{"id":16380,"date":"2018-10-01T11:33:33","date_gmt":"2018-10-01T09:33:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/?p=16380"},"modified":"2022-06-29T14:07:37","modified_gmt":"2022-06-29T12:07:37","slug":"patent-5490216-exorcism","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/patent-5490216-exorcism\/16380\/","title":{"rendered":"La fine del principio della lotta ai patent troll"},"content":{"rendered":"<p>Durante gli scorsi mesi di agosto e settembre, per la maggior parte del tempo <a href=\"https:\/\/eugene.kaspersky.com\/tag\/kamchatka-2018\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sono stato costretto<\/a> a \u201clavorare da casa\u201d, cosa che di solito non faccio mai. Non potendomi dedicare ad andare in giro per lavoro o per piacere, ho avuto molto pi\u00f9 tempo a disposizione del normale e cos\u00ec ho potuto dedicarmi alla lettura, e ho letto molto. Come al solito, mi sono imbattuto in molte cattive notizie ma, ogni tanto, ci sono notizie molto buone. In particolare, c\u2019\u00e8 una <s>buona<\/s> eccellente notizia sul fronte della lotta ai <a href=\"https:\/\/eugene.kaspersky.it\/?s=patent+troll&amp;submit=Invia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">patent troll<\/a>: un tribunale del Texas ha respinto l\u2019azione legale che Uniloc aveva intrapreso contro di noi per violazione del brevetto <u><a href=\"https:\/\/patents.google.com\/patent\/US5490216A\/en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">US5490216<\/a><\/u>. Brevetto che, agli inizi degli anni 2000, ha seminato il terrore tra le aziende IT, che ha fatto venire i capelli bianchi a molti avvocati specializzati in brevetti e che <a href=\"https:\/\/www.law360.com\/patents\/5490216\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">ha alleggerito<\/a> senza piet\u00e0 i portafogli di oltre 160 aziende (160!), tra cui anche giganti come Microsoft o Google.<\/p>\n<p>Ma le ottime notizie non finiscono qui!<\/p>\n<p>Lo sforzo congiunto dell\u2019intero settore IT ha portato all\u2019invalidamento del brevetto IT; ma non \u00e8 solo questa notizia che merita grandi festeggiamenti, \u00e8 soprattutto il fatto che questo invalidamento porter\u00e0 a un cambio importante (necessario, purtroppo, da tempo) nel sistema brevetti statunitense. \u00c8 vero, sar\u00e0 un cambiamento lento ma comunque inesorabile, e comunque lentamente \u00e8 sempre meglio di nulla, soprattutto quando certi cambiamenti hanno una certa importanza a livello globale: almeno l\u2019industria IT potr\u00e0 togliersi di dosso i parassiti dei brevetti, che non fanno altro che <s>succhiare il sangue<\/s> ostacolare lo sviluppo tecnologico.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/eugene.kaspersky.com\/2013\/02\/21\/obama-patents-patently-barmy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La ruota<\/a> non solo ha iniziato a girare ma anche a scendere velocemente lungo la collina: gli sviluppatori stanno acquisendo maggiore libert\u00e0 in ci\u00f2 che fanno perch\u00e9 protetti dalle idiozie di questi proprietari di brevetti che riguardano idee astratte e a volte piuttosto ovvie, che nella pratica non vengono applicate o che vengono utilizzate per spremere denaro agli sviluppatori di tecnologie simili. Insomma, la storia del brevetto \u2026\u2019216 potrebbe essere letta come una sorta di thriller emozionate, e per questo quasi quasi torner\u00f2 a raccontarla, affinch\u00e9 possa intrigarvi di nuovo.\u00a0 Preparate un caff\u00e8 (o dei popcorn, meglio) e mettetevi comodi per ascoltare una storia che riguarda i parassiti dei brevetti e che vi far\u00e0 mordicchiare le unghie per la tensione (per non parlare ai patent troll\u2026).