS_Web.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">accesso a Internet<\/a> per la prima volta nel 2010. L\u2019acceso al servizio \u00e8 stato fornito dalla NASA. Gli astronauti usano un collegamento satellitare per connetteresti da remoto a un computer situato a Houston. Questo \u00e8 un modo pi\u00f9 sicuro: anche se un link dannoso viene aperto da un membro della stazione spaziale, solo il computer che si trova sulla Terra verr\u00e0 compromesso.<\/p>\n<p>L\u2019astronauta della NASA T.J. Creamer ha inaugurato l\u2019arrivo di Internet sulla Stazione Spaziale Internazionale pubblicando il primo tweet dallo spazio:<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-width=\"500\" data-dnt=\"true\">\n<p lang=\"en\" dir=\"ltr\">Hello Twitterverse! We r now LIVE tweeting from the International Space Station \u2014 the 1st live tweet from Space! \ud83d\ude42 More soon, send your ?s<\/p>\n<p>\u2014 TJ Creamer (@Astro_TJ) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Astro_TJ\/status\/8062317551?ref_src=twsrc%5Etfw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">January 22, 2010<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<h3>Internet spaziale russo<\/h3>\n<p>Sembra che la ISS avr\u00e0 presto pi\u00f9 di un provider Internet: anche la Russia prevede di collegare il suo segmento della stazione molto presto. Questa operazione sar\u00e0 realizzata utilizzando una rete di satelliti relay Luch, attualmente in fase di aggiornamento.<\/p>\n<p>L\u2019anno scorso, i cosmonauti Alexander Misurkin e Anton Shkaplerov hanno effettuato un aggiornamento dell\u2019antenna della ISS in modo da poter ricevere un gran numero di dati satellitari, stabilendo al tempo stesso un <a href=\"https:\/\/www.space.com\/39583-cosmonauts-break-russian-spacewalk-time-record.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">record russo<\/a> per la durata del lavoro extraveicolare di 8 ore e 12 minuti.<\/p>\n<p>Secondo Sergey Krikalev, cosmonauta e portavoce di Roscosmosmos, la nuova apparecchiatura \u00e8 gi\u00e0 stata testata, per cui la Stazione Spaziale Internazionale sar\u00e0 presto online attraverso i satelliti Luch.<\/p>\n<h2>Le difficolt\u00e0 del satellite<\/h2>\n<p>Naturalmente, la rete Internet di cui sono dotati sulla ISS non \u00e8 cos\u00ec veloce come quella di casa. Le comunicazioni via satellite presentano vantaggi rispetto alle tecnologie cablate, come ad esempio la disponibilit\u00e0 in luoghi dove i cavi non possono essere utilizzati, ma implicano anche delle sfide.<\/p>\n<h2>Buon ping, velocit\u00e0 bassa<\/h2>\n<p>Anche se la Stazione Spaziale Internazionale \u00e8 in orbita ad un\u2019altitudine di circa 400 km (circa 250 miglia), i dati coprono una distanza molto pi\u00f9 lunga per raggiungere la Terra. In primo luogo, la ISS invia il segnale ad un satellite che vola fino a 35.786 km (22 mila miglia) dal suolo. Solo da l\u00ec pu\u00f2 scendere verso una stazione di comunicazione spaziale a terra.<\/p>\n<p>Quindi, la distanza totale coperta dai dati a bordo della ISS e il segnale di risposta ad essa inviato \u00e8 di poco meno di 150 mila km, o quasi 100 mila miglia. Questo processo richiede del tempo. Secondo un dipendente della NASA, lo scambio di dati con la stazione ha una <a href=\"https:\/\/www.quora.com\/How-fast-is-the-Internet-on-the-ISS-1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">latenza di trasmissione di circa mezzo secondo<\/a>, circa 20 volte superiore rispetto alla <a href=\"https:\/\/www.pingman.com\/kb\/article\/what-s-normal-for-latency-and-packet-loss-42.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">connessione via cavo<\/a>.