{"id":16655,"date":"2018-12-03T15:51:01","date_gmt":"2018-12-03T13:51:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/?p=16655"},"modified":"2019-11-22T10:58:34","modified_gmt":"2019-11-22T08:58:34","slug":"things-of-internet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/things-of-internet\/16655\/","title":{"rendered":"Cose di Internet: dispositivi intelligenti e problemi vari di connessione"},"content":{"rendered":"<p>Dopo una lunga giornata di lavoro, \u00e8 bello tornare a casa. Prendete lo smartphone, aprite un\u2019app e fate tap sullo schermo. A diversi chilometri di distanza, il vostro appartamento prende vita. Si accendono le lampadine smart, il riscaldamento intelligente si attiva e la vostra macchinetta inizia a preparare da sola il vostro caff\u00e8 preferito che sar\u00e0 pronto proprio mentre aprite la porta di casa. La smart home \u00e8 cos\u00ec comoda!<\/p>\n<input type=\"hidden\" class=\"category_for_banner\" value=\"kis-difenditi-attacchi-informatici\">\n<p>Eppure, in tutto c\u2019\u00e8 sempre il rovescio della medaglia e, nel nostro caso, le smart home per funzionare correttamente si affidano a diversi sistemi, ognuno dei quali pu\u00f2 avere problemi di funzionamento (pi\u00f9 ci si appoggia a terzi, pi\u00f9 a perderne \u00e8 l\u2019affidabilit\u00e0).<\/p>\n<h3>Disconnessi\u2026 e al freddo<strong>\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p>Qualche giorno fa, su Twitter sono comparse diverse lamentele provenienti dai proprietari dei termostati Natatmo, che <a href=\"https:\/\/www.thesun.co.uk\/tech\/7814050\/netatmo-smart-heating-outage-down-freezing\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">all\u2019improvviso non potevano pi\u00f9 modificare la temperatura di casa<\/a>. Ci\u00f2 era dovuto a un malfunzionamento di alcuni server di Netatmo e, quelli ancora funzionanti, non erano in grado di gestire tutte le richieste degli utenti.<\/p>\n<p>Per situazioni di questo tipo, i termostati Netatmo dispongono di un comando che consente agli utenti di cambiare manualmente la temperatura e senza utilizzare la app. Tuttavia, per alcuni utenti sfortunati, neanche questo sistema ha funzionato correttamente, e hanno dovuto sopportare una casa fredda senza poter far nulla al riguardo.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un altro aspetto di questo problema da tenere in considerazione: quando si dipende da fornitori di terze parti, gli inconvenienti possono persino essere maggiori. Ad esempio, alcuni dispositivi <em>smart<\/em> sono controllati attraverso un servizio molto interessante chiamato IFTTT (If This Then That), che si trova sulla piattaforma Amazon Web Services. Lo scorso anno, <a href=\"https:\/\/mashable.com\/2017\/02\/28\/aws-smart-home-iot-fail\/%23kfgUQ2kDHqqh\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">in seguito a una anomalia nell\u2019infrastruttura di Amazon<\/a>, i server di IFTTT hanno smesso di funzionare e gli utenti non hanno potuto accendere le luci o inviare qualsiasi altro comando con le proprie applicazioni per smart home, fino a quando i server sono tornati online.<\/p>\n<h3><strong>Smart home al capolinea<\/strong><\/h3>\n<p>Un\u2019interruzione del servizio dei data center non \u00e8 l\u2019unico inconveniente che pu\u00f2 capitare a una smart home. C\u2019era una volta (prima del 2014, per essere precisi), una piccola azienda chiamata Revolv che produceva smart hub, ovvero quelle \u201cscatoline\u201d che sono il cuore della vostra smart home e che comunicano con la app presente sullo smartphone. L\u2019hub e la app utilizzano il server per \u201cparlare\u201d tra loro.<\/p>\n<p>Tuttavia, sappiamo che le aziende vengono vendute e acquistate ed \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 capitato a Revolv, acquisita da un vendor pi\u00f9 grande di smart home chiamato Nest (che, a sua volta, era stata acquisito da Google qualche mese prima dell\u2019accordo).<\/p>\n<p>Dopo l\u2019acquisizione, Nest ha bloccato immediatamente la vendita degli smart hub Revolv, anche se i dispositivi esistenti hanno continuato a funzionare per un po\u2019. Nel 2016, Nest ha deciso di sbarazzarsi per sempre di Revolv e ha disattivato i server che si occupavano della gestione della sua infrastruttura. Dopo la chiusura del servizio, a maggio 2016, <a href=\"https:\/\/mashable.com\/2016\/04\/04\/revolv-smart-home-shutdown\/%23.RBmGc.vgsqZ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">gli smart hub di Revolv sono diventati assolutamente inutili<\/a>, non potendo fare assolutamente nulla di ci\u00f2 che facevano prima, oltre al fatto che l\u2019app non era pi\u00f9 disponibile. Ai suoi inizi, nel 2014, un hub Revolv costava 300 dollari e, in un paio d\u2019anni, un dispositivo che \u00e8 costato una bella cifra si \u00e8 trasformato in una scatola di plastica inutile.