<\/p>\n<p>Nel 1992, viene fondata in Australia la Uniloc Corporation. Ai tempi sviluppava soluzioni per la sicurezza IT e svolgeva un\u2019attivit\u00e0 di tutto rispetto. Nello stesso anno, una delle sue tecnologie per la protezione dalla pirateria dei software a sua volta viene protetta dal brevetto statunitense 5.490.216. Tuttavia, qualche anno pi\u00f9 tardi l\u2019attivit\u00e0 di questa azienda si trasforma completamente, prendendo tutt\u2019altra direzione. Nel 2003, crea una rete di societ\u00e0 controllate, la cui unica attivit\u00e0 riguarda, diciamo cos\u00ec, tutto ci\u00f2 che \u00e8 inerente alla concessione di licenze. E all\u2019improvviso puntano direttamente a un pesce grossissimo, facendo causa a Microsoft per violazione del brevetto \u2018216!<\/p>\n<p>Ma vale spendere qualche parola sul brevetto in questione\u2026<\/p>\n<p>Il brevetto riguarda un metodo di attivazione software per evitare che una copia del software possa essere utilizzata su un dispositivo diverso. In poche parole, serve a impedire l\u2019uso della licenza su decine di migliaia di computer.<\/p>\n<p>Il processo di attivazione consiste nella creazione di un codice identificativo unico basato su informazioni del dispositivo dell\u2019utente, come ora, numero di serie dell\u2019hard disk, nome e indirizzo dell\u2019utente, nome dell\u2019azienda, dati di pagamenti e tanto altro. Un codice identificativo unico che utilizza lo stesso algoritmo viene anche creato dalla parte del server, che poi viene inviato all\u2019utente per il confronto e, se i due combaciano, allora si pu\u00f2 attivare la licenza del software. E la causa in tribunale riguarda la violazione di questa \u201cprocedura brevettata\u201d, anche se gi\u00e0 molte aziende si avvalevano del confronto degli hash di certi dati per effettuare tutte le verifiche opportune.<\/p>\n<p>Ma il male risiede nei piccoli dettagli, dettagli che i chiamati in causa non sembrano aver esaminato attentamente nel corso di 15 anni. Se lo avessero fatto, avrebbero messo fine all\u2019estorsione.<\/p>\n<p>E quindi nel 2003, Uniloc fa causa a Microsoft; il processo va avanti sei anni e nel 2009 la corte emette sentenza a favore di Uniloc, con un risarcimento di 388 milioni di dollari. Dopo numerosi ricorsi in appello da entrambe le parti, il caso ha raggiunto la Federal Circuit Court of Appeals statunitense. E dopo l\u2019udienza Microsoft e Uniloc hanno raggiunto un accordo extra-giudiziario, non si conosce la somma ma sar\u00e0 stata sicuramente importante.<\/p>\n<p>Un momento importante di questa \u201csoap opera\u201d \u00e8 stata proprio la decisione del 2009 da parte della corte. In seguito alla sentenza, Uniloc ha poi citato in tribunale aziende IT a raffica; inoltre, Uniloc si \u00e8 fatta pi\u00f9 furba acquistando nuovi brevetti, guadagnandoli il nomignolo di <a href=\"https:\/\/www.engadget.com\/2016\/03\/26\/uniloc-patent-troll-defeated\/?guccounter=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Patent Troll-in-Chief<\/a>. Perch\u00e9 investire tempo e denaro in ricerca e sviluppo? \u00c8 questo il modo pi\u00f9 facile per fare soldi! E cos\u00ec i programmatori sono stati ben presto sostituiti da importanti avvocati specializzati in brevetti che, seguendo la procedura standard da patent troll, non facevano altro che succhiare fondi dall\u2019industria IT come sanguisughe, fondi che si sarebbero potuti investire nello sviluppo di prodotti e servizi utili. Molte aziende IT prese di mira da Uniloc hanno ceduto al ricatto del patent troll; a causa dell\u2019ingombrante esempio di Microsoft, molte aziende chiamate in tribunale hanno preferito <s>dar da mangiare al troll<\/s> arrivare a un accordo: \u201c<em>Se Microsoft non \u00e8 riuscito a sconfiggerli, sicuramente non saremo noi a farlo<\/em>\u201c. E cosa dire di coloro che invece hanno puntato i piedi combattendo? Alla fine, hanno perso. Poi, il 18 ottobre 2013, \u00e8 arrivato il nostro turno, e Uniloc ci ha citato in tribunale per violazione di brevetto.