<\/p>\n<p>Inoltre, gli astronauti hanno bisogno di avere a disposizione un collegamento satellitare non solo per Internet, ma anche per la trasmissione di molti dati scientifici e contenuti video al centro di controllo della missione (che i loro colleghi sulla Terra trasmettono su Internet per permettere agli utenti di seguire <a href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/multimedia\/nasatv\/iss_ustream.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">la vita a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e la vista che si ammira da l\u00ec<\/a>). Lo stesso collegamento satellitare consente ai membri della stazione di realizzare conferenze audio e video con la Terra.<\/p>\n<p>Quindi, solo una piccola parte della larghezza di banda pu\u00f2 essere utilizzata per i tweet e la navigazione. Inoltre, sebbene il downlink del satellite sia di 300 mbps, l\u2019uplink \u00e8 limitato a 25 mbps. In termini di velocit\u00e0, la connessione disponibile nella ISS \u00e8 paragonabile a quella dei modem antichi.<\/p>\n<p>Inoltre, la stazione lascia la zona di copertura satellitare a intervalli regolari. Per ogni 1,5 ore che impiega la ISS a girare attorno alla Terra, pu\u00f2 <a href=\"https:\/\/github.com\/ISS-Mimic\/Mimic\/wiki\/ISS-Telemetry\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">non avere alcuna copertura<\/a> anche fino a 15 minuti.<\/p>\n<h3>Carburante limitato<\/h3>\n<p>I satelliti mantengono un contatto continuo con la Terra, girando <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Orbita_geostazionaria\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">esattamente alla stessa velocit\u00e0<\/a> con cui ruota il nostro pianeta per rimanere sempre sullo stesso punto. Eppure, l\u2019orbita deve essere regolata di tanto in tanto, altrimenti i satelliti rischiano di uscir fuori dall\u2019orbita e diventare irraggiungibili. Le manovre vengono eseguite con il propulsore, ma i satelliti non sono automobili o aerei, non possono semplicemente tornare sulla Terra per fare rifornimento.<\/p>\n<p>Per risolvere questo problema, le aziende di tutto il mondo sono alla ricerca di modi per rifornire i satelliti direttamente <a href=\"https:\/\/www.wired.co.uk\/article\/satellite-refuel-space-orbit\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">nello spazio<\/a>. Sistemi che mirano a portare il carburante in orbita sono in fase di test nel segmento statunitense della ISS, da parte della canadese MDA Corporation e della British-Israeli Effective Space Solutions; e l\u2019Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha <a href=\"https:\/\/www.esa.int\/Our_Activities\/Space_Engineering_Technology\/World-first_firing_of_air-breathing_electric_thruster\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">sviluppato un motore<\/a> che pu\u00f2 utilizzare le molecole d\u2019aria degli strati superiori dell\u2019atmosfera terrestre come combustibile.<\/p>\n<h3>Carenza di energia elettrica<\/h3>\n<p>Il problema del propellente pu\u00f2 essere risolto in parte con l\u2019elettricit\u00e0, che pu\u00f2 ridurre il consumo di carburante ed \u00e8 rinnovabile attraverso i pannelli solari. L\u2019elettricit\u00e0 \u00e8 necessaria anche per comunicare con la Terra e con altri veicoli spaziali, ma i satelliti non ricevono la luce solare buona parte del tempo per colpa della Terra, quindi funzionano con batterie che hanno una capacit\u00e0 limitata.<\/p>\n<p>Gli scienziati russi hanno proposto una soluzione che coinvolge <a href=\"https:\/\/www.militaryaerospace.com\/power\/article\/14038082\/laser-satellites-power\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">diverse decine di robot in orbita<\/a> che ricaricano i satelliti a corto di energia. I robot ricaveranno elettricit\u00e0 sia dall\u2019emissione solare che dalle trasmissioni radio dalla Terra. La tecnologia pu\u00f2 prolungare la vita dei veicoli spaziali di 1,5 volte, ma anche renderli pi\u00f9 leggeri scaricando le batterie e i pannelli solari in eccesso.