{"id":1714,"date":"2013-10-01T14:00:36","date_gmt":"2013-10-01T14:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/?p=1714"},"modified":"2017-05-19T09:03:19","modified_gmt":"2017-05-19T09:03:19","slug":"i-principali-casi-di-cybercrimine-del-mese-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/i-principali-casi-di-cybercrimine-del-mese-3\/1714\/","title":{"rendered":"I principali casi di cybercrimine del mese"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 ormai concluso il mese di settembre ed \u00e8 tempo di verificare i progressi ottenuti dalla forze di polizia di tutto il mondo e dalla comunit\u00e0 di esperti IT\u00a0 nella lotta contro i cybercriminali. Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 solo un posto in cui si dovrebbero trovare questi malviventi\u2026 dietro le sbarre.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/10\/06003316\/cybercrimine_settembre-2013.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1715 aligncenter\" title=\"cybercrimine\" alt=\"cybercrimine\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/10\/06003316\/cybercrimine_settembre-2013.png\" width=\"640\" height=\"420\"><\/a><\/p>\n<p><b>Hacker tuttofare\u00a0<\/b><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/10\/05232637\/verb.jpg\" width=\"240\" height=\"150\"><\/p>\n<p>La Russia \u00e8 famosa per casi bizzarri, bisogna dirlo. L\u2019ultimo riguarda un abitante della regione di Volgograd, arrestato e accusato di vari crimini tra cui pratiche occulte e diffusione di malware. Azamat Verbitsky, un vero e proprio personaggio, come se si trattasse di una piccola azienda a conduzione famigliare, vestiva i panni di uno sciamano ed estorceva denaro alle sue vittime. Evidentemente gli affari non andavano poi cos\u00ec bene, o non lo facevano guadagnare abbastanza, cos\u00ec ha iniziato in parallelo un\u2019altra attivit\u00e0: diffondere trojan bancari. Avrebbe fatto meglio a tenersi solo il lavoro di sciamano perch\u00e9 la sua attivit\u00e0 informatica illecita ha attirato subito l\u2019attenzione delle forze dell\u2019ordine. Kaspersky Lab ha partecipato attivamente alla cattura e alla condanna di Verbitsky, che per i prossimi sette anni dovr\u00e0 smettere i panni di hacker-santone.<\/p>\n<p><b>Un cybercriminale\u2026 non proprio di primo pelo<\/b><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/10\/05232636\/hacking.jpg\" width=\"255\" height=\"169\"><\/p>\n<p>Normalmente si pensa che gli hacker siano dei ragazzini o comunque dei giovani cervelloni. Il 62enne Michael Musacchio \u00e8 una voce fuori dal coro. Un tempo dipendente dell\u2019azienda texana Exel Transportation Services, ha deciso di rendere pi\u00f9 consistente il suo fondo pensione creando un proprio business. Ci\u00f2 che gli mancava era un proprio giro di clienti. Dove poterli recuperare? Dall\u2019azienda in cui aveva lavorato precedentemente, certo! <a href=\"http:\/\/news.softpedia.com\/news\/Texas-Man-Sentenced-to-63-Months-in-Prison-for-Hacking-Former-Employer-s-Network-382392.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Musacchio ha hackerato la rete della sua vecchia azienda<\/a> e ha condotto un po\u2019 di spionaggio industriale. Purtroppo per lui, ha sottovalutato il sistema di sicurezza aziendale. Il giudice lo ha condannato a 63 mesi di carcere, piuttosto ironico visto l\u2019et\u00e0 di Musacchio, 62 anni!<\/p>\n<p><b>Vita matrimoniale VS gattabuia<\/b><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/10\/05232636\/51e728b0acb02eabb8ed25d572b9c33c.jpg\" width=\"360\" height=\"240\">Questo il dilemma che ha dovuto affrontare il giudice nel caso dell\u2019hacker John Anthony Borell III di Toledo (Ohio, USA) il quale, anche se novello sposo, aveva avuto il tempo di violare la sicurezza di numerosi siti Internet. Il giudice ha dichiarato di aver studiato il caso con molto interesse ed \u00e8 stato pervaso anche da un certo sentimento di tristezza, quasi pena, nei confronti di questo cybercriminale: perci\u00f2 lo ha condannato a tre anni di reclusione (una pena piuttosto lieve) da scontare in un carcere vicino alla citt\u00e0 di residenza di sua moglie. Il giudice gli ha raccomandato di tenersi lontano da armi e droga e di entrare in cura da uno psicologo; si spera che il giovane si penta di ci\u00f2 che ha fatto durante il periodo in carcere. In realt\u00e0, il giudice gli ha ordinato anche di risarcire i proprietari dei siti attaccati con 227.000 dollari. Visto che la prigione si trova non lontano da casa, di sicuro sua moglie andr\u00e0 a trovarlo spesso, almeno solo per rimproverarlo per la multa cos\u00ec salata. A parte tutto, alcuni esperti informatici ritengono che John Anthony Borell III sia in qualche modo collegato al gruppo Anonymous.