<\/p>\n<p>Amici lettori del mio blog, che seguite le mie dichiarazioni riguardo <a href=\"https:\/\/eugene.kaspersky.it\/?s=patent+troll&amp;submit=Invia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">i nostri rapporti con i patent troll<\/a>, probabilmente ricorderete il mio motto: \u201c<em>Combatteremo i troll fino all\u2019ultimo colpo, il loro ultimo colpo<\/em>\u201c. Perch\u00e9 non alimenteremo mai i troll, va tropppo contro la nostra filosofia aziendale. Nei casi di azioni legali per violazione di brevetto, l\u2019unica cosa che facciamo \u00e8 opporci fino a quando non raggiungiamo la vittoria (e alla fine abbiamo capito che \u00e8 meglio passare subito al contrattacco per stroncare sul nascere le loro tendenze parassitarie ancor prima che pensino di inviarci una citazione in tribunale per violazione di brevetto).<\/p>\n<p>Anche in questo caso, abbiamo fatto come al solito e ci siamo messi al lavoro\u2026<\/p>\n<p>Abbiamo analizzato tutta la documentazione del brevetto in ogni minimo dettaglio (davvero fino in fondo) e abbiamo riscontrato differenze importanti tra la nostra tecnologia e quella brevettata. Con pazienza abbiamo percorso tutte le fasi di giudizio, calcolando attentamente tutte le nostre possibili mosse e preparando le nostre argomentazioni in base a ci\u00f2 o adattando la nostra posizione quando necessario. In parallelo, era stata avviata una procedura legale per l\u2019invalidamento del brevetto presso l\u2019 U.S. Patent and Trademark Office, aiutati dal fatto che nel 2011 era gi\u00e0 entrato in vigore il Leahy-Smith <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Leahy-Smith_America_Invents_Act\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">America Invents Act<\/a>, che apportava cambiamenti significativi e molto opportuni dal punto di vista legislativo al sistema dei brevetti.<\/p>\n<p>A settembre 2012, sempre seguendo l\u2019America Invents Act, sono state avviate due importanti procedure con l\u2019obiettivo di contestare la validit\u00e0 di un brevetto presso il Patent Trial and Appeal Board (<u><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Patent_Trial_and_Appeal_Board\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">PTAB<\/a><\/u>): (i) l\u2019Inter Parties Review (<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Inter_partes_review\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">IPR<\/a>), secondo il quale chi contesta la validit\u00e0 del brevetto pu\u00f2 dimostrare con ragionevole <em>probabilit\u00e0<\/em> la non validit\u00e0 del brevetto e (ii) la procedura Post Grant Review (<a href=\"https:\/\/www.legaladvantage.net\/blog\/what-is-a-post-grant-review-pgr-ipr-pgr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">PGR<\/a>) per la non validit\u00e0 di brevetti recenti (emessi entro i nove mesi precedenti) se chi contesta la validit\u00e0 del brevetto pu\u00f2 dimostrare la non validit\u00e0 \u201c<em>con maggiore probabilit\u00e0<\/em>\u201c! (s\u00ec, le peculiarit\u00e0 semantiche delle leggi statunitensi possono spiazzare).