<\/p>\n<h3>Il surriscaldamento<\/h3>\n<p>I ripetitori spaziali o i satelliti relay che lavorano sempre a piena capacit\u00e0, riscontrano il problema del surriscaldamento. Poich\u00e9 lo spazio in orbita \u00e8 privo di aria, i ventilatori utilizzati per raffreddare i computer a terra sarebbero inutili. Quindi, anche se nello spazio fa molto pi\u00f9 freddo che sulla superficie del pianeta, la dissipazione del calore \u00e8 in realt\u00e0 un problema molto pi\u00f9 impegnativo.<\/p>\n<p>I veicoli spaziali utilizzano radiatori di grandi dimensioni, unit\u00e0 che trasformano il calore in emissioni irradiate, per evitare il surriscaldamento. Pi\u00f9 potente \u00e8 il satellite, pi\u00f9 grande \u00e8 il radiatore necessario per il raffreddamento. Cos\u00ec, per fornire raffreddamento ai satelliti di comunicazione di nuova generazione da 25 kW, i ricercatori hanno creato un <a href=\"https:\/\/artes.esa.int\/news\/new-heat-dissipater-keeps-satellites-cool-space\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">radiatore<\/a> di grandi dimensioni (4 \u00d7 1 m.).<\/p>\n<h3>I raggi cosmici<\/h3>\n<p>Un altro problema sono i raggi cosmici, che ostacolano tutto ci\u00f2 che \u00e8 elettronico. Qui a terra, la protezione proviene dal campo magnetico e dall\u2019atmosfera del pianeta. Ma tale protezione non esiste in orbita, per cui i componenti elettronici utilizzati nei veicoli spaziali sono costruiti per resistere alle radiazioni, anche se le radiazioni continuano ad essere un problema chiave per i satelliti.<\/p>\n<p>Secondo il cosmonauta Pavel Vinogradov, sulla Stazione Satellitare Internazionale i computer portatili vanno fuori uso molto rapidamente, nonostante i moduli siano protetti abbastanza bene. Anche le <a href=\"https:\/\/www.harvestimaging.com\/pubdocs\/090_2005_dec_IEDM_terrestrial_cosmic_rays.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">telecamere<\/a> ne risentono: le immagini vengono rapidamente cosparse di pixel non attivi. Inoltre, le radiazioni <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Space_weather#Spacecraft_electronics\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">interferiscono gravemente<\/a> con i segnali trasmessi dai satelliti e possono danneggiare singoli segmenti di memoria nei dispositivi di bordo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-18013\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2019\/09\/16095049\/internet-in-space-iss-2-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1460\" height=\"960\"><\/p>\n<h2>Radiazione VS cifratura<\/h2>\n<p>Le radiazioni sono una delle ragioni per cui le informazioni tra la Terra e molti veicoli spaziali vengono scambiate senza cifratura. Se le radiazioni danneggiano l\u2019area di immagazzinamento utilizzata per la chiave di cifratura, la comunicazione sar\u00e0 interrotta.<\/p>\n<p>Il problema non \u00e8 cos\u00ec grave per i satelliti di trasmissione attraverso i quali si connette l\u2019equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale, essi sono pi\u00f9 o meno protetti. Questo, tuttavia, non \u00e8 il caso della maggior parte delle altre navicelle nell\u2019orbita terrestre.<\/p>\n<p>La mancanza di cifratura \u00e8 un tasto dolente, perch\u00e9 i satelliti proprio come i computer di terra, sono potenziali obiettivi di attacco. L\u2019Agenzia Spaziale Europea ha recentemente avviato un esperimento per porre rimedio a questa situazione. I ricercatori stanno sperimentando due approcci per mantenere una solida comunicazione cifrata con i satelliti a un costo ragionevole.<\/p>\n<ol>\n<li>Una chiave secondaria di riserva collegata all\u2019hardware. In caso di compromissione della chiave principale, il sistema ne generer\u00e0 una nuova basata sulla chiave secondaria. Tuttavia, pu\u00f2 essere creato solo un numero limitato di chiavi;<\/li>\n<li>Un certo numero di nuclei di microprocessore identici. Se un nucleo va fuori uso, un altro pu\u00f2 intervenire in qualsiasi momento mentre il nucleo difettoso ripristina la sua configurazione, e si ripara da solo.