<\/p>\n<p><b>2,1 milioni di dollari da spartire in otto<\/b><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/10\/05232635\/barclaysbank.jpg\" width=\"276\" height=\"184\"><\/p>\n<p>Un gruppo di otto ladri \u00e8 stato catturato di recente nel Regno Unito in seguito a un furto alla Barclays Bank. Il loro piano non peccava di originalit\u00e0: si sono fatti spacciare per dipendenti della banca, sono riusciti ad accedere alla rete aziendale e hanno installato degli strumenti particolari che hanno consentito loro di rubare ben 2,1 milioni di dollari. L\u2019accaduto risale allo scorso mese di aprile. Il sistema di sicurezza della banca ha dato l\u2019allarme non appena si sono resi conto del problema, ma i malviventi sono stati arrestati solo a met\u00e0 settembre.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><b>Dalla Romania con amore\u2026<\/b><b>per i soldi<\/b><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/10\/05232635\/dept_justice.jpg\" width=\"180\" height=\"180\"><\/p>\n<p>Due cittadini rumeni intraprendenti ed esperti in nuove tecnologie sono stati arrestati negli Stati Uniti per numerosi reati digitali. Tra il 2009 e il 2012, il duo \u00e8 riuscito ad entrare in varie centinaia di terminali POS e vi hanno inserito dei malware capaci di intercettare dati e informazioni delle carte di credito bancarie. Hanno sfruttato le vulnerabilit\u00e0 di 250 terminali. Circa 100.000 persone sono state derubate per un totale di 17,5 milioni di dollari. La portata del colpo ha sorpreso cos\u00ec tanto il giudice e la corte che al leader della banda Adrian-Tiberu Oprea sono stati dati 15 anni di carcere, mentre al suo complice Lulian Dolan sette anni.<\/p>\n<p><b>Game over!<\/b><\/p>\n<p>\u00c8 proprio cos\u00ec, <i>game over<\/i> per il moscovita Dmitry Shashkin, che ha rubato le password di giochi online a pagamento. Magari non si tratta dei milioni di euro di una banca, ma questi dati possono generare comunque molti profitti. Il tribunale ha condannato l\u2019hacker 28enne a otto mesi di carcere. Ha violato due articoli del Codice Penale russo: il 273 (utilizzo di software dannosi) e il 272 (accesso illecito a informazioni digitali). Alla fine gli sarebbe potuta andare anche peggio.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 ormai concluso il mese di settembre ed \u00e8 tempo di verificare i progressi ottenuti dalla forze di polizia di tutto il mondo e dalla comunit\u00e0 di esperti IT\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":35,"featured_media":1716,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[634,632,54],"class_list":{"0":"post-1714","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-news","8":"tag-crimini-del-mese","9":"tag-cybercriminali","10":"tag-hacker"},"hreflang":[{"hreflang":"it","url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/i-principali-casi-di-cybercrimine-del-mese-3\/1714\/"}],"acf":[],"banners":"","maintag":{"url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tag\/crimini-del-mese\/","name":"crimini del mese"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1714","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/35"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1714"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1714\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12398,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1714\/revisions\/12398"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1716"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1714"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1714"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1714"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}