{"id":16816,"date":"2019-01-23T17:07:53","date_gmt":"2019-01-23T15:07:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/?p=16816"},"modified":"2019-11-22T10:57:36","modified_gmt":"2019-11-22T08:57:36","slug":"how-esim-works","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/how-esim-works\/16816\/","title":{"rendered":"eSIM: come funzionano?"},"content":{"rendered":"<p>Spesso \u00e8 accaduto che una tecnologia sia rimasta nell\u2019ombra per anni fino a quando poi \u00e8 stata adottata da Apple e all\u2019improvviso \u00e8 finita su tutti i giornali. Quasi tre anni fa, <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/what-is-esim\/7585\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">abbiamo parlato del primo smart watch che supportava la cosiddetta tecnologia <em>eSIM<\/em>,<\/a> ma solo adesso \u00e8 conosciuta ai pi\u00f9 in quanto supportata dai modelli iPhone XR, XS e XS Max, grazie alla quale \u00e8 possibile aggiungere una SIM virtuale a quella normale.<\/p>\n<input type=\"hidden\" class=\"category_for_banner\" value=\"kis-difenditi-attacchi-informatici\">\n<p>Come funziona questa <a href=\"https:\/\/support.apple.com\/it-it\/HT209044\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">tecnologia<\/a> e quali sono i vantaggi? Vediamo.<\/p>\n<h3>Evoluzione delle schede SIM<\/h3>\n<p>I primi telefonini non avevano scheda SIM, erano invece programmati dall\u2019operatore con un \u201caccount utente\u201d per l\u2019identificazione della rete immagazzinato nella memoria del dispositivo. Le schede SIM sono entrate nello standard GSM nel 1991, il che permetteva di utilizzare il telefonino con qualsiasi rete o, viceversa, utilizzare l\u2019account dell\u2019operatore (in sostanza, il numero di telefono) mediante un qualsiasi telefono, bastava soltanto inserire nel dispositivo una tesserina di plastica con un microchip.<\/p>\n<p>Fino a quando telefoni e modem sono stati gli unici dispositivi connessi alla rete, questo sistema ha soddisfatto le necessit\u00e0 di tutti. L\u2019unico cambiamento nel corso degli anni che ha interessato le schede SIM \u00e8 che sono diventate sempre pi\u00f9 piccole: le mini SIM (quelle noi consideriamo come le schede \u201cnormali\u201d) hanno lasciato il posto alle micro SIM e poi siamo passati alle nano SIM. Ma non possiamo andare oltre, in quanto le nano SIM sono composte praticamente solo dal chip e non c\u2019\u00e8 neanche un millimetro di plastica in eccesso.<\/p>\n<p>Ora che ci troviamo nell\u2019era dell\u2019Internet delle Cose, con sensori, smart watch e dispositivi ancor meno ingombranti, anche le nano SIM con la propria slot sembrano essere un lusso che, a livello di spazio, non possiamo permetterci. Ed \u00e8 qui che entrano in gioco le eSIM, ovvero le schede SIM integrate.<\/p>\n<p>A un primo sguardo, sembrerebbe una specie di ritorno ai telefonini programmabili. Tuttavia, questo microchip rivoluzionario (di 5\u00d76 mm circa, di gran lunga pi\u00f9 piccolo rispetto a una nano SIM) non solo custodisce i dati dell\u2019abbonamento telefonico ma permette anche di scaricarli in remoto. A livello pratico, non ci sar\u00e0 pi\u00f9 bisogno di inserire manualmente le schede SIM all\u2019interno di decine di migliaia di sensori per il parcheggio o nei moduli di controllo dei semafori, n\u00e9 di ordinare di nuovo un\u2019intera partita nel caso si decida di cambiare operatore.<\/p>\n<h3>Le comunicazioni saranno sempre pi\u00f9 \u201cmobile\u201d<\/h3>\n<p>Sembra che la tecnologia eSIM sia adatta non solo per i dispositivi <em>smart <\/em>ma anche per vendere schede SIM in remoto. Gli operatori risparmierebbero denaro che di solito spendono per la produzione delle confezioni, per l\u2019affitto di punti vendita, per il pagamento dei commercianti e cos\u00ec via, e i clienti non dovrebbero pi\u00f9 andare in negozio o aspettare che la SIM arrivi a casa.<\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 la soluzione perfetta per i viaggiatori che vogliono evitare addebiti per il roaming. \u00c8 molto pi\u00f9 facile acquistare il proprio piano telefonico online e scaricarlo direttamente sul telefono invece di cercarne uno sul posto, il che potrebbe rivelarsi complicato soprattutto quando non si conosce la lingua del paese in cui ci si trova.