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il dispositivo per testare questi metodi \u00e8 stato inviato alla Stazione Spaziale Internazionale nell\u2019aprile 2019, e si prevede che funzioner\u00e0 ininterrottamente per almeno un anno. Si basa su un minicomputer standard Raspberry Pi Zero, che lo rende una soluzione relativamente economica.<\/p>\n<p>Tuttavia, non ci si pu\u00f2 aspettare che la comunicazione con i satelliti diventi sicura negli anni a venire; non c\u2019\u00e8 un modo semplice per aggiornare i sistemi gi\u00e0 lanciati nello spazio.<\/p>\n<h2>Internet marziano<\/h2>\n<p>Mentre alcuni ricercatori sono impegnati a migliorare la protezione satellitare e la larghezza di banda, altri stanno pensando di creare un <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Internet_interplanetaria\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Internet interplanetario<\/a>. Per molti aspetti, i problemi da risolvere sono simili a quelli affrontati dall\u2019equipaggio della ISS, anche se su una scala completamente diversa.<\/p>\n<p>Ad esempio, ci vogliono <a href=\"https:\/\/www.mars-one.com\/faq\/technology\/how-does-the-mars-base-communicate-with-earth\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">dai 3 ai 22 minuti<\/a> affinch\u00e9 il segnale raggiunga Marte, a seconda della posizione del pianeta rosso rispetto alla Terra, niente a che vedere con il ritardo di mezzo secondo sulla ISS. Inoltre, <a href=\"https:\/\/www.mars-one.com\/faq\/technology\/how-does-the-mars-base-communicate-with-earth\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">la comunicazione diretta tra Marte e la Terra verrebbe interrotta<\/a> per due settimane ogni due anni, quando il Sole \u00e8 posizionato tra i due pianeti e blocca i segnali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-18014\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2019\/09\/16095125\/internet-in-space-mars-1.jpg\" alt=\"\" width=\"1460\" height=\"900\"><\/p>\n<p>Internet nello spazio ha anche alcune caratteristiche uniche, tutti i nodi della rete sono in costante movimento. Dato che le tecnologie Internet terrestri sono inutili in tali condizioni, gli scienziati <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/328040351_Future_Architecture_of_the_Interplanetary_Internet\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">sviluppano<\/a> soluzioni alternative per consentire la comunicazione tra la Terra, la Luna, Marte e gli altri pianeti. Esse possono contare su:<\/p>\n<ol>\n<li>Protocolli di trasferimento dati, come la soluzione di trasferimento dati DTN (Delay\/Disruption Tolerant Networking) della NASA, creato per far fronte a lunghi ritardi, tassi di errore abbastanza elevati e frequente inaccessibilit\u00e0 dei nodi. Secondo questo modello, i nodi intermedi (ad esempio, i satelliti) memorizzano i dati fino a quando non sono in grado di trasmetterli a quelli successivi;<\/li>\n<li>Abbandonare le attuali comunicazioni radio satellitari a favore delle tecnologie ottiche (<a href=\"https:\/\/www.nasa.gov\/mission_pages\/tdm\/lcrd\/overview.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">laser<\/a> ad esempio) di trasferimento dati. In primo luogo, le comunicazioni ottiche offrono una larghezza di banda molto superiore. In secondo luogo, i trasmettitori e ricevitori ottici sono pi\u00f9 compatti e richiedono meno potenza, risorse critiche su qualsiasi satellite relay;<\/li>\n<li>Disposizioni satellitari <a href=\"https:\/\/www.forbes.com\/sites\/ellistalton\/2018\/09\/06\/communications-infrastructure-on-mars-could-be-the-envy-of-earth\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">in grado di trasmettere il segnale<\/a> intorno al Sole, anche se la Terra e Marte (o altri pianeti sulla rete spaziale) si trovano sui lati opposti della stella.