{"id":1061,"date":"2013-06-07T19:00:39","date_gmt":"2013-06-07T19:00:39","guid":{"rendered":"http:\/\/kasperskydaily.com\/italy\/?p=1061"},"modified":"2020-02-26T17:15:06","modified_gmt":"2020-02-26T15:15:06","slug":"le-password-del-xxi-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/le-password-del-xxi-secolo\/1061\/","title":{"rendered":"Le password del XXI secolo"},"content":{"rendered":"<p>In base alle norme di sicurezza informatica, praticamente ovunque (durante la creazione di un nuovo account, nella pagina di supporto tecnico di Facebook o persino nei regolamenti aziendali) si consiglia di usare una password forte. Il tempo passa, ma il consiglio \u00e8 sempre valido. Tuttavia il concetto di \u201cpassword forte\u201d potrebbe essere cambiato con il passare degli anni. Se dobbiamo aprire un nuovo account oggi e creare una password, non conviene affidarsi alle raccomandazioni degli anni novanta. Perci\u00f2, riconsideriamo insieme i metodi per creare una password forte e affidabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/06\/06004234\/Password-XXI-secolo.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1062\" title=\"Password XXI secolo\" alt=\"Password XXI secolo\" src=\"https:\/\/media.kasperskydaily.com\/wp-content\/uploads\/sites\/89\/2013\/06\/06004234\/Password-XXI-secolo.png\" width=\"640\" height=\"420\"><\/a><\/p>\n<p><b>Password forti<br>\n<\/b><\/p>\n<p>Gli utenti hanno sempre utilizzato password formate da lettere combinate, numeri e caratteri speciali per proteggere i loro computer, file e cartelle. Ma anche quando si ricorre alla crittografia non siamo completamente al sicuro: anche se crittografate, un hacker potrebbe comunque riuscire a indovinarle, digitando la password mille volte fino a quando non la indovina. Questo metodo si chiama <i>bruteforcing<\/i> (noto in italiano come \u2018metodo forza bruta\u2019 o \u2018ricerca esaustiva\u2019) ed \u00e8 abbastanza afficace con le password corte. Quanto pi\u00f9 complessa e lunga \u00e8 una password, tanto maggiore sar\u00e0 il tempo per realizzare una ricerca esaustiva. Le password di 3-4 caratteri permettono all\u2019hacker di indovinare la password in pochi secondi; ogni carattere moltiplica la difficolt\u00e0 per dieci. Lo stesso si applica alla combinazione di lettere, simboli e numeri. Includerli riduce incredibilmente la possibilit\u00e0 di indovinare la password via forza bruta.<\/p>\n<p>Se la password \u00e8 una parola, non importa quanto sia lunga o originale, sar\u00e0 comunque facile da indovinare. Aggiungere un numero alla password potrebbe di per s\u00e9 renderla molto pi\u00f9 sicura. Ecco perch\u00e9 gli esperti raccomandano l\u2019uso di lettere, numeri e caratteri non alfanumerici (ma attenzione: sono pi\u00f9 difficili da indovinare, ma anche da memorizzare).<\/p>\n<p>Oggi la situazione \u00e8 un po\u2019 cambiata. Molte piattaforme online bloccano gli attacchi forza bruta, ma questo <a href=\"https:\/\/threatpost.com\/evernote-compromised-says-no-user-data-affected-030313\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">non significa che questi attacchi siano scomparsi<\/a>. Le botnet di computer infetti danno all\u2019hacker un certo potere sui computer, potere che pu\u00f2 essere utilizzato per craccare le password.<\/p>\n<p><b>Una nuova era<\/b><\/p>\n<p>Oggi le cose sono diverse: tutti noi siamo iscritti a una dozzina di servizi online e ogni sito richiede una password. Usare sempre la stessa \u00e8 un rischio molto grande: se l\u2019hacker la indovina avr\u00e0 la chiave di acceso alla tua intera vita online. Ma ci sono poche persone al mondo che riuscirebbero a indovinare una password come Xp89$ABG-faw?6. Dunque, come possiamo scegliere una password che sia sicura e allo stesso tempo facile da memorizzare?<\/p>\n<p><b>La ricetta per la password perfetta<\/b><\/p>\n<p>Regola numero: la password deve essere lunga. Scegli una parola che abbia senso; aggiungi qualche carattere, ma senza renderla totalmente incomprensibile. Usa una frase chiara, facile da ricordare e poi introduci qualche cambiamento di modo che nessuno la possa indovinare. Una password come <i>Nulla3Bianco0Nero9<\/i> \u00e8 una frase riconoscibile, vero? \u00c8 sicuramente pi\u00f9 facile ricordare una frase con un paio di modifiche, che una serie di caratteri senza senso. Ma fai attenzione: parole come Shakespeare o nomi di personaggi famosi non sono la scelta migliore. Inventa tu la tua propria frase e usa una frase diversa per ogni servizio online.