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 il passaggio alle eSIM non pu\u00f2 avvenire dall\u2019oggi al domani<\/h3>\n<p>In realt\u00e0, la tecnologia eSIM ha i suoi pro e i suoi contro, almeno analizzando il punto di vista degli operatori telefonici.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che facilita la vendita di servizi, ma facilita anche il passaggio alla concorrenza dei clienti. Al momento, intercorre un certo lasso di tempo tra la richiesta di una nuova scheda SIM e la ricezione della stessa. Con un\u2019eSIM, invece, si riceve il codice di attivazione molto pi\u00f9 rapidamente, e cos\u00ec il passaggio da una compagnia telefonica a un\u2019altra sar\u00e0 molto pi\u00f9 semplice: tuttavia, gli operatori di certo non vorranno lasciarvi andare con tanta facilit\u00e0.<\/p>\n<p>In secondo luogo, nella maggior parte dei paesi occidentali, gli smartphone spesso vengono venduti stipulando un contratto con l\u2019operatore telefonico, il che vuol dire che si \u00e8 legati a questo operatore che ha venduto il dispositivo, il quale funziona solo con le schede SIM emesse dall\u2019operatore stesso. Apple vuole smontare l\u2019intero ecosistema portando questa nuova iniziativa delle eSIM alle case produttrici dei dispositivi e spingendo gli operatori verso la vendita online.<\/p>\n<h3>eSIM: quando non sono disponibili, neanche per iPhone<\/h3>\n<p>La diffusione delle eSIM trova resistenze non solo da parte degli operatori telefonici ma anche dalla legislazione. In alcuni paesi, la legge richiede che venga specificato nel contratto l\u2019ID di una SIM (e solo le SIM fisiche hanno questo ID); inoltre, in alcuni paesi gli operatori sono obbligati a richiedere un documento di identit\u00e0 ai clienti che desiderano stipulare un contratto telefonico, ma si tratta di una questione che pu\u00f2 essere facilmente bypassata. Ad esempio, in certi casi gli utenti possono registrarsi con un selfie e, purtroppo anche queste foto possono essere vendute sulla darknet, come qualsiasi altro dato personale.<\/p>\n<p>Gli abitanti della Cina continentale per il momento non avranno la possibilit\u00e0 di provare la tecnologia eSIM. Secondo quanto c\u2019\u00e8 scritto sul <a href=\"https:\/\/support.apple.com\/it-it\/HT209044\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">sito della Apple<\/a>, al posto degli iPhone con eSIM integrata, i modelli venduti in Cina disporranno di due slot per nano SIM. Allo stesso modo, i nuovi dispositivi venduti a Hong Kong e Macao disporranno di due schede SIM rimovibili. In realt\u00e0, in questa regione le eSIM sono disponibili solo per iPhone XS.<\/p>\n<h3>Quali sono gli operatori che supportano le eSIM?<\/h3>\n<p>Al momento, <a href=\"https:\/\/support.apple.com\/it-it\/HT209096\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">gli operatori della maggior parte dei paesi europei gi\u00e0 mettono a disposizione le eSIM per iPhone<\/a> <strong>(anche se l\u2019Italia manca al novero)<\/strong> e il servizio \u00e8 presente anche in Canada, Qatar, Singapore, Taiwan, Hong Kong, Tailandia, Emirati Arabi Uniti, India, Kuwait e Stati Uniti.<\/p>\n<p>Le schede SIM \u201cper turisti\u201d possono anche essere acquistate attraverso i service provider a livello globale Truphone e GigSky. Per molti le SIM da viaggio sono di fatto l\u2019unico modo per provare le eSIM nel prossimo futuro. In molti paesi in cui \u00e8 supportata la funzionalit\u00e0 eSIM, tale servizio \u00e8 disponibile solo per i residenti e sui dispositivi sbloccati (ovvero non vincolati a un operatore in particolare).<\/p>\n<h3>Come accedere alla rete mobile attraverso un\u2019eSIM<\/h3>\n<p>Attivare una scheda SIM virtuale non \u00e8 complicato. Basta soltanto scansionare il codice QR generato dall\u2019operatore telefonico oppure inserire manualmente l\u2019indirizzo del server SM-DP+ (Subscription Manager Data Preparation) e il codice di attivazione, parametri che vi verranno forniti dal vostro operatore.