<\/p>\n<h3><strong>Lampadine incompatibili con il GDPR<\/strong><strong style=\"font-size: 16px\">\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p>L\u2019entrata in vigore del GDPR dell\u2019Unione Europea (Global Data Protection Regulation, o Regolamento generale sulla protezione dei dati) ha avuto importanti conseguenze nel mondo di Internet: ad esempio, da alcuni indirizzi IP europei all\u2019improvviso non era pi\u00f9 possibile accedere ad alcuni siti statunitensi in quanto i loro proprietari avevano deciso di non gestire i dati dei cittadini UE. E, se qualcosa fosse andato storto, questa decisione sarebbe costata una fortuna all\u2019azienda.<\/p>\n<p>Ma il GDPR ha coinvolto anche oggetti della vita reale (sappiamo che il mondo reale e quello di Internet sono ormai intrecciati e indivisibili). Ad esempio, in Europa, le lampadine intelligenti Xiaomi Yeelight, che consentono il loro controllo in remoto mediante un\u2019app, <a href=\"https:\/\/www.makeuseof.com\/tag\/smart-home-devices-gdpr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">hanno perso tutte le proprie funzionalit\u00e0 dopo un aggiornamento della app effettuato per adempiere al GDPR<\/a>. Si sono cos\u00ec trasformate in normali lampadine da accendere con un pulsante. Meglio di niente, \u00e8 vero, ma non era proprio il servizio che si aspettava chi ha deciso di acquistare questo prodotto.<\/p>\n<blockquote class=\"twitter-tweet\" data-width=\"500\" data-dnt=\"true\">\n<p lang=\"en\" dir=\"ltr\">Hi! <\/p>\n<p>Just letting you know you can't use your lights anymore because we're slathering your data around and GDPR is here.<\/p>\n<p>good luck! bye! <a href=\"https:\/\/t.co\/3ZI2WkqPAI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">pic.twitter.com\/3ZI2WkqPAI<\/a><\/p>\n<p>\u2014 Internet of Shit (@internetofshit) <a href=\"https:\/\/twitter.com\/internetofshit\/status\/999619364541394944?ref_src=twsrc%5Etfw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">May 24, 2018<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><script async src=\"https:\/\/platform.twitter.com\/widgets.js\" charset=\"utf-8\"><\/script><\/p>\n<h3>Aspirapolveri-spia<strong>\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p>Nessuno dei grattacapi fino ad ora menzionati \u00e8 stato dovuto agli utenti: i termostati Netatmo, gli hub Revolv e le lampadine Yeelight avrebbero continuato a funzionare perfettamente se non si fosse verificato un malfunzionamento dei server. Ed \u00e8 un fenomeno che si verifica spesso. I vendor raccolgono e processano i dati ottenuti dalle loro app e dai dispositivi smart. I dati servono per due scopi principali: da un lato per attivare le funzionalit\u00e0 dei dispositivi smart e, dall\u2019altro, per svilupparne delle nuove. Inoltre, questi dati servono ai vendor per conoscere meglio i propri clienti e, a volte, questi dati vengono anche venduti.<\/p>\n<p>La compravendita di dati \u00e8 un fenomeno noto a tutti da una decina di anni ormai. Tuttavia, a volte non ci rendiamo conto quali nostre informazioni vengono raccolte e come. Sappiamo che Google e Facebook raccolgono dati, ma gli utenti di Nest sanno che l\u2019azienda \u00e8 stata acquisita da Google e che si trova inglobata a sua volta in Alphabet? E cos\u00ec ora Google, ad esempio, possiede informazioni sulla temperatura nelle nostre case.<\/p>\n<p>I proprietari dei robot aspirapolvere iRobot sanno che <a href=\"https:\/\/www.zdnet.com\/article\/irobot-and-google-team-up-to-understand-your-smart-home\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">di recente Google e iRobot hanno raggiunto un accordo<\/a> che, tra le altre cose, consente a Google di accedere ai dati di mappatura della casa raccolti dall\u2019aspirapolvere? In sostanza, ora Google sa come \u00e8 fatta la piantina del vostro appartamento, oltre a tanti altri dati che gi\u00e0 conosceva.<\/p>\n<p>Ma non sono solo Google e Facebook a essere ossessionati con i dati degli utenti. Anche Xiaomi sta immagazzinando i <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/xiaomi-mi-robot-hacked\/14886\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dati di mappatura della superficie del paviment<\/a>o, raccolti dall\u2019aspirapolvere Mi Robot. Vi abbiamo gi\u00e0 detto che i robot aspirapolvere di Xiaomi funzionano solo mediante un\u2019app, che a sua volta funziona solo se connessa al server (e, per la maggior parte degli utenti, questo server si trova in Cina)?<\/p>\n<h3>La ciliegina sulla torta<\/h3>\n<p>Potreste pensare che questi problemi non siano cos\u00ec gravi da poter minare la comodit\u00e0 del controllo in remoto delle diverse funzionalit\u00e0 della vostra casa. Tuttavia, si sono verificati anche incidenti di una certa importanza, e molti. Lo scorso ottobre, <a href=\"https:\/\/www.zdnet.com\/article\/yale-botches-smart-lock-update-imprisons-users-in-their-own-homes\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">qualcosa non andava nella app che controllava il sistema di allarme Yale<\/a> e ci\u00f2 a portato a tutta una serie di incidenti nelle case in cui era stato installato. Molte persone sono state costrette a rimanere in casa perch\u00e9 non sono riuscite a disattivare l\u2019allarme e ci \u00e8 voluta pi\u00f9 di una giornata per risolvere il problema.