<\/p>\n<p>In confronto alla procedura standard in tribunale per la contestazione di un brevetto, queste nuove procedure sono pi\u00f9 rapide (un anno invece di due anni e mezzo), pi\u00f9 economiche (250 mila dollari invece di 1,5\/2 milioni di dollari) e, soprattutto pi\u00f9 semplici e pi\u00f9 professionali: le decisioni IPR\/PGR vengono prese da esperti professionisti in brevetti e non da una giuria, le formule dei brevetti vengono analizzate con maggiore attenzione (sebbene lo <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Prior_art\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">stato dell\u2019arte<\/a> \u00e8 limitato a brevetti e pubblicazioni stampate) e, infine, il livello di argomentazione richiesto (la cosiddetta \u201cprobabilit\u00e0\u201d) \u00e8 minore.<\/p>\n<p>Ora, ingenuamente qualcuno potrebbe pensare che, con questi nuovi meccanismi regolatori, possiamo sbarazzarci dei troll una volta per tutti. Piano, non \u00e8 cos\u00ec che funziona!<\/p>\n<p>Passando dalla teoria alla pratica, entrambe le procedure sono in realt\u00e0 piuttosto complesse; se si aggiunge che si tratta di procedure nuove mai testate prima, il processo viene rallentato ancora di pi\u00f9 e i risultati sono in qualche modo imprecisi. In ogni caso, molte aziende hanno colto al volo l\u2019occasione di sfruttare queste procedure per inficiare la validit\u00e0 di certi brevetti, il che \u00e8 positivo perch\u00e9 cos\u00ec i patent troll vengono attaccati da tutti i fronti e, se si utilizzano argomentazioni di vario tipo, le possibilit\u00e0 di successo aumentano. A proposito di successo\u2026 saltiamo direttamente al 2016, anno in cui il famoso brevetto \u2018216 \u00e8 stato finalmente dichiarato non valido!<\/p>\n<p>L\u2019accusa ha dimostrato al PTAB che il <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Priority_right\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">diritto di priorit\u00e0<\/a> di questo brevetto dovrebbe essere indicato dalla data della domanda di brevetto statunitense (21 settembre 1993) e non dalla imprecisa domanda di brevetto <em>australiana <\/em>scritta in modo molto vago (s\u00ec, per ottenere un brevetto negli Stati Uniti si pu\u00f2 utilizzare il diritto di priorit\u00e0 o la domanda di brevetto depositata in un altro paese). Qual \u00e8 la differenza? Ebbene, la domanda australiana e statunitense in questo caso non sono identiche. Nella domanda australiana non erano evidenziati i relativi elementi chiave che hanno permesso di vincere la causa contro Microsoft! \u00c8 stata poi presentato un <a href=\"https:\/\/patents.google.com\/patent\/US5509070A\/en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">brevetto precedente<\/a> che riguardava un metodo di generazione di codici identificativi unici per difendersi dalla pirateria di software, ed \u00e8 stato il colpo definitivo al brevetto \u2018216.<\/p>\n<p>Pensiate che sia finita qui? E invece no!<\/p>\n<p>Gli avvocati specializzati in brevetti hanno dovuto attendere altri due anni per via dell\u2019appello da parte di Uniloc e ottenere la decisione della Corte Suprema (i troll hanno contestato la <em>costituzionalit\u00e0 <\/em>delle nuove procedure per l\u2019invalidazione dei brevetti). Ma tutto bene quel che finisce bene\u2026<\/p>\n<p>L\u2019appello \u00e8 stato rifiutato e la Corte Suprema <a href=\"https:\/\/www.supremecourt.gov\/opinions\/17pdf\/16-712_87ad.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">ha confermato<\/a> la costituzionalit\u00e0 delle procedure PTAB. Finalmente posso affermare che ci stiamo movendo poco a poco verso una nuova era per i brevetti, un\u2019era dove si protegge la propriet\u00e0 intellettuale di inventori, sviluppatori e aziende tecnologiche veri, e ci\u00f2 porter\u00e0 un progresso reale, proprio grazie alle loro idee. Un\u2019era segnata da nuove regole, pi\u00f9 giuste, pensate per proteggere le tecnologie, senza idee ovvie e astratte o algoritmi (in questo caso, tanto di cappello al precedente rappresentato da <a href=\"https:\/\/www.supremecourt.gov\/opinions\/13pdf\/13-298_7lh8.