<\/li>\n<\/ol>\n<h3>Il futuro \u00e8 pi\u00f9 vicino di quanto sembri<\/h3>\n<p>Come potete vedere, i social network o persino le videoconferenze con i residenti di Marte o della Luna non sono pi\u00f9 fantascienza come un tempo. Naturalmente, l\u2019umanit\u00e0 ha ancora molta strada da fare per portare Internet nello spazio pi\u00f9 profondo, ma i primi passi sono gi\u00e0 stati fatti.<\/p>\n<input type=\"hidden\" class=\"category_for_banner\" value=\"earth-2050\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 Internet sulla Stazione Spaziale Internazionale, come funziona e quanto tempo ci vuole per ricevere un messaggio da Marte. Scopriamo le reti di oggi e del futuro.<\/p>\n","protected":false},"author":2049,"featured_media":18012,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2195],"tags":[2521,1335,646,3191,1602,1798,3192,753],"class_list":{"0":"post-18011","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-technology","8":"tag-cifratura","9":"tag-futuro","10":"tag-internet","11":"tag-iss","12":"tag-satelliti","13":"tag-spazio","14":"tag-ssi","15":"tag-tecnologia"},"hreflang":[{"hreflang":"it","url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/internet-in-space\/18011\/"},{"hreflang":"en-in","url":"https:\/\/www.kaspersky.co.in\/blog\/internet-in-space\/16650\/"},{"hreflang":"en-ae","url":"https:\/\/me-en.kaspersky.com\/blog\/internet-in-space\/14043\/"},{"hreflang":"ar","url":"https:\/\/me.kaspersky.com\/blog\/internet-in-space\/6508\/"},{"hreflang":"en-us","url":"https:\/\/usa.kaspersky.com\/blog\/internet-in-space\/18618\/"},{"hreflang":"en-gb","url":"https:\/\/www.kaspersky.co.uk\/blog\/internet-in-space\/16690\/"},{"hreflang":"es-mx","url":"https:\/\/latam.kaspersky.com\/blog\/internet-in-space\/15359\/"},{"hreflang":"es","url":"https:\/\/www.kaspersky.es\/blog\/internet-in-space\/19305\/"},{"hreflang":"ru","url":"https:\/\/www.kaspersky.ru\/blog\/internet-in-space\/23638\/"},{"hreflang":"tr","url":"https:\/\/www.kaspersky.com.tr\/blog\/internet-in-space\/6439\/"},{"hreflang":"x-default","url":"https:\/\/www.kaspersky.com\/blog\/internet-in-space\/28267\/"},{"hreflang":"fr","url":"https:\/\/www.kaspersky.fr\/blog\/internet-in-space\/12313\/"},{"hreflang":"de","url":"https:\/\/www.kaspersky.de\/blog\/internet-in-space\/20704\/"},{"hreflang":"zh","url":"https:\/\/www.kaspersky.com.cn\/blog\/internet-in-space\/10179\/"},{"hreflang":"ja","url":"https:\/\/blog.kaspersky.co.jp\/internet-in-space\/24028\/"},{"hreflang":"nl","url":"https:\/\/www.kaspersky.nl\/blog\/internet-in-space\/24260\/"},{"hreflang":"ru-kz","url":"https:\/\/blog.kaspersky.kz\/internet-in-space\/19077\/"},{"hreflang":"en-au","url":"https:\/\/www.kaspersky.com.au\/blog\/internet-in-space\/23372\/"},{"hreflang":"en-za","url":"https:\/\/www.kaspersky.co.za\/blog\/internet-in-space\/23284\/"}],"acf":[],"banners":"","maintag":{"url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tag\/tecnologia\/","name":"tecnologia"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18011","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2049"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18011"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18011\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26952,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18011\/revisions\/26952"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/18012"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18011"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18011"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18011"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}