<\/p>\n<p>Nel server SM-DP+ vengono creati i profili dei clienti e il programma LPA (Local Profile Assistant) sul dispositivo richiede il profilo del cliente in questione e lo carica sull\u2019eUICC (embedded Universal Integrated Circuit Card), il microchip sul quale viene poi immagazzinato il profilo cifrato. L\u2019eUICC serve anche per l\u2019autorizzazione di rete.<\/p>\n<p>Va detto che possono essere ospitati vari profili SIM contemporaneamente, avendo a disposizione una memoria di 512KB invece dei 64 o 128KB di una SIM tradizionale; in questo modo, gli utenti possono passare da una SIM virtuale all\u2019altra senza problemi. Sul nuovo iPhone basta andare su <em>Impostazioni &gt; Cellulare &gt; Piani cellulare<\/em>.<\/p>\n<p>Abbreviazioni di vario tipo a parte, come avete visto non \u00e8 affatto difficile utilizzare un\u2019eSIM. A nostro parere, i proprietari dei nuovi iPhone dovrebbero provare questa tecnologia ma, se vi doveste trovare in un paese in cui il servizio non \u00e8 disponibile (come nel caso dell\u2019Italia, almeno per il momento), potete sempre acquistare una SIM virtuale quando siete all\u2019estero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I nuovi iPhone supportano la tecnologia eSIM. In questo post vi spieghiamo di cosa si tratta e chi la utilizzer\u00e0 nel prossimo futuro.<\/p>\n","protected":false},"author":540,"featured_media":16817,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2195],"tags":[3,3044,1869,25,1371,753],"class_list":{"0":"post-16816","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-technology","8":"tag-apple","9":"tag-comunicazioni-mobile","10":"tag-esim","11":"tag-iphone","12":"tag-schede-sim","13":"tag-tecnologia"},"hreflang":[{"hreflang":"it","url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/how-esim-works\/16816\/"},{"hreflang":"en-in","url":"https:\/\/www.kaspersky.co.in\/blog\/how-esim-works\/15106\/"},{"hreflang":"en-ae","url":"https:\/\/me-en.kaspersky.com\/blog\/how-esim-works\/12684\/"},{"hreflang":"en-us","url":"https:\/\/usa.kaspersky.com\/blog\/how-esim-works\/17032\/"},{"hreflang":"en-gb","url":"https:\/\/www.kaspersky.co.uk\/blog\/how-esim-works\/15219\/"},{"hreflang":"es-mx","url":"https:\/\/latam.kaspersky.com\/blog\/how-esim-works\/13975\/"},{"hreflang":"es","url":"https:\/\/www.kaspersky.es\/blog\/how-esim-works\/17730\/"},{"hreflang":"ru","url":"https:\/\/www.kaspersky.ru\/blog\/how-esim-works\/22159\/"},{"hreflang":"tr","url":"https:\/\/www.kaspersky.com.tr\/blog\/how-esim-works\/5618\/"},{"hreflang":"x-default","url":"https:\/\/www.kaspersky.com\/blog\/how-esim-works\/25431\/"},{"hreflang":"fr","url":"https:\/\/www.kaspersky.fr\/blog\/how-esim-works\/11372\/"},{"hreflang":"pt-br","url":"https:\/\/www.kaspersky.com.br\/blog\/how-esim-works\/11373\/"},{"hreflang":"pl","url":"https:\/\/plblog.kaspersky.com\/how-esim-works\/10270\/"},{"hreflang":"de","url":"https:\/\/www.kaspersky.de\/blog\/how-esim-works\/18415\/"},{"hreflang":"ja","url":"https:\/\/blog.kaspersky.co.jp\/how-esim-works\/22289\/"},{"hreflang":"nl","url":"https:\/\/www.kaspersky.nl\/blog\/how-esim-works\/23747\/"},{"hreflang":"ru-kz","url":"https:\/\/blog.kaspersky.kz\/how-esim-works\/17855\/"},{"hreflang":"en-au","url":"https:\/\/www.kaspersky.com.au\/blog\/how-esim-works\/21989\/"},{"hreflang":"en-za","url":"https:\/\/www.kaspersky.co.za\/blog\/how-esim-works\/21926\/"}],"acf":[],"banners":"","maintag":{"url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tag\/esim\/","name":"eSIM"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16816","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/540"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16816"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16816\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18525,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16816\/revisions\/18525"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16817"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16816"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16816"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16816"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}