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la lunghezza e la complessit\u00e0 della tua frase, cerca di tenere in mente: il valore del dato da proteggere, la frequenza con cui usi la password e se la utilizzerai attraverso un dispositivo mobile. Questi fattori sono importanti nel momento in cui devi decide il che misura modificare la password. Per esempio, <i>Nulla3Bianco0Nero9<\/i> \u00e8 perfetta per una piattaforma musicale, ma per la tua casella di posta elettronica o la tua banca online si consigliano password ancora pi\u00f9 complesse, come <i>Nulla3Bianco0Nero9M@CiS0n0Sfumatur311!<\/i> Infine, non ci stancheremo mai di ripeterlo: usa una password diversa per ogni account e basati su diverse frasi cifrate.<\/p>\n<p>Attenzione: se vi imbattete in una di quelle piattaforma che applicano una limitazione alla lunghezza della password, \u00e8 meglio non registrarsi.<\/p>\n<p><i>NB: Se create una password di 10 caratteri usando le lettere dell\u2019alfabeto latino, numeri e caratteri speciali, il numero delle combinazioni per realizzare un attacco forza bruta potrebbero essere pari a 2.8*10<sup>18<\/sup>. Una password composta da 4 parole molto comuni otterr\u00e0 una combinazione pari a 1.6*10<sup>17<\/sup>. E se includiamo 5 parole, il numero delle combinazioni potrebbe raggiungere quota 3.2*10<sup>21<\/sup>. Dunque \u00e8 meglio usare poche parole comuni ma modificate, che una frase lunga facile.<\/i><\/p>\n<p><b>Un metodo moderno<\/b><\/p>\n<p>Nonostante le frasi cifrate siano molto facili da usare rispetto a un guazzabuglio indefinito di caratteri, \u00e8 importante che la password sia unica. Secondo un sondaggio, l\u2019utente ha in media 5 account diversi. Ogni account dovrebbe avere la sua password (e sono tutte da memorizzare). Ci sono utenti per\u00f2 che hanno pi\u00f9 di cinque account (e in questo caso \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile memorizzare le password). Coloro che appartengono a questa categoria possono ricorrere ad alcune applicazioni di <i>password storage<\/i>. <a href=\"https:\/\/www.kaspersky.com\/it\/pure\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Kaspersky PURE<\/a> include un modulo per l\u2019immagazzinamento sicuro delle password atraverso un database contenente le credenziali di accesso dell\u2019utente a tutti i possibili siti Web, risorse e pagine a cui \u00e8 iscritto. Il database \u00e8 criptato con algoritmi molto potenti; in questo modo il proprietario avr\u00e0 bisogno di memorizzare solo una password: quella di accesso al database. Memorizza questa password e il tuo computer si prender\u00e0 cura di tutto il resto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In base alle norme di sicurezza informatica, praticamente ovunque (durante la creazione di un nuovo account, nella pagina di supporto tecnico di Facebook o persino nei regolamenti aziendali) si consiglia<\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":1063,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[16],"tags":[2239,62,367],"class_list":{"0":"post-1061","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-tips","8":"tag-consigli","9":"tag-password","10":"tag-password-manager"},"hreflang":[{"hreflang":"it","url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/le-password-del-xxi-secolo\/1061\/"}],"acf":[],"banners":"","maintag":{"url":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/tag\/consigli\/","name":"#consigli"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1061","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1061"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1061\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":20159,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1061\/revisions\/20159"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1063"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1061"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1061"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.kaspersky.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1061"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}