<\/p>\n<p>In passato, <a href=\"https:\/\/www.zdnet.com\/article\/smart-locks-not-so-smart-customers-stranded-over-botched-firmware-update\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">una situazione simile si \u00e8 verificata con le serrature smart di Lockstate<\/a>: un aggiornamento non corretto del firmware ha bloccato tutte le serrature. Tutte quante.<\/p>\n<p>Ma avete mai visto qualcuno che usa le serrature intelligenti? Ebbene, sembra che gli host di AirBNB ne siano grandi fan, per questo l\u2019inconveniente ha interessato oltre 200 ospiti AirBNB che sono rimasti bloccati dentro gli appartamenti. La cosa peggiore \u00e8 che il problema non poteva essere risolto velocemente con un nuovo aggiornamento in remoto del firmware: gli utenti dovevano disinstallare le serrature e riportarla al venditore per la riparazione o aspettare che un ingegnere la riparasse in loco. Per entrambe le soluzioni ci volevano tra le due e le tre settimane di attesa.<\/p>\n<p>Normalmente i dispositivi connessi a Internet vengono raggruppati nella categoria <em>Internet delle Cose<\/em> ma, potremmo anche invertire l\u2019espressione in <em>Cose di Internet<\/em>, in quanto questi dispositivi dipendono totalmente da una connessione e, se qualcosa va storto in questo senso (un problema con il server, mancato collegamento, errori nelle app o nel firmware etc.), questi dispositivi diventano praticamente inutili, e quindi non pi\u00f9 cos\u00ec intelligenti come si pensava.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I dispositivi delle smart home dipendono da server in remoto, app e altro che possono causare problemi di tutti i tipi.<\/p>\n","protected":false},"author":675,"featured_media":16657,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2195],"tags":[1072,2427,33,620,1364,3005,3004,2698,3006],"class_list":{"0":"post-16655","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-technology","8":"tag-dispositivi-intelligenti","9":"tag-gdpr","10":"tag-google","11":"tag-internet-delle-cose","12":"tag-iot","13":"tag-nest","14":"tag-netatmo","15":"tag-xiaomi","16":"tag-yale-locks"},"hreflang":[{"hreflang":"it","url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/things-of-internet\/16655\/"},{"hreflang":"en-in","url":"https:\/\/www.kaspersky.co.in\/blog\/things-of-internet\/14739\/"},{"hreflang":"en-ae","url":"https:\/\/me-en.kaspersky.com\/blog\/things-of-internet\/12345\/"},{"hreflang":"en-us","url":"https:\/\/usa.kaspersky.com\/blog\/things-of-internet\/16655\/"},{"hreflang":"en-gb","url":"https:\/\/www.kaspersky.co.uk\/blog\/things-of-internet\/14846\/"},{"hreflang":"es-mx","url":"https:\/\/latam.kaspersky.com\/blog\/things-of-internet\/13829\/"},{"hreflang":"es","url":"https:\/\/www.kaspersky.es\/blog\/things-of-internet\/17455\/"},{"hreflang":"ru","url":"https:\/\/www.kaspersky.ru\/blog\/things-of-internet\/21818\/"},{"hreflang":"tr","url":"https:\/\/www.kaspersky.com.tr\/blog\/things-of-internet\/5538\/"},{"hreflang":"x-default","url":"https:\/\/www.kaspersky.com\/blog\/things-of-internet\/24799\/"},{"hreflang":"fr","url":"https:\/\/www.kaspersky.fr\/blog\/things-of-internet\/11210\/"},{"hreflang":"pt-br","url":"https:\/\/www.kaspersky.com.br\/blog\/things-of-internet\/11275\/"},{"hreflang":"pl","url":"https:\/\/plblog.kaspersky.com\/things-of-internet\/10107\/"},{"hreflang":"de","url":"https:\/\/www.kaspersky.de\/blog\/things-of-internet\/18182\/"},{"hreflang":"ja","url":"https:\/\/blog.kaspersky.co.jp\/things-of-internet\/22106\/"},{"hreflang":"ru-kz","url":"https:\/\/blog.kaspersky.kz\/things-of-internet\/17709\/"},{"hreflang":"en-au","url":"https:\/\/www.kaspersky.com.au\/blog\/things-of-internet\/21588\/"},{"hreflang":"en-za","url":"https:\/\/www.kaspersky.co.za\/blog\/things-of-internet\/21587\/"}],"acf":[],"banners":"","maintag":{"url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tag\/iot\/","name":"IoT"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16655","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/675"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16655"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16655\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18542,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16655\/revisions\/18542"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16657"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16655"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16655"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16655"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}