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Alice<\/a>). La \u201cbrevettabilit\u00e0\u201d delle invenzioni ora va oltre la rappresentazione generica di idee astratte.<\/p>\n<p>Questi nuovi sviluppi e queste nuove pratiche nel settore dei brevetti hanno evidenziato una certezza da tempo necessaria: finalmente la parodia di giustizia che prende il nome di \u201cpatent trolling\u201d sta finalmente giungendo alla sua conclusione. Quando avverr\u00e0 una volta per tutte? Staremo a vedere\u2026<\/p>\n<p>Nel frattempo, ho pensato di concludere questo post con una citazione di <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/The_End_of_the_Beginning\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Winston Churchill<\/a>, che descrive perfettamente la situazione attuale nel mondo dei brevetti: <em>Non \u00e8 la fine. Non \u00e8 neanche il principio della fine. Ma \u00e8, forse, la fine del principio.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia del brevetto US5490216, che ha seminato il terrore tra i professionisti IT e che ha fatto spendere centinaia di milioni di dollari a numerose compagnie tech.<\/p>\n","protected":false},"author":13,"featured_media":16384,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2195],"tags":[2097,191,2961,939],"class_list":{"0":"post-16380","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-technology","8":"tag-brevetti","9":"tag-kaspersky-lab","10":"tag-patent-troll","11":"tag-tecnologie"},"hreflang":[{"hreflang":"it","url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/patent-5490216-exorcism\/16380\/"},{"hreflang":"en-in","url":"https:\/\/www.kaspersky.co.in\/blog\/patent-5490216-exorcism\/14404\/"},{"hreflang":"en-ae","url":"https:\/\/me-en.kaspersky.com\/blog\/patent-5490216-exorcism\/12042\/"},{"hreflang":"en-us","url":"https:\/\/usa.kaspersky.com\/blog\/patent-5490216-exorcism\/16336\/"},{"hreflang":"en-gb","url":"https:\/\/www.kaspersky.co.uk\/blog\/patent-5490216-exorcism\/14528\/"},{"hreflang":"es-mx","url":"https:\/\/latam.kaspersky.com\/blog\/patent-5490216-exorcism\/13498\/"},{"hreflang":"es","url":"https:\/\/www.kaspersky.es\/blog\/patent-5490216-exorcism\/17090\/"},{"hreflang":"ru","url":"https:\/\/www.kaspersky.ru\/blog\/patent-5490216-exorcism\/21432\/"},{"hreflang":"x-default","url":"https:\/\/www.kaspersky.com\/blog\/patent-5490216-exorcism\/24060\/"},{"hreflang":"pl","url":"https:\/\/plblog.kaspersky.com\/patent-5490216-exorcism\/9787\/"},{"hreflang":"de","url":"https:\/\/www.kaspersky.de\/blog\/patent-5490216-exorcism\/17825\/"},{"hreflang":"ja","url":"https:\/\/blog.kaspersky.co.jp\/patent-5490216-exorcism\/21786\/"},{"hreflang":"ru-kz","url":"https:\/\/blog.kaspersky.kz\/patent-5490216-exorcism\/17428\/"},{"hreflang":"en-au","url":"https:\/\/www.kaspersky.com.au\/blog\/patent-5490216-exorcism\/21282\/"},{"hreflang":"en-za","url":"https:\/\/www.kaspersky.co.za\/blog\/patent-5490216-exorcism\/21289\/"}],"acf":[],"banners":"","maintag":{"url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tag\/brevetti\/","name":"brevetti"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16380","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/13"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16380"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16380\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26904,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16380\/revisions\/26904"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16384"